Sensori intelligenti per la raccolta differenziata al Politecnico di Torino: arrivano le isole smart con intelligenza artificiale

Da Alessandro Maldera
Giugno 01, 2026

I sensori intelligenti per la raccolta differenziata al Politecnico di Torino portano l’innovazione digitale dentro un gesto quotidiano: buttare correttamente un rifiuto. Le nuove isole smart, inaugurate mercoledì 6 maggio 2026, sono state sviluppate con la tecnologia della startup torinese NANDO. Il sistema aiuta gli utenti a scegliere il contenitore giusto e, allo stesso tempo, raccoglie dati sulla qualità dei conferimenti. Inoltre, i primi monitoraggi mostrano un dato chiaro: molti differenziano, ma non sempre nel modo corretto.
Raccolta differenziata smart al Politecnico: dati e funzioni
- Progetto: isole smart per la raccolta differenziata al Politecnico di Torino
- Tecnologia: sensori intelligenti e intelligenza artificiale sviluppati da NANDO
- Inaugurazione: mercoledì 6 maggio 2026
- Isole installate: dieci postazioni nelle principali sedi dell’Ateneo
- Funzione: indicare il cestino corretto e monitorare peso, volume e qualità dei rifiuti
- Primi dati: l’85% degli utenti differenzia, ma solo sei oggetti su dieci finiscono nel contenitore giusto
Sensori intelligenti raccolta differenziata al Politecnico di Torino: cosa cambia
L’Ateneo torinese ha deciso di rendere più digitale e misurabile la raccolta differenziata all’interno delle proprie sedi.
Le nuove isole smart non sono semplici contenitori. Infatti, sono dotate di sensori e strumenti basati su intelligenza artificiale, capaci di guidare gli utenti e raccogliere informazioni utili sui rifiuti conferiti.
L’obiettivo è doppio. Da una parte, aiutare studenti, docenti e personale a non sbagliare cestino. Dall’altra, permettere all’Ateneo di capire meglio dove avvengono gli errori più frequenti.
Di conseguenza, la sostenibilità non resta solo un principio generale. Diventa un processo controllabile, fatto di dati, comportamenti e correzioni concrete.
Come funziona il sistema NANDO
La tecnologia è stata sviluppata da NANDO, startup torinese nata con l’obiettivo di trasformare i cestini tradizionali in contenitori intelligenti.
Il sistema utilizza un modello proprietario di intelligenza artificiale. Attraverso il totem NANDO.Eye, l’utente può mostrare un rifiuto alla fotocamera e ricevere subito l’indicazione sul contenitore corretto.
In questo modo, il sistema svolge anche una funzione educativa. Non si limita a registrare l’errore, ma prova a evitarlo prima che avvenga.
Inoltre, i sensori monitorano in tempo reale peso, volume e qualità dei conferimenti. Queste informazioni permettono al Politecnico e al Green Team di migliorare le strategie ambientali e rendere più efficace la gestione dei rifiuti.
Il nome NANDO richiama Ferdinando II di Borbone, indicato come precursore di norme sulla raccolta differenziata già nel 1832. La startup unisce quindi un riferimento storico a una tecnologia molto attuale.
Dove sono state installate le isole smart
Le nuove isole tecnologiche sono già operative in diverse sedi del Politecnico.
Le postazioni si trovano in corso Duca degli Abruzzi, nella Cittadella, al Castello del Valentino, a Mirafiori, al Lingotto e in via Morgari.
In totale, sono state attivate dieci isole smart. Questa distribuzione permette di osservare comportamenti diversi in sedi con flussi, abitudini e necessità differenti.
Inoltre, il monitoraggio su più luoghi consente di raccogliere dati più completi. Non tutti gli spazi universitari vengono vissuti allo stesso modo e, proprio per questo, la qualità della raccolta può cambiare da una sede all’altra.
I primi dati sulla raccolta differenziata
I primi monitoraggi mostrano un risultato interessante. Circa l’85% degli utenti differenzia i rifiuti.
Tuttavia, la precisione resta il vero problema. In media, solo sei oggetti su dieci finiscono nel contenitore corretto.
Questo significa che la volontà di separare i materiali esiste, ma spesso non basta. Alcuni rifiuti generano ancora confusione e vengono conferiti nel posto sbagliato.
La plastica registra risultati migliori, con una correttezza intorno al 75%. Invece, restano frequenti gli errori su materiali più ambigui. Per esempio, il fazzoletto di carta e la carta sporca vengono spesso gettati nella carta, anche se dovrebbero finire nell’indifferenziato.
Perché non basta differenziare
La raccolta differenziata funziona davvero solo se i materiali vengono separati correttamente.
Un rifiuto nel contenitore sbagliato può peggiorare la qualità dell’intera raccolta. Inoltre, aumenta il lavoro necessario per correggere gli errori e rende meno efficiente il recupero dei materiali.
Per questo motivo, il progetto del Politecnico punta soprattutto sulla qualità dei conferimenti. Sapere quanti rifiuti vengono raccolti è utile, ma sapere quanti vengono conferiti bene è ancora più importante.
Di conseguenza, i sensori intelligenti servono anche a individuare i punti critici. Se un errore si ripete spesso, l’Ateneo può intervenire con segnaletica più chiara, campagne mirate o nuove indicazioni agli utenti.
L’inaugurazione insieme alla raccolta RAEE
L’inaugurazione delle isole smart è avvenuta insieme a una raccolta straordinaria di RAEE, cioè rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
L’iniziativa è stata curata dai team studenteschi WEEE Open ed EcòPoli. Questo dettaglio rafforza il ruolo della comunità universitaria nella costruzione di pratiche più sostenibili.
Infatti, il progetto non riguarda soltanto la tecnologia installata nei cestini. Riguarda anche la partecipazione degli studenti, la consapevolezza ambientale e la capacità di trasformare un comportamento quotidiano in una scelta più responsabile.
Il ruolo del Green Team del Politecnico
Il progetto rientra nelle attività del Green Team del Politecnico di Torino.
L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale delle attività universitarie e migliorare la gestione delle risorse dentro l’Ateneo. Inoltre, i dati raccolti dalle isole smart permettono di costruire strategie più precise.
Il punto centrale è questo: non si può migliorare ciò che non si misura.
Grazie ai sensori, il Politecnico può capire quali materiali vengono separati meglio, quali generano più errori e quali sedi hanno bisogno di maggiore attenzione.
In questo modo, la raccolta differenziata diventa una pratica più consapevole e meno affidata all’improvvisazione.
Torino laboratorio di innovazione ambientale
Con queste nuove isole smart, Torino conferma la propria vocazione come laboratorio di innovazione urbana e ambientale.
L’intelligenza artificiale, in questo caso, non resta confinata nei laboratori o nei grandi progetti teorici. Al contrario, entra in un gesto semplice e ripetuto ogni giorno: scegliere dove buttare un rifiuto.
Questa è la parte più interessante del progetto. La tecnologia non sostituisce la responsabilità delle persone, ma la accompagna. Aiuta a sbagliare meno, misura i comportamenti e rende più chiaro il risultato delle azioni quotidiane.
Inoltre, un sistema di questo tipo potrebbe diventare utile anche in altri contesti: scuole, uffici, aziende, spazi pubblici e luoghi ad alta frequentazione.
Perché i sensori intelligenti possono migliorare la differenziata
I sensori intelligenti per la raccolta differenziata al Politecnico di Torino mostrano una direzione concreta per rendere più efficace la sostenibilità.
Non basta invitare le persone a differenziare. Serve anche aiutarle a farlo bene.
Il progetto NANDO lavora proprio su questo passaggio. Il totem guida l’utente, i sensori raccolgono dati e l’Ateneo può correggere le proprie strategie sulla base di informazioni reali.
La sfida, adesso, sarà migliorare la precisione. Se oggi solo sei oggetti su dieci finiscono nel contenitore corretto, il margine di crescita è evidente.
Tuttavia, il primo passo è stato fatto: l’errore non è più invisibile. E quando un errore si può misurare, si può anche iniziare a correggere.
FAQ – Domande frequenti sulle isole smart del Politecnico
Sono dispositivi installati nelle nuove isole smart del Politecnico di Torino. Servono a monitorare peso, volume e qualità dei rifiuti conferiti, aiutando l’Ateneo a migliorare la raccolta differenziata.
NANDO.Eye è un totem dotato di fotocamera. L’utente mostra il rifiuto e il sistema, grazie all’intelligenza artificiale, indica il contenitore corretto in cui gettarlo.
Le dieci isole smart sono distribuite nelle principali sedi del Politecnico: corso Duca degli Abruzzi, Cittadella, Castello del Valentino, Mirafiori, Lingotto e via Morgari.
I primi dati indicano che circa l’85% degli utenti differenzia i rifiuti. Tuttavia, solo sei oggetti su dieci vengono inseriti nel contenitore corretto.
Il progetto è importante perché unisce tecnologia, educazione ambientale e dati. In questo modo, il Politecnico può migliorare la qualità della raccolta differenziata e ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



