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Cappella di San Grato ad Avigliana: la chiesa “nel prato” di Borgata Battagliotti tra affreschi ottocenteschi e restauri recenti

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 24, 2026

La Cappella di San Grato è uno di quei luoghi che non “urlano” la loro presenza: sta ai margini di Borgata Battagliotti, quasi al confine con Giaveno, isolata in un prato tra bosco e sterrata. Proprio per questo, però, la leggi bene: è un edificio nato nei primi anni del Settecento, diventato fulcro religioso della borgata. Inoltre conserva un interno dipinto nel 1893, oggi in gran parte ripristinato dai restauri, anche se l’umidità continua a farsi sentire

San Grato al volo: i dettagli della Chiesa

– Posizione: cappella isolata nel prato a Borgata Battagliotti, verso il confine con Giaveno
– Facciata: portale centrale + dipinto del Miracolo della tempesta di San Grato + oculo
– Campanile: base pentagonale asimmetrica, campana a meccanismo manuale
– Interno: volta blu con stelle dorate e cherubini (decorazione 1893)
– Restauri: lavori conservativi 2013–2014, ma l’umidità resta un punto critico

Dove si trova: Borgata Battagliotti, tra bosco e strada sterrata

La cappella si trova fuori dal centro, ai margini dell’abitato rurale di Borgata Battagliotti. È orientata sud–nord e si presenta isolata, circondata da prato e vegetazione. Non è una chiesa “di passaggio”, quindi conviene arrivare con l’idea di una sosta breve ma mirata: pochi metri attorno bastano per capirne la logica

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Origini e ruolo nella borgata: un fulcro dal primo ’700

L’edificio è attestato già nei primi anni del XVIII secolo e compare in un lascito testamentario del 1709 con la dedicazione a San Grato. Nel tempo, poi, è diventato un punto di riferimento concreto per la borgata, come mostrano rendiconti e donazioni ottocentesche: non un “monumento”, ma un luogo che teneva insieme comunità e devozione

Facciata: capanna semplice, affresco e dettagli che contano

La facciata è a capanna, in muratura e pietra intonacate. Al centro si apre un portone architravato rialzato di un gradino, affiancato da due finestrelle rettangolari con grata. Sopra trovi due elementi che guidano subito lo sguardo:

  • il dipinto del Miracolo della tempesta di San Grato
  • un’apertura ovale che alleggerisce il prospetto
    Inoltre le falde del coronamento sono sostenute da peducci sporgenti, un dettaglio semplice ma leggibile anche da lontano

Pianta e struttura: navata unica e abside quadrata

L’impianto è lineare: pianta rettangolare a navata unica con abside quadrata. L’aula è coperta da volta a botte impostata su una cornice marcapiano modanata. Il presbiterio, invece, ha volta a botte con lunette, così da aprire due finestre quadrate. Sono presenti catene metalliche, segno pratico di controllo delle spinte. All’esterno i fianchi mostrano pietra e mattoni a vista, mentre il pavimento interno è in piastrelle di cotto

Campanile “strano”: base pentagonale e meccanismo manuale

Il campanile è uno degli elementi più riconoscibili: ha base pentagonale asimmetrica e si innesta sullo spiovente sinistro del tetto. È intonacato (finitura marrone) e la cella campanaria è aperta su due lati. La campana è unica e funziona con meccanismo manuale: quindi niente effetti scenici, ma una soluzione da cappella di borgata, concreta e coerente

Interno: il ciclo pittorico del 1893 e la volta “stellata”

Qui la cappella cambia ritmo. L’interno, restaurato e decorato nella seconda metà dell’Ottocento, è completato nel 1893 con i dipinti di Roberto Guglielmino. La volta è dipinta di blu con stelle dorate e sfondati con cherubini: un effetto immediato, quasi teatrale, ma in scala “piccola”.
Inoltre l’arco trionfale e gli archivolti hanno decorazioni geometriche modulari, mentre sulla parete di fondo compaiono San Grato e San Francesco

Presbiterio e altare: rialzato, addossato al muro e ben riconoscibile

Il presbiterio occupa l’abside ed è in posizione rialzata. L’altare è addossato alla parete di fondo: muratura intonacata, tabernacolo centrale e paliotto frontale in tessuto ricamato a fiori, con predella anteriore in legno. Insomma: assetto tradizionale, leggibile al primo colpo d’occhio

Restauri e conservazione: ripristino sì, umidità ancora

Negli anni recenti sono stati eseguiti lavori importanti tra 2013 e 2014: restauro conservativo delle volte, risanamento delle murature e consolidamento degli intonaci. Tuttavia l’umidità resta un tema: la cappella è stata ripresa, ma continua a “pagare” la posizione e le condizioni ambientali, cosa che si nota soprattutto sulle superfici intonacate

FAQ – Chiarimenti su dove si trova, cosa vedere, restauri

Dove si trova la Cappella di San Grato?

Ai margini di Borgata Battagliotti, frazione di Avigliana verso il confine con Giaveno, isolata in un prato tra bosco e strada sterrata

Di che periodo è la cappella?

È attestata dai primi anni del XVIII secolo e citata in un lascito del 1709

Qual è la particolarità del campanile?

Ha una base pentagonale asimmetrica, si innesta sul lato sinistro della copertura e ospita una campana unica con azionamento manuale

Cosa rende riconoscibile l’interno?

La decorazione del 1893: volta blu stellata con stelle dorate e sfondati con cherubini, più figure dei santi sulla parete di fondo

Ci sono stati restauri recenti?

Sì: tra 2013 e 2014 sono stati restaurati e consolidati volte e intonaci, con risanamento murario; tuttavia l’umidità resta un fattore visibile

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende