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Chiesa della Madonna della Neve di Valgioie: la chiesa di borgata Molino tra voto popolare, affreschi e campanile staccato

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Da Alessandro Maldera

Marzo 19, 2026

La Chiesa della Madonna della Neve di Valgioie si trova nel pieno centro di borgata Molino e si presenta come edificio isolato rispetto alle case vicine. Nasce nell’Ottocento per una ragione molto concreta: un ringraziamento collettivo dopo il rischio del colera. Inoltre, oltre alla facciata con affreschi, colpisce per l’interno a tre campate e per un dettaglio raro: il campanile separato, costruito oltre la strada su un basamento preesistente.

Gli elementi “parlanti” della chiesa

Facciata: portale ligneo con modiglioni, finestra ovale e affreschi laterali (Michele e Agata)
Interno: tre campate, volta a botte lunettata e tribuna lignea sopra l’ingresso
Presbiterio: balaustra in marmo e altare in marmi policromi con pala della Vergine col Bambino
Campanile: staccato oltre la strada, con orologio e cuspide in mattoni, più due affreschi alla base

Dove si trova e che tipo di chiesa è

Siamo a borgata Molino, nel cuore dell’abitato. La chiesa è riconoscibile perché sta “da sola”, senza essere inglobata in un fronte continuo di edifici. La pianta è rettangolare, con aula unica suddivisa in tre campate e conclusione in abside semicircolare. Quindi l’impianto è semplice e leggibile, però è più articolato di molte cappelle di borgata proprio per la scansione interna in tre parti.

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Origini e storia: dal voto dopo il colera al campanile con orologio

La costruzione prende avvio nel 1837: la comunità della borgata decide di sostituire un antico pilone votivo e di dedicare una nuova chiesa alla Vergine come ringraziamento per lo scampato pericolo dell’epidemia di colera del 1835. È un’origine “popolare” e, di conseguenza, molto tipica delle chiese nate per devozione e bisogno, non per rappresentanza.

Qualche decennio dopo, nel 1867, l’edificio compare nelle mappe del Catasto Rabbini già con la conformazione attuale (rettangolo più abside semicircolare) e con la denominazione di “Cappella della Madonna delle Neve”. Tuttavia, in quelle mappe il campanile non è ancora indicato: arriverà in seguito.

Il campanile viene costruito nel 1897 su un edificio in pietra collocato a ponente rispetto alla chiesa. Qui entra in gioco un dettaglio storico interessante: nella prima metà dell’Ottocento su quella costruzione preesistente erano già presenti due affreschi; oggi quel fabbricato è diventato, di fatto, la base del campanile. Infine, nel 1933, il campanile viene dotato di orologio, elemento che ancora oggi lo rende immediatamente riconoscibile.

La facciata verso ovest: ordini, lesene e finestra ovale con affreschi

La facciata è rivolta a ovest ed è trattata a intonaco liscio. La composizione è organizzata “a ordini sovrapposti”, scanditi da quattro lesene, e si chiude in alto con un timpano triangolare. In basso corre uno zoccolo lapideo basso, che però si interrompe al centro per lasciare spazio al portale.

Il portone è in legno a doppio battente e sta in posizione centrale. È incorniciato e sormontato da una piattabanda sostenuta da due modiglioni: un dettaglio piccolo, ma importante, perché dà spessore alla facciata. Ai lati si aprono due finestre rettangolari, mentre sopra, nella parte alta, compare una finestra ovale. Inoltre, accanto a questa apertura superiore, sono presenti due affreschi: sono quelli realizzati tra 1922 e 1924 e ridipinti due anni più tardi dal teologo Giuseppe Vietti, con Arcangelo Michele a sinistra e Sant’Agata a destra.

I prospetti laterali e le coperture: una chiesa solida e “di borgata”

I lati della chiesa hanno un intonaco più grezzo rispetto alla facciata e, su ciascun lato lungo, si aprono tre finestre rettangolari. Così, l’aula riceve luce sia frontalmente sia lateralmente, e questo si percepisce bene una volta dentro.

Le coperture sono tutte a falde con struttura portante in legno e manto in coppi. È una soluzione tradizionale, quindi facile da mantenere e coerente con il contesto.

Interno: tre campate, volta a botte lunettata e colori “a registro”

Dentro, l’aula è coperta da una volta a botte lunettata, mentre l’abside ha una volta a semicatino suddivisa in tre spicchi. In corrispondenza degli archi che separano le campate sono presenti tiranti metallici: servono a garantire stabilità e, perciò, sono un dettaglio tecnico che racconta la vita strutturale dell’edificio.

Le superfici verticali sono tinteggiate in tonalità rosata. La cornice modanata perimetrale, le lesene e gli archi sono invece in giallo chiaro: questa differenza di colore aiuta a leggere le parti architettoniche. La volta è intonacata di celeste, mentre le lunette tornano al giallo chiaro; anche l’abside riprende il celeste. Inoltre, sopra l’ingresso c’è una tribuna in legno dipinta come le pareti, raggiungibile con una scala posta a sinistra del portone.

Il pavimento cambia a seconda degli spazi: lastre di pietra nell’aula e mattonelle di graniglia a grana grossa nel presbiterio.

Presbiterio, altare e pala: il cuore “artistico” della chiesa

Il presbiterio è nell’area absidale, rialzato di un gradino e separato dal resto dell’aula tramite una balaustra di marmo. L’altare storico è a gradini, in muratura, e rivestito con marmi policromi: qui si nota subito un salto di “cura” rispetto alla semplicità generale dell’aula.

Ai lati dell’altare ci sono due varchi schermati da tendaggi che permettono di raggiungere lo spazio retrostante usato come sacrestia. Sulla parete di fondo è collocata la pala d’altare con la Vergine col Bambino, affiancata dall’Arcangelo Michele (a sinistra) e da Sant’Agata (a destra). Quindi, anche qui tornano le stesse figure presenti negli affreschi di facciata, e questo crea una continuità iconografica molto netta.

L’assemblea è ordinata con panche “a battaglione”, disposte secondo l’orientamento dell’aula: un assetto semplice, ma funzionale.

Il campanile staccato: materiali, orologio e affreschi alla base

Il campanile non è attaccato alla chiesa. È staccato e si eleva sopra un altro edificio oltre la strada, che funge da basamento. Ha pianta quadrangolare e una finitura in intonaco grezzo, tranne la parte alta realizzata in mattoni a vista. La cella campanaria è aperta su tutti i lati e, sul lato sud, c’è il quadrante dell’orologio. In alto termina con una cuspide piramidale in mattoni.

Alla base del campanile si trovano due affreschi inseriti in nicchie ogivali con cornice in mattoni a vista e copertura protetta da faldali in rame. Sul lato dell’orologio è raffigurato San Grato in ginocchio e, sotto, compare un cartiglio con la scritta “dono del sig. Podio Felice”. L’altro dipinto raffigura la Madonna seduta in trono con il Bambino. Inoltre, questi affreschi si collegano alla fase più antica della costruzione di base, già decorata nella prima metà dell’Ottocento.

Stato di conservazione e uso attuale

La chiesa è in buono stato conservativo: non si rilevano dissesti o fessurazioni importanti. Tuttavia, sono presenti fenomeni di degrado legati all’umidità, come efflorescenze e distacchi dell’intonaco. Nonostante questo, la cappella è officiata regolarmente, quindi è un luogo ancora vivo e mantenuto.

Identikit della Chiesa della Madonna della Neve di Valgioie

La Chiesa della Madonna della Neve di Valgioie si trova nel centro di borgata Molino ed è un edificio isolato con aula unica in tre campate e abside semicircolare. La facciata (a ovest) è intonacata, scandita da quattro lesene e chiusa da timpano triangolare; al centro ha il portale ligneo e, in alto, una finestra ovale affiancata da due affreschi con Arcangelo Michele e Sant’Agata (realizzati tra 1922–1924 e ridipinti poco dopo). L’interno presenta volta a botte lunettata, tribuna lignea sopra l’ingresso, presbiterio rialzato con balaustra in marmo, altare in marmi policromi e pala con la Vergine col Bambino affiancata dagli stessi santi. Il campanile è staccato oltre la strada: quadrangolare, con parte alta in mattoni a vista, orologio (1933) e cuspide piramidale; alla base ha affreschi con San Grato e la Madonna in trono. La chiesa fu avviata nel 1837 come voto dopo il colera del 1835, mentre il campanile è del 1897; oggi è in buono stato e officiata regolarmente.

FAQ – Risposte utili per orientarsi

Perché è stata costruita la Chiesa della Madonna della Neve di Valgioie?

La costruzione iniziò nel 1837 per volontà degli abitanti della borgata, come ringraziamento alla Vergine dopo lo scampato pericolo dell’epidemia di colera del 1835, sostituendo un antico pilone votivo.

Com’è fatta la chiesa all’interno?

È un’aula unica in tre campate, con abside semicircolare. La copertura è una volta a botte lunettata, mentre l’abside ha una volta a semicatino suddivisa in tre spicchi; inoltre sono presenti tiranti metallici agli archi tra le campate.

Cosa rappresenta la pala d’altare?

Raffigura la Vergine col Bambino, con Arcangelo Michele a sinistra e Sant’Agata a destra, riprendendo le stesse figure presenti anche negli affreschi esterni della facciata.

Perché il campanile è staccato dalla chiesa?

Perché è stato realizzato oltre la strada, sopra un edificio preesistente che ne costituisce il basamento. È una soluzione particolare, ma molto riconoscibile, e nel 1933 è stato aggiunto anche l’orologio.

Quali affreschi si vedono sul campanile?

Alla base ci sono due dipinti in nicchie ogivali: uno raffigura San Grato in ginocchio con il cartiglio “dono del sig. Podio Felice”, l’altro la Madonna in trono con il Bambino.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende