Airbnb cresce a Torino: annunci, prenotazioni e ricavi aumentano in città

Da Alessandro Maldera
Agosto 15, 2026

L’aumento Airbnb a Torino nel 2026 emerge da una ricerca che ricostruisce l’evoluzione degli affitti brevi tra il 2017 e il 2024. In sette anni sono cresciuti annunci, posti letto, notti prenotate e giro d’affari.
Torino resta lontana dalle dimensioni raggiunte da alcune delle principali città turistiche italiane, ma il mercato sta diventando più strutturato. Inoltre, la presenza degli affitti brevi non riguarda più soltanto il Centro e si sta progressivamente estendendo verso altri quartieri.
Airbnb a Torino: i numeri principali
– Torino è la sesta città italiana per numero di annunci sulla piattaforma
– Crescita dell’offerta dal 2017: +49,9%
– Posti letto complessivi: circa 32 mila
– Notti prenotate nel 2024: 758 mila
– Giro d’affari nel 2024: 68,3 milioni di euro
– Annunci nel quartiere Centro: circa 2.400
Aumento Airbnb Torino 2026: quasi 10 mila annunci censiti
La ricerca sugli affitti brevi fotografa un mercato cresciuto rapidamente tra il 2017 e il 2024.
Nel 2024 risultavano 9.734 annunci attivi su Airbnb a Torino. Gli operatori del settore stimano però che quelli realmente operativi fossero circa 5 mila.
Con questi numeri Torino risulta la sesta città italiana per quantità di alloggi presenti sulla piattaforma, dietro Roma, Milano, Napoli, Firenze e Venezia.
Rispetto al 2017, l’offerta è aumentata del 49,9%.
Nello stesso periodo sono comparsi oltre 11.700 posti letto aggiuntivi, portando la capacità complessiva degli alloggi pubblicizzati sulla piattaforma a circa 32 mila posti.
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Le notti prenotate sono più che raddoppiate
La crescita dell’offerta è stata accompagnata da un forte aumento della domanda.
Nel 2017 le notti prenotate attraverso Airbnb erano circa 337 mila.
Nel 2024 sono diventate 758 mila, con un incremento complessivo del 125%.
Il dato indica quindi che l’espansione non riguarda soltanto il numero di proprietari che scelgono gli affitti brevi. È cresciuto anche l’utilizzo effettivo degli appartamenti da parte dei visitatori.
Il giro d’affari raggiunge 68,3 milioni di euro
L’aumento delle prenotazioni ha trasformato anche il valore economico del settore.
Nel 2017 il giro d’affari generato attraverso Airbnb a Torino era stimato in 20,1 milioni di euro.
Nel 2024 ha raggiunto 68,3 milioni, con una crescita del 240%.
Sono aumentati anche i ricavi medi degli host. La ricerca indica un passaggio da circa 4.500 euro annui nel 2017 a 11.400 euro nel 2024, pari a un incremento del 155%.
Il mercato degli affitti brevi torinesi risulta quindi non soltanto più ampio, ma anche economicamente più rilevante rispetto a sette anni prima.
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Il Centro concentra un quarto degli annunci Airbnb
La diffusione degli alloggi non è uniforme.
Il quartiere Centro continua a rappresentare il cuore del mercato, con circa 2.400 annunci, equivalenti a circa un quarto dell’intera offerta cittadina.
Di questi, circa 900 sono concentrati nel Quadrilatero.
Al secondo posto si trova San Salvario, con poco meno di 1.100 alloggi. Segue Aurora, dove gli annunci sfiorano quota 900.
Insieme a San Donato, Crocetta e Vanchiglia, questi sei quartieri concentrano il 58% delle abitazioni presenti sulla piattaforma.
Dal 2017 crescono soprattutto Centro e quartieri semicentrali
Tra il 2017 e il 2024 il maggiore incremento in termini assoluti riguarda ancora le zone centrali e semicentrali.
Il Centro ha guadagnato 803 annunci, Aurora 289, San Salvario 259, San Donato 223 e Crocetta 190.
Osservando invece le variazioni percentuali emerge una dinamica differente.
La crescita sta interessando sempre più anche zone che in passato avevano un peso ridotto nel mercato degli affitti brevi.
Airbnb cresce anche a Borgata Vittoria e Barriera di Milano
Il maggiore aumento percentuale viene registrato in alcuni quartieri esterni al tradizionale circuito turistico.
A Borgata Vittoria gli annunci sono aumentati del 154% tra il 2017 e il 2024.
Barriera di Milano registra una crescita del 132,5%, Lingotto del 124,8% e Santa Rita del 116,1%.
Anche Falchera e Mirafiori mostrano incrementi compresi tra il 60 e il 90%, pur partendo da quantità assolute decisamente più contenute.
Il fenomeno sta quindi progressivamente superando i confini del centro storico e dei quartieri tradizionalmente più frequentati dai visitatori.
Affitti brevi e canoni residenziali crescono nelle stesse zone
La ricerca mette in evidenza anche un altro elemento.
Alcuni dei quartieri in cui Airbnb è aumentato maggiormente coincidono con aree nelle quali sono cresciuti in maniera significativa anche i canoni delle locazioni tradizionali.
Tra il 2017 e il 2024, in Centro, Crocetta, San Salvario e Aurora gli affitti residenziali sono aumentati in una fascia compresa tra il 25% e il 41%.
Il dato non consente però di attribuire automaticamente l’aumento degli affitti alla diffusione di Airbnb.
La ricerca individua una correlazione tra i due fenomeni, mentre la crescita dei canoni può dipendere contemporaneamente da diversi fattori economici e immobiliari.
Quanto rende un Airbnb nei quartieri di Torino
Anche la redditività presenta forti differenze territoriali.
Il Centro è nettamente la zona più remunerativa, con ricavi medi indicati in circa 11.300 euro all’anno per appartamento.
Seguono Crocetta con 7.300 euro, Borgo Po con circa 7 mila e Cenisia con 6.500 euro.
La situazione cambia notevolmente nelle zone periferiche.
A Falchera il ricavo medio indicato è di circa 2.300 euro annui. Seguono Mirafiori Nord con 2.900 euro, Regio Parco con 3 mila, Mirafiori Sud con 3.200 e Barriera di Milano con 3.300 euro.
La posizione dell’appartamento rimane quindi uno degli elementi che incidono maggiormente sulla redditività degli affitti brevi.
Ricavi medi annui per appartamento
– Crocetta: circa 7.300 euro
– Borgo Po: circa 7.000 euro
– Cenisia: circa 6.500 euro
– Barriera di Milano: circa 3.300 euro
– Mirafiori Sud: circa 3.200 euro
– Falchera: circa 2.300 euro
A Torino cresce anche la gestione professionale degli affitti brevi
L’espansione del mercato è accompagnata da una maggiore presenza di operatori professionali.
La gestione degli appartamenti destinati agli affitti brevi sta quindi diventando progressivamente più organizzata rispetto alle prime fasi di sviluppo del fenomeno.
Questo passaggio contribuisce a trasformare quello che inizialmente era soprattutto un mercato composto da singoli proprietari in un settore con una componente imprenditoriale più significativa.
Torino mantiene comunque caratteristiche diverse da città come Roma, Firenze e Venezia, dove la pressione degli affitti turistici sul mercato immobiliare ha raggiunto dimensioni superiori.
Si apre il tema della regolamentazione
L’aumento dell’offerta riporta anche a Torino il tema delle eventuali regole sugli affitti brevi.
Una parte del dibattito ritiene utile intervenire prima che il mercato raggiunga dimensioni paragonabili a quelle delle principali città turistiche italiane ed europee.
Un’altra posizione considera invece ancora contenuto il peso degli affitti brevi rispetto alla popolazione torinese e non ritiene necessario introdurre limitazioni nella fase attuale.
La questione riguarda quindi soprattutto il futuro: capire fino a quale punto il settore possa continuare a espandersi senza produrre effetti significativi sulla disponibilità di alloggi destinati alla locazione tradizionale.
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Torino resta lontana da Roma, Firenze e Venezia
Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, Torino presenta ancora un mercato differente rispetto alle città italiane maggiormente interessate dal turismo di massa.
Il numero degli alloggi brevi rispetto alla popolazione rimane più contenuto e la concentrazione turistica è meno intensa.
Allo stesso tempo, però, l’aumento del 49,9% dell’offerta dal 2017 al 2024, il raddoppio delle notti prenotate e la crescita del giro d’affari mostrano una trasformazione ormai strutturale.
Il tema dell’aumento Airbnb a Torino nel 2026 riguarda quindi non soltanto il turismo, ma anche l’evoluzione dei quartieri, il mercato immobiliare e l’equilibrio futuro tra affitti turistici e residenziali.
FAQ – Affitti brevi a Torino: le risposte utili
Nel 2024 la ricerca ha censito 9.734 annunci sulla piattaforma. Gli operatori del settore stimano però in circa 5 mila quelli effettivamente attivi.
Il Centro è nettamente al primo posto, con circa 2.400 annunci. Seguono San Salvario e Aurora.
Tra il 2017 e il 2024 l’offerta è aumentata del 49,9%, mentre le notti prenotate sono cresciute del 125%.
Nel 2024 il giro d’affari attraverso la piattaforma è arrivato a circa 68,3 milioni di euro, contro 20,1 milioni nel 2017.
In percentuale gli incrementi più elevati riguardano anche zone esterne al centro, tra cui Borgata Vittoria, Barriera di Milano, Lingotto e Santa Rita.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



