Cambio di comportamento delle marmotte nel Parco Gran Paradiso nell’estate 2026

Da Alessandro Maldera
Agosto 18, 2026

Il cambio di comportamento delle marmotte nel Parco Gran Paradiso nell’estate 2026 emerge da una ricerca condotta nell’area di Orvieilles, in Valsavarenche. Il dato più evidente riguarda il gioco degli esemplari giovani.
L’attività raggiunge il livello massimo intorno ai 12,8 °C, per poi diminuire rapidamente con l’aumento della temperatura. Oltre i 21 °C il gioco diventa quasi nullo, mentre altre interazioni sociali continuano normalmente.
Lo studio sulle marmotte in breve
Periodo dei dati: giugno 2023 – giugno 2025
Marmotte osservate: 83
Gruppi familiari: 14
Ore di osservazione: 189
Interazioni sociali registrate: 667
Temperatura ideale per il gioco: circa 12,8 °C
Oltre 21 °C: il gioco diventa quasi nullo
Il caldo cambia il comportamento delle marmotte del Gran Paradiso
Le marmotte alpine modificano il modo in cui trascorrono il proprio tempo quando le temperature aumentano.
È quanto emerge da uno studio scientifico realizzato nell’area di ricerca di Orvieilles, in Valsavarenche, all’interno del Parco Nazionale Gran Paradiso.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Animal Behaviour e analizza in particolare il rapporto tra temperatura e comportamento sociale.
I risultati mostrano che non tutte le attività vengono influenzate dal caldo nello stesso modo.
Uno studio iniziato grazie a vent’anni di monitoraggio
La ricerca si inserisce in un progetto di osservazione delle marmotte attivo a Orvieilles dal 2006.
La continuità del monitoraggio rappresenta un elemento fondamentale.
Seguire gli animali per molti anni permette infatti di osservare non soltanto eventuali variazioni nel numero degli individui, ma anche cambiamenti molto più sottili nelle loro abitudini.
Tra giugno 2023 e giugno 2025 sono state osservate 83 marmotte appartenenti a 14 gruppi familiari.
Quasi 200 ore di osservazione delle marmotte
Il lavoro sul campo ha prodotto una quantità consistente di informazioni.
Complessivamente sono state effettuate 189 ore di osservazione, durante le quali sono state registrate 667 interazioni sociali.
I ricercatori hanno quindi potuto confrontare ciò che facevano gli animali con le condizioni ambientali presenti nello stesso momento.
È emersa così una relazione molto chiara tra temperatura e gioco.
Le marmotte giocano soprattutto quando fa fresco
Il gioco non diminuisce in maniera costante fin dalle temperature più basse.
I dati indicano che raggiunge il proprio massimo intorno ai 12,8 °C.
Da quel punto, però, l’attività comincia a ridursi rapidamente man mano che il termometro sale.
Il cambiamento diventa particolarmente evidente nelle giornate più calde.
Oltre i 21 gradi il gioco diventa quasi nullo
Superata la soglia di circa 21 °C, le interazioni giocose osservate diventano quasi inesistenti.
Il fenomeno riguarda soprattutto gli esemplari più giovani, per i quali il gioco rappresenta una delle attività sociali più caratteristiche.
La temperatura sembra quindi imporre una limitazione molto precisa.
Quando l’ambiente diventa troppo caldo, le marmotte riducono soprattutto un’attività fisicamente impegnativa e non indispensabile nell’immediato.
Le marmotte non smettono però di socializzare
Il caldo non provoca una riduzione generalizzata di tutti i comportamenti sociali.
Altre attività continuano infatti a essere osservate anche con temperature superiori.
Tra queste rientrano il grooming, cioè la pulizia reciproca, i saluti tra individui e le interazioni agonistiche.
Questi comportamenti non hanno mostrato una diminuzione significativa all’aumentare della temperatura.
Una gerarchia delle attività sociali
La differenza suggerisce che le marmotte possano adottare una sorta di gerarchia delle priorità.
Quando il caldo aumenta, viene ridotta soprattutto l’attività più facoltativa e dispendiosa: il gioco.
Restano invece i comportamenti necessari a mantenere i rapporti all’interno del gruppo.
Pulizia reciproca, riconoscimento tra individui, gerarchie e interazioni competitive continuano quindi a occupare uno spazio importante nella giornata.
Perché il gioco è importante per i cuccioli
Il gioco delle giovani marmotte non rappresenta semplicemente un passatempo.
Durante queste attività gli animali sviluppano capacità motorie e competenze sociali che potranno essere utili nella vita adulta.
Correre, inseguirsi, confrontarsi con altri individui e sperimentare differenti interazioni contribuisce alla crescita.
Per questo la diminuzione del gioco potrebbe avere un significato più ampio rispetto alla semplice risposta temporanea a una giornata calda.
Il rischio di conseguenze sullo sviluppo
La ricerca non dimostra che la riduzione del gioco stia già provocando conseguenze permanenti.
Indica però una possibilità da approfondire.
Se periodi molto caldi diventassero più frequenti e prolungati, i giovani potrebbero avere meno occasioni per svolgere attività importanti durante la crescita.
Nel lungo periodo potrebbero essere coinvolte capacità utili nella difesa del territorio, nelle relazioni sociali e nella riproduzione.
Si tratta di possibili conseguenze future, non ancora di effetti dimostrati.
Un effetto del cambiamento climatico meno evidente
Quando si parla degli effetti del riscaldamento globale sulla fauna, l’attenzione si concentra spesso su mortalità, diminuzione delle popolazioni o difficoltà riproduttive.
Lo studio del Gran Paradiso mette invece in evidenza un fenomeno molto più sottile.
Il caldo può modificare prima di tutto come gli animali utilizzano il proprio tempo.
Una popolazione può quindi apparire numericamente stabile mentre alcune abitudini stanno già cambiando.
Il comportamento può anticipare altri segnali
Questo rende particolarmente importante lo studio delle interazioni sociali.
Un cambiamento comportamentale può manifestarsi prima che diventino visibili conseguenze più pesanti sulla popolazione.
Nel caso delle marmotte, la diminuzione del gioco potrebbe quindi rappresentare una delle prime risposte allo stress termico.
Osservare questi segnali consente di comprendere meglio come le specie alpine reagiscono all’aumento delle temperature.
Perché il monitoraggio dal 2006 è fondamentale
Uno studio limitato a poche settimane potrebbe non riuscire a individuare fenomeni di questo tipo.
Il progetto di Orvieilles dispone invece di una serie di osservazioni iniziata nel 2006.
Quasi vent’anni di monitoraggio permettono di confrontare stagioni differenti e osservare cambiamenti che si sviluppano lentamente.
È proprio questa continuità a rendere particolarmente preziosa l’area di ricerca del Gran Paradiso.
Le marmotte come indicatori del cambiamento delle Alpi
Le marmotte alpine sono strettamente legate alle condizioni ambientali delle montagne.
Temperature, durata della stagione favorevole e disponibilità di risorse condizionano una parte importante della loro vita.
Per questo anche piccole variazioni comportamentali possono offrire informazioni sul cambiamento degli ecosistemi.
La riduzione del gioco viene proposta come possibile bioindicatore precoce dello stress termico.
Cosa significa bioindicatore
Un bioindicatore è una specie, una caratteristica biologica o un comportamento capace di fornire informazioni sulle condizioni dell’ambiente.
Nel caso delle marmotte non sarebbe quindi necessario aspettare una forte diminuzione della popolazione per osservare gli effetti del caldo.
Un primo segnale potrebbe comparire molto prima.
Potrebbe essere semplicemente la progressiva scomparsa delle interazioni giocose durante le ore più calde.
Le Alpi diventano più calde e cambia anche la vita quotidiana
Il risultato dello studio mostra quanto gli effetti del cambiamento climatico possano essere difficili da osservare.
Una marmotta che continua a vivere nello stesso territorio può sembrare apparentemente non influenzata.
In realtà può avere già modificato ritmi, attività e rapporti sociali per affrontare temperature differenti.
Il cambiamento dell’ambiente alpino entra quindi direttamente nella vita quotidiana degli animali.
Estate 2026, il segnale arriva dal gioco delle marmotte
Il cambio di comportamento delle marmotte nel Parco Gran Paradiso offre così una nuova chiave per osservare gli effetti delle temperature elevate sulle Alpi.
Lo studio non indica al momento una crisi della popolazione causata dal mancato gioco.
Mostra però una relazione molto netta: l’attività raggiunge il massimo intorno ai 12,8 °C, diminuisce con il caldo e oltre i 21 °C diventa quasi assente.
Un comportamento apparentemente semplice può quindi trasformarsi in un importante indicatore ambientale.
Prima ancora che il cambiamento climatico diventi visibile attraverso una diminuzione del numero degli animali, uno dei primi segnali potrebbe essere molto più discreto: giovani marmotte che nelle giornate calde non giocano più.
FAQ – Marmotte e caldo nel Gran Paradiso: cosa sapere
Lo studio ha individuato il massimo dell’attività di gioco intorno ai 12,8 °C.
Il gioco diminuisce fino a diventare quasi nullo, soprattutto tra gli individui giovani.
No. Grooming, saluti e interazioni agonistiche non mostrano la stessa diminuzione osservata nel gioco.
Contribuisce allo sviluppo delle capacità motorie e sociali che possono essere utili durante la vita adulta.
Lo studio mostra una forte relazione con la temperatura e propone il fenomeno come possibile segnale precoce di stress termico negli ambienti alpini.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



