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Morte di Carlo Petrini, il Piemonte saluta il fondatore di Slow Food e Terra Madre

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Da Alessandro Maldera

Maggio 22, 2026

Carlo Petrini è morto nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni ed era conosciuto da tutti come Carlin, il fondatore di Slow Food e una delle figure piemontesi più influenti nella cultura internazionale del cibo.

La sua scomparsa ha provocato un ampio cordoglio nel mondo della politica, della cultura, dell’agricoltura e della sostenibilità. In questo articolo ripercorriamo chi era Petrini, perché il suo lavoro ha cambiato il modo di parlare di cibo e dove si terranno la camera ardente e la commemorazione.

Carlo Petrini, il ricordo in breve

– Nome: Carlo Petrini, detto Carlin
– Nascita: Bra, 22 giugno 1949
– Morte: Bra, 21 maggio 2026
– Età: 76 anni
– Ruolo: fondatore di Slow Food
– Progetti principali: Slow Food, Terra Madre, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
– Camera ardente: 23 e 24 maggio 2026 a Pollenzo
– Commemorazione: 24 maggio 2026 alle 11.30

Carlo Petrini è morto a Bra: il saluto a Carlin

La notizia della morte di Carlo Petrini è stata resa nota da Slow Food, il movimento che lui stesso aveva fondato a partire dal 1986 per promuovere il diritto al piacere e un’idea di cibo buono, pulito e giusto.

Petrini era nato a Bra il 22 giugno 1949. Nella stessa città delle Langhe, dove aveva costruito una parte fondamentale della sua visione, si è spento il 21 maggio 2026.

Per molti non era semplicemente Carlo Petrini. Era Carlin, un nome familiare che raccontava bene il suo radicamento piemontese e, allo stesso tempo, la sua capacità di parlare al mondo partendo da un territorio preciso.

Camera ardente e commemorazione a Pollenzo

La camera ardente di Carlo Petrini sarà allestita sabato 23 maggio 2026 e domenica 24 maggio 2026 all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel Cuneese.

La commemorazione è prevista per domenica 24 maggio 2026, alle 11.30, nel quadrilatero dell’Università.

La scelta di Pollenzo ha un valore simbolico forte. Proprio lì Petrini ha contribuito alla nascita della prima istituzione accademica al mondo dedicata allo studio del cibo con un approccio interdisciplinare.

Da Bra al mondo: perché Carlo Petrini ha cambiato il cibo

Carlo Petrini ha cambiato il modo di intendere il cibo perché lo ha sottratto alla sola dimensione gastronomica. Per lui mangiare non era soltanto una questione di gusto, ma anche di ambiente, lavoro, comunità, agricoltura, giustizia e cultura.

Partendo da Bra, una città delle Langhe, è riuscito a trasformare un’intuizione locale in un movimento globale. Infatti, Slow Food è nato come risposta alla velocità del consumo moderno e alla standardizzazione alimentare.

Il punto centrale della sua visione era semplice ma radicale: il cibo deve essere buono per chi lo mangia, pulito per l’ambiente e giusto per chi lo produce. Da questa idea è nata una nuova grammatica del rapporto tra tavola, terra e società.

Slow Food, Terra Madre e Pollenzo

Nel 1986 Petrini fondò l’esperienza da cui sarebbe nato Slow Food. Successivamente, nel 1989, il movimento assunse una dimensione internazionale, diventando uno dei riferimenti mondiali per la difesa della biodiversità alimentare, delle tradizioni locali e dei piccoli produttori.

Nel 2004 nacque Terra Madre, la rete internazionale delle comunità del cibo. Il progetto ha messo insieme produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, studiosi ed esperti da diverse parti del mondo.

Sempre nel 2004 prese forma anche l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a Bra. L’istituzione ha aperto una strada nuova, perché ha portato il cibo dentro un percorso accademico capace di unire storia, economia, ambiente, agricoltura, antropologia e produzione.

Per il Piemonte, questi progetti non sono stati soltanto iniziative culturali. Hanno contribuito a costruire una parte dell’identità contemporanea delle Langhe, del Cuneese e dell’intero territorio regionale.

Il cordoglio di Slow Food

Slow Food ha salutato il suo fondatore ricordandone la visione, l’energia e la capacità di unire persone molto diverse. Il movimento ha sottolineato il valore delle idee nate attorno alla chiocciola, simbolo ormai riconosciuto in tutto il mondo.

Nel ricordo dell’associazione emerge soprattutto un punto: Petrini non lascia soltanto una biografia importante, ma una responsabilità collettiva. Il futuro di Slow Food viene presentato come un patrimonio da custodire, continuando a tenere insieme comunità, territori e persone.

Il messaggio è chiaro. L’eredità di Carlin non riguarda solo ciò che ha fondato, ma ciò che il movimento dovrà continuare a fare dopo di lui.

Il messaggio di Mattarella

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini.

Nel suo messaggio, Mattarella ha ricordato il vuoto lasciato da Petrini non solo nel mondo della scienza enogastronomica, ma più in generale nella società italiana e internazionale. Ha inoltre richiamato il contributo dato alla sostenibilità, alla tutela delle tradizioni, alla valorizzazione delle culture locali e al rispetto dell’ambiente.

Il riconoscimento istituzionale conferma il ruolo pubblico di Petrini. La sua figura, infatti, ha superato da tempo i confini della gastronomia, diventando parte del dibattito civile sul futuro del cibo e della produzione agricola.

Il ricordo di Torino e della Regione Piemonte

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha ricordato Carlo Petrini come una voce capace di parlare al mondo partendo dalle radici locali.

Nel suo messaggio, Lo Russo ha sottolineato il valore di Slow Food e Terra Madre come esperienze capaci di costruire una nuova idea di comunità. Il cibo, nella visione di Petrini, non era un semplice prodotto, ma un modo per raccontare chi siamo e quale mondo vogliamo costruire.

Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso cordoglio. Cirio ha ricordato Petrini come un uomo capace di cambiare la cultura agricola italiana e internazionale, mettendo al centro la dignità del lavoro contadino, la sostenibilità e il rispetto della natura.

Per il Piemonte, la perdita è particolarmente forte. Slow Food, Terra Madre e l’Università di Pollenzo sono diventati nel tempo una parte rilevante dell’immagine agricola, culturale ed enogastronomica della regione.

Una vita tra politica, giornalismo e gastronomia

Carlo Petrini studiò Sociologia all’Università di Trento e partecipò anche alla vita politica locale. A Bra fu eletto consigliere comunale nella lista del Partito di Unità Proletaria.

Dal 1977 iniziò a occuparsi di enogastronomia su periodici e giornali italiani. Collaborò con diverse testate e prese parte alla nascita del Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del Manifesto.

In quegli anni, attraverso l’Arci, collaborò anche con il Club Tenco. Successivamente fondò la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, esperienza che nel luglio 1986 sarebbe diventata Arcigola.

Da quel percorso nacque il movimento internazionale Slow Food, fondato ufficialmente a Bra il 9 dicembre 1989. Petrini avrebbe poi curato guide, scritto libri, collaborato con giornali nazionali e portato avanti una riflessione pubblica sempre più ampia sul rapporto tra cibo, ambiente e società.

Le battaglie e le idee di Petrini

Petrini è stato uno dei principali sostenitori italiani di un’agricoltura più compatibile con l’ambiente, con le comunità locali e con la dignità del lavoro agricolo.

La sua posizione lo ha portato spesso a criticare lo strapotere dell’industria agroalimentare. Inoltre, fu in prima linea contro gli OGM, tema sul quale entrò anche in contrasto con esponenti del mondo scientifico favorevoli alla ricerca e all’utilizzo degli organismi geneticamente modificati.

La sua idea di gastronomia era quindi molto più ampia del piacere della tavola. Per Petrini il cibo era una questione politica, culturale e sociale. Per questo motivo ha influenzato non solo cuochi e produttori, ma anche amministratori, studiosi, ambientalisti e cittadini.

Morte Carlo Petrini: informazioni essenziali

Quando è morto Carlo Petrini?

Carlo Petrini è morto nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni.

Perché Carlo Petrini era chiamato Carlin?

Carlin era il nome con cui Petrini era conosciuto da amici, sostenitori e persone vicine al mondo Slow Food. Il soprannome richiamava il suo legame con Bra e con il Piemonte.

Che cosa ha fondato Carlo Petrini?

Carlo Petrini ha fondato Slow Food ed è stato tra i protagonisti della nascita di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Dove sarà la camera ardente di Carlo Petrini?

La camera ardente sarà allestita all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sabato 23 e domenica 24 maggio 2026.

Quando si terrà la commemorazione?

La commemorazione è prevista domenica 24 maggio 2026 alle 11.30 nel quadrilatero dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende