Alessandra Boarelli: la prima donna a raggiungere la vetta del Monviso

Da Alessandro Maldera
Agosto 16, 2026

Alessandra Boarelli occupa un posto particolare nella storia dell’alpinismo piemontese. Il 16 agosto 1864 riuscì infatti a raggiungere la cima del Monviso, diventando la prima donna a completare l’ascesa della montagna simbolo del Piemonte.
L’impresa arrivò dopo un precedente tentativo fallito per il maltempo e suscitò grande interesse nel mondo alpinistico italiano. La sua figura rimane ancora oggi legata al Monviso, dove un bivacco porta il suo nome.
Focus su Alessandra Boarelli
Passione: alpinismo
Primo tentativo sul Monviso: 1863
Salita storica: 16 agosto 1864
Primato: prima donna a raggiungere la vetta del Monviso
Memoria: un bivacco sul versante meridionale della montagna porta il suo nome
Chi era Alessandra Boarelli
Alessandra Boarelli visse nel XIX secolo e, dopo il matrimonio, si trasferì a Verzuolo, nel Cuneese.
Il marito apparteneva a una famiglia nobile e ricoprì anche la carica di sindaco della cittadina.
La coppia ebbe tre figli, due femmine e un maschio. L’ultimo nacque nel 1870.
Accanto alla vita familiare, Alessandra coltivò una passione ancora poco comune per una donna dell’epoca: l’alpinismo.
Il primo tentativo di salire sul Monviso
Nel 1863 tentò per la prima volta di raggiungere la cima del Monviso.
La spedizione precedette di pochi giorni un’altra celebre ascensione destinata a entrare nella storia dell’alpinismo italiano.
Il tentativo di Alessandra non arrivò però alla vetta.
Le condizioni meteorologiche peggiorarono e costrinsero il gruppo a rinunciare.
La montagna era però destinata a rimanere nei suoi programmi.
Alessandra Boarelli torna sul Monviso nel 1864
Un anno dopo arrivò il secondo tentativo.
Il 16 agosto 1864 Alessandra Boarelli affrontò nuovamente la salita del Monviso.
Questa volta le condizioni permisero alla spedizione di proseguire fino alla cima.
Con lei raggiunse la vetta anche una ragazza di appena 14 anni, figlia di un notaio del territorio.
Alla spedizione partecipavano inoltre un sacerdote della Val Varaita e altri due alpinisti.
La prima donna sulla vetta del Monviso
Con quella salita Alessandra Boarelli diventò la prima donna conosciuta ad aver raggiunto la cima del Monviso.
Il risultato aveva un significato particolare nel contesto dell’Ottocento.
L’alpinismo moderno era ancora agli inizi e veniva praticato quasi esclusivamente da uomini appartenenti alle élite culturali e sociali.
La presenza di due donne, una delle quali appena adolescente, rendeva quindi la spedizione particolarmente insolita per l’epoca.
Un’impresa che fece discutere
La notizia della conquista del Monviso ebbe una notevole risonanza nell’ambiente alpinistico italiano.
Non tutte le reazioni furono però celebrative.
Parte della stampa dell’epoca utilizzò infatti l’impresa femminile per ridimensionare simbolicamente la difficoltà della montagna, sostenendo che una cima raggiunta anche dalle donne non avrebbe più dovuto intimorire gli alpinisti.
Una lettura che oggi restituisce soprattutto il clima culturale nel quale maturò la spedizione.
Una pioniera dell’alpinismo femminile
La salita del 1864 assume così un valore che supera il semplice primato cronologico.
Alessandra Boarelli affrontò il Monviso in un periodo nel quale la presenza femminile sulle grandi montagne era ancora eccezionale.
Non disponeva dell’attrezzatura tecnica moderna né delle infrastrutture che oggi accompagnano l’alpinismo.
La sua impresa appartiene quindi alla fase pionieristica dell’esplorazione delle Alpi e alla storia delle prime donne che riuscirono a conquistare uno spazio in questo ambiente.
Perché il Monviso era una montagna così importante
Con i suoi 3.841 metri, il Monviso domina buona parte delle Alpi Cozie ed è una delle montagne più riconoscibili del Piemonte.
Nel corso dell’Ottocento rappresentò una delle grandi sfide dell’alpinismo nascente.
Raggiungerne la cima significava affrontare un ambiente severo, con percorsi lunghi e condizioni meteorologiche rapidamente variabili.
Il fallimento del primo tentativo del 1863 dimostra quanto il clima potesse determinare l’esito di una spedizione.
Il Bivacco Boarelli ricorda ancora la sua impresa
Il legame tra Alessandra Boarelli e il Monviso è sopravvissuto anche nella toponomastica alpina.
A lei è dedicato il Bivacco Boarelli, situato alla base del versante meridionale della montagna.
La struttura si trova nella zona dei Laghi delle Forciolline, lungo uno degli itinerari utilizzati per raggiungere il Monviso partendo dalla Val Varaita.
Il bivacco conserva così il ricordo della donna che, nell’estate del 1864, riuscì a raggiungere una cima sulla quale aveva dovuto rinunciare appena un anno prima.
Alessandra Boarelli nella storia dell’alpinismo piemontese
La vicenda di Alessandra Boarelli rappresenta uno dei capitoli più interessanti dell’alpinismo piemontese dell’Ottocento.
Prima arrivò il tentativo interrotto dal maltempo. Poi, il 16 agosto 1864, la conquista della vetta insieme a una giovanissima compagna di spedizione.
La reazione dell’epoca dimostra quanto fosse ancora difficile accettare la presenza delle donne in un’attività considerata prevalentemente maschile.
A distanza di oltre un secolo e mezzo, però, il significato dell’impresa appare diverso: Alessandra Boarelli è ricordata soprattutto come una delle pioniere dell’alpinismo femminile italiano e come la prima donna capace di raggiungere la cima del Monviso.
FAQ –
Fu un’appassionata di alpinismo dell’Ottocento, legata a Verzuolo e diventata celebre per la storica salita al Monviso.
Raggiunse la vetta il 16 agosto 1864, dopo un primo tentativo fallito l’anno precedente a causa del maltempo.
È ricordata come la prima donna a raggiungere la cima del Monviso.
No. Alla spedizione parteciparono diverse persone e raggiunse la cima anche una ragazza di appena 14 anni.
Sì. Il Bivacco Boarelli, vicino ai Laghi delle Forciolline sul versante meridionale del Monviso, porta il suo nome.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



