Corso Agnelli di Torino: storia, quartieri, stadio e Mirafiori lungo un boulevard che cambia pelle

Da Alessandro Maldera
Febbraio 07, 2026

Corso Agnelli non è una via “qualsiasi”: è un asse che tiene insieme lavoro, sport e quotidianità nella Torino del Novecento e oltre. All’inizio era campagna, poi è diventato città. Inoltre, è il corso che accompagna la storia di Mirafiori, dello stadio e dei trasporti pubblici. Quindi, se vuoi capire Torino Sud senza romanticismi, questa è una buona traccia da seguire.
Focus su Corso Agnelli
Un asse urbano che continua i grandi corsi torinesi
Per capire Corso Agnelli, conviene immaginarlo come la prosecuzione di un tracciato lungo e rettilineo che dal centro spinge verso sud-ovest. Di fatto, prosegue idealmente corso Duca degli Abruzzi e corso IV Novembre a partire da piazza d’Armi. Poi, oltre l’incrocio con corso Sebastopoli, l’asse prende la denominazione di corso Giovanni Agnelli.
Inoltre, la sezione è “da viale importante”: più corsie per senso di marcia, contro-viali laterali e filari alberati, cioè una forma da boulevard che regge traffico e attraversamenti.
Origini: da campagna e bealere a urbanizzazione (inizio Novecento)
Fino ai primi decenni del Novecento questa parte di città era periferia agricola: cascine, campi e canali irrigui, le bealere, dentro i possedimenti rurali di Mirafiori. Tuttavia l’avvio dell’urbanizzazione è già leggibile nel 1923: seguendo un piano regolatore del 1908 si costruiscono le prime villette tra via Paolo Sarpi e l’asse allora indicato come corso Vinzaglio (prolungamento).
In parallelo, FIAT incoraggia lo sviluppo perché prepara il salto dal Lingotto a un grande stabilimento a Mirafiori, che verrà inaugurato nel 1939.
FIAT Mirafiori e intitolazione: perché “Agnelli” entra nella mappa
Durante il ventennio fascista la zona resta ancora ai margini. Però proprio allora Giovanni Agnelli, senatore e fondatore della FIAT, acquisisce vasti terreni in campagna per realizzare il nuovo complesso industriale. Così, tra 1936 e 1939, nasce uno stabilimento automobilistico di circa 100 ettari sui terreni agricoli della periferia sud.
Il nome del corso arriva dopo: nel secondo dopoguerra, a metà anni ’50, l’asse stradale viene intitolato corso Giovanni Agnelli in onore del fondatore della FIAT. Da quel momento, quindi, strada e fabbrica restano legate anche nel linguaggio quotidiano.
Anni ’30 e dopoguerra: case popolari, “grattacielo” e nuovi quartieri
Negli anni ’30 la costruzione del grande stabilimento cambia il tessuto urbano. Attorno alla fabbrica inaugurata nel 1939 si sviluppa un quartiere operaio. Inoltre, tra 1930 e 1939, a nord del futuro corso Agnelli sorgono isolati di case popolari destinati alle maestranze (inizialmente chiamati quartiere “Costanzo Ciano”).
Durante la Seconda guerra mondiale l’area subisce bombardamenti tra 1940 e 1945, perché lo stabilimento è un obiettivo strategico.
Nel dopoguerra, invece, l’espansione accelera: Comune e azienda collaborano per gestire la crisi abitativa e compaiono nuovi complessi di edilizia popolare con palazzine e cortili interni. Un segno netto è il caseggiato al civico 148, progettato da Cesare Bairati e costruito nel 1950: un edificio di 10 piani con circa 80 alloggi, ricordato come primo “grattacielo” della zona e avvio dei palazzi moderni nel quartiere.
Nel frattempo il territorio si definisce meglio: l’area prima chiamata genericamente Mirafiori viene suddivisa in quartieri come Santa Rita (nord-est) e Mirafiori Nord (sud-ovest, oltre la fabbrica). Corso Agnelli diventa quindi confine e asse portante di questi quartieri in crescita.
Viabilità: boulevard alberato e raccordo fino a piazza Caio Mario
Corso Agnelli è uno dei grandi viali alberati della città e funziona come asse di scorrimento fondamentale. Collega in modo diretto Santa Rita e Mirafiori, poi arriva a piazza Caio Mario, dove incrocia corso Settembrini e si innesta nell’asse che diventa corso Unione Sovietica.
In questo modo, inoltre, il corso lavora come raccordo verso l’estrema periferia sud e prosegue idealmente in direzione di Nichelino e della Palazzina di caccia di Stupinigi lungo l’antica direttrice verso il castello.
Trasporti pubblici: tram 10, linee bus e interscambio
Con l’espansione urbana del dopoguerra cresce anche il peso dei trasporti. Già dal 1950 la linea tranviaria 10 viene prolungata lungo Corso Agnelli fino al capolinea di Mirafiori, offrendo un collegamento rapido con il centro (ancora oggi il 10 attraversa Torino fino alla stazione di Porta Susa).
Inoltre, lungo l’area vengono citate anche linee e fermate utili per eventi e stadio: tram 4 e 10, oltre a linee bus come 5, 14, 17, 63 e altre secondarie, che integrano il servizio anche in orario serale.
In zona piazza Caio Mario si segnala un parcheggio di interscambio gestito da GTT, pensato per lasciare l’auto e proseguire con tram 4 o 10. Inoltre, l’area è lambita dalla linea ferroviaria per il Sud (verso Orbassano). In prospettiva futura viene citata anche la Linea 2 della metropolitana, con un tracciato preliminare che prevede una stazione in zona Caio Mario o dintorni, anche se il progetto è ancora in definizione e finanziamento.
Luoghi simbolo: stadio, Circolo Sporting e Mirafiori
Stadio Olimpico Grande Torino: dal 1933 alle Olimpiadi 2006
All’estremità nord del corso, tra corso Sebastopoli e via Filadelfia, c’è lo Stadio Olimpico Grande Torino. La costruzione è collocata nel 1933 (con inizio lavori nel settembre 1932 e inaugurazione il 15 maggio 1933) e nasce come Stadio Municipale Benito Mussolini. Nel 1934 ospita partite dei Mondiali e dal 1934-35 diventa campo casalingo della Juventus, mentre il Torino resta al Filadelfia fino alla fine degli anni ’50.
Nel dopoguerra viene ribattezzato Stadio Comunale di Torino e ospita per decenni le partite delle due squadre cittadine fino allo Stadio delle Alpi (1990). Poi, con la ristrutturazione per le Olimpiadi invernali 2006 (copertura e terzo anello), ospita le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Terminati i Giochi torna al calcio e ai grandi eventi ed è oggi lo stadio di casa del Torino F.C., con circa 28 mila posti.
Tra gli episodi ricordati: l’11 maggio 1947 la nazionale gioca qui contro l’Ungheria con 10 giocatori su 11 provenienti dal Grande Torino. Inoltre, lo stadio ospita le Universiadi del 1959 e 1970 e concerti di Rolling Stones, Police e Madonna. Curiosità concreta: dal 1938 fino alla fine degli anni ’50 una parte della struttura ospita una sede provvisoria del Museo dell’Automobile. Infine, nel 2012 nasce un Museo dello Sport con ingresso da corso Agnelli angolo Sebastopoli, però chiude dopo pochi anni per difficoltà economiche.
Circolo della Stampa – Sporting: architettura Novecento e sport nel verde
Di fronte allo stadio, sul lato ovest del corso, si trova il Circolo della Stampa – Sporting (civico 45). Viene indicato come inaugurato nel 1939 e nasce come impianto sportivo e luogo di ritrovo. L’architettura in stile Novecento è firmata da Domenico Morelli e comprende palazzina sul corso, emiciclo di spogliatoi, piscina all’aperto e campi da tennis nel verde. Il complesso è tutelato come bene di valore storico-ambientale e resta un riferimento per sport e tempo libero.
Stabilimento FIAT Mirafiori e Palazzina Uffici: il fronte industriale sul corso
Nella parte meridionale del corso domina lo Stabilimento FIAT Mirafiori, che si sviluppa sul lato ovest a partire dall’incrocio con corso Tazzoli fino a piazza Caio Mario. Sul corso si affaccia la Palazzina Uffici FIAT, rivestita in pietra bianca, in stile razionalista-Novecento, realizzata tra 1937 e 1939. Alle sue spalle si estendono capannoni, strade interne e gallerie sotterranee collegate alle linee produttive (lungo corso Tazzoli).
Mirafiori è stato per anni il più grande impianto industriale d’Italia e tra i maggiori d’Europa, arrivando nelle fasi di massimo sviluppo a oltre 50 mila operai. Davanti ai cancelli (tra cui ingressi su corso Agnelli come l’ingresso 5 al civico 200) si concentrano pezzi di storia sociale: scioperi 1943-44, l’autunno caldo 1969 e le proteste degli anni ’70 e ’80. Oggi lo stabilimento produce ancora, però su scala ridotta, ed è affiancato da centri di ricerca e innovazione automotive.
Trasformazioni recenti: Torino Nuova Economia e riqualificazioni
Negli ultimi anni l’area attorno a Corso Agnelli è entrata in una fase di riqualificazione. Già nel 2005, con il ridimensionamento produttivo, oltre 300.000 m² di aree dismesse dentro Mirafiori vengono acquisiti dagli enti locali per creare un polo integrato di produzione, ricerca e alta tecnologia. Da questa iniziativa (progetto Torino Nuova Economia) nascono incubatori, centri di design e spazi per start-up nell’area sud dello stabilimento.
Un passaggio recente è l’annuncio di marzo 2025: Stellantis comunica un progetto di recupero della storica Palazzina Uffici di corso Agnelli 200, con riqualificazione integrale orientata a innovazione e sostenibilità e obiettivo di riapertura entro il 2027. L’idea è ospitare un campus green direzionale e di ricerca, con soluzioni eco-compatibili come pannelli fotovoltaici integrati, ventilazione a basso consumo e riuso dei materiali.
Sul fronte urbano, inoltre, vengono citati interventi puntuali: manutenzioni e miglioramenti del manto stradale e dei controviali, oltre a nuove piste ciclabili in vie limitrofe (come corso Giambone e corso Unione Sovietica). E vicino al corso si parla anche di “green infrastructure”, con orti urbani e giardini comunitari, tra cui Orti Generali in zona Mirafiori Sud.
Curiosità e memoria: sport, conflitti sociali e vita di quartiere
Corso Agnelli ha una doppia impronta: operaia e sportiva. Sul lato sportivo, oltre al record del 1947, c’è la scena del 1976: sotto la torre Maratona dello stadio il Torino festeggia lo scudetto con una folla enorme che invade il corso e blocca il traffico per ore. La torre, indicata come elemento originario rimasto intatto dopo la ristrutturazione del 2006, è oggi una memoria visibile e spesso “vestita” con gigantografie nei giorni di eventi.
Sul lato sociale, il tratto davanti ai cancelli FIAT diventa scenario di picchetti e cortei. Si cita l’adesione di Mirafiori a uno sciopero generale antifascista l’11 marzo 1943. Poi, negli anni ’60/’70, le agitazioni crescono fino all’autunno caldo 1969, associato a milioni di ore di sciopero negli stabilimenti torinesi. Inoltre, nel 1973, davanti al cancello su corso Agnelli l’operaio Martini muore durante scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. E nel 1980, durante la vertenza dei 35 giorni di sciopero, il 14 ottobre sfila la marcia dei quarantamila, episodio che segna simbolicamente una svolta nella storia dei conflitti industriali.
Poi ci sono dettagli più leggeri, però rivelatori: si racconta che negli anni ’60 un droghiere, Brosio, trasformi la bottega su corso Agnelli in un self-service e poi apra un supermercato nel vicino isolato di via Tripoli. Viene citata anche una gelateria “Pepino” (nome di fantasia) dagli anni ’50 all’angolo con via Boston, ritrovo post-partita per il “pinguino”. E infine le piòle e i bar sportivi, dal Bar Maratona al Caffè del Motore, con l’immagine dei tram 10 pieni di tifosi nelle domeniche degli anni ’70.
Corso Agnelli come cerniera tra Santa Rita e Mirafiori
Percorrendolo da nord verso sud, il corso fa anche da “cucitura” tra quartieri: a sinistra si incontrano le strade verso Santa Rita (via Filadelfia, via Tripoli) con chiesa-santuario e mercato rionale; a destra si aprono le aree residenziali di Mirafiori Nord (via Boston, via Gorizia, via Guido Reni). Inoltre, all’altezza di piazza Caio Mario, Corso Agnelli viene indicato come confine tra Circoscrizione 2 e Circoscrizione 9. Quindi non è solo un passaggio: è un riferimento urbano che organizza il territorio.
FAQ – Chiarimenti sul viale
Perché nel secondo dopoguerra, a metà anni ’50, la strada prospiciente la fabbrica viene intitolata a Giovanni Agnelli, senatore e fondatore della FIAT, legando il corso alla storia industriale torinese
Collega la zona di Santa Rita con Mirafiori e arriva fino a piazza Caio Mario, dove incrocia corso Settembrini e si innesta nell’asse che diventa corso Unione Sovietica
Lo stadio (oggi Olimpico Grande Torino), il Circolo della Stampa – Sporting e lo Stabilimento FIAT Mirafiori con la Palazzina Uffici affacciata sul corso
Il tram 10 è indicato come linea storica e strutturale del corso (prolungato dal 1950), mentre nella zona vengono richiamati anche tram 4 e 10 e bus come 5, 14, 17 e 63, oltre ad altre linee di quartiere
Bombardamenti tra 1940 e 1945 per la presenza della fabbrica, grandi scioperi (tra cui 11 marzo 1943 e l’autunno caldo 1969), la marcia dei quarantamila del 14 ottobre 1980 e, sul fronte sportivo, le memorie dello stadio e della torre Maratona

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



