Chiesa di San Giacomo di Luserna San Giovanni: storia, architettura e scoperte sotto la navata

Da Alessandro Maldera
Gennaio 16, 2026

La Chiesa di San Giacomo è la parrocchiale storica di Luserna Alta, e già solo la posizione — al centro della piazza — la rende inevitabile. Inoltre, è un edificio “a stratificazione”: citato nel Medioevo, rimaneggiato più volte e arrivato fino alla grande sistemazione del 1867. E, come se non bastasse, nel ’900 ha restituito sorprese sotto il pavimento: fondazioni dell’XI secolo e cripte di famiglia oggi visibili.
Punti forti della parrocchiale di Luserna Alta
Dove si trova e perché è un punto fermo del borgo
La chiesa si trova a Luserna Alta, in piazza Parrocchiale 19, ed è prospiciente gli edifici un tempo legati ai conti di Luserna. Perciò la visita funziona bene anche “a colpo d’occhio”: arrivi in piazza e capisci subito l’impianto del borgo. Inoltre, il fatto che l’edificio sia libero su tutti i lati aiuta a leggere volumi, campanile e prospetti senza ostacoli.
Origini medievali: il priorato e i documenti del 1153 e 1182
Qui la storia non parte “ieri”. Infatti il Priorato di Luserna è noto almeno dal 1153, quando risulta sottoposto alla Prevostura di Vezzolano. In quel sistema rientravano due chiese: San Giovanni di Perno (sede) e San Giacomo in Luserna Alta (filiale).
Poi, nel 1182, una bolla papale ricolloca il bene sotto la stessa prepositura: un passaggio che conferma quanto l’area fosse già organizzata ecclesiasticamente.
1559: quando San Giacomo diventa la sede della cura d’anime
Il momento di svolta è il 1559. In quell’anno la chiesa di San Giovanni di Perno viene distrutta (secondo la tradizione, “per mano dei valdesi”), e quindi la sede della cura d’anime si trasferisce a San Giacomo.
Di conseguenza, San Giacomo non resta più “solo” una filiale: diventa il punto operativo e simbolico della comunità cattolica locale.
Diocesi: da Torino a Pinerolo nel 1748
Per secoli la chiesa rimane nell’orbita della Diocesi di Torino. Tuttavia, nel 1748 passa alla Diocesi di Pinerolo. È un dettaglio amministrativo, certo, però serve: spiega come cambiano riferimenti, visite pastorali e gestione del territorio.
Un edificio rifatto più volte: le grandi tappe dal 1467 al 1867
La chiesa che vedi oggi è antica, ma non è “ferma” nel tempo. Anzi, è stata modificata a più riprese:
- 1467–1469: prime riparazioni documentate, in una fase in cui sono citate anche tracce di affreschi quattrocenteschi
- 1676: viene realizzata la volta, probabilmente sostituendo un precedente soffitto ligneo a capanna
- Prima del 1720: costruzione del nuovo coro e della sacrestia
- 1814: restauri generali dopo il terremoto del 1808, con spese sostenute anche “a livello alto” su richiesta del marchese di Angrogna
- 1867: ristrutturazione complessiva dell’edificio, che definisce l’assetto attuale
In più, le visite e le descrizioni tra Cinquecento e Settecento raccontano una chiesa concreta: altari, pavimenti da sistemare, finestre da proteggere e arredi essenziali che, poco alla volta, vengono aggiornati.
Facciata e prospetti: linee semplici, tinta crema e pietra di Luserna
La facciata è soprattutto settecentesca e ha uno stile sobrio. È tripartita da lesene, con trabeazione e timpano lunettato, e risulta intonacata e colorata in tinta crema.
Inoltre, la zoccolatura è in lastre di pietra di Luserna, dettaglio che “ancora” l’edificio al materiale del posto.
Sui lati, i prospetti sono su due livelli: quello superiore è arretrato e, quindi, la navata centrale emerge con chiarezza. Le paraste si alternano a finestre rettangolari, e qua e là si notano anche elementi tecnici come le chiavi delle catene.
Il campanile: base romanica, sei livelli e rialzo del 1774
Il campanile è a pianta quadrata e oggi si sviluppa su sei livelli. La parte più antica (i primi quattro piani) ha caratteri romanici, in muratura di pietra, con archetti pensili e aperture che cambiano salendo: feritoie, monofore e bifore in parte tamponate.
Poi arriva il grande intervento del 1774: la vecchia guglia viene sostituita e si aggiungono due livelli più recenti, intonacati e tinteggiati, con un nuovo vano campane. Inoltre la torre ospita i quadranti dell’orologio, mentre in alto le monofore sono protette da reti. La copertura, infine, è a padiglione in lose.
Dentro la chiesa: navata, volte e decorazione “piena” ma ordinata
L’interno è impostato su una navata centrale affiancata da ambulacri. Quindi lo spazio risulta leggibile, anche se ricco. Le volte sono a botte nella parte iniziale e diventano a crociera sopra il presbiterio, con unghie per le finestre.
Le superfici sono decorate con motivi floreali e, in molte parti, con effetti a trompe-l’oeil (lacunari dipinti, cornici, festoni). Tuttavia non è un “barocco urlato”: è una decorazione ripetitiva e ordinata, che accompagna la struttura invece di coprirla.
Altari, organo e arredi: cosa guardare durante la visita
Il presbiterio ospita un altare antico di impianto tridentino, preceduto da una predella in marmo. La struttura è in legno dipinto a marmorino, con parti dorate, colonne scanalate e timpano lavorato con angioletti. Inoltre, la mensa è stata avanzata in epoca di adeguamento liturgico (circa anni ’70), mantenendo il dialogo con l’apparato più antico.
Da notare anche:
- la cantoria sopra la bussola d’ingresso, con l’organo
- altari laterali: due dedicati alla Madonna sul lato sinistro e uno alla Passione di Cristo sul lato opposto
- fonte battesimale in marmo vicino all’ingresso, oltre a seggio, ambone, confessionale e banchi
Pavimenti e struttura: bargioline, balaustra e catene di rinforzo
Il pavimento dell’aula è realizzato con bargioline esagonali ferruginose e grigie, disposte a fasce lungo il percorso centrale. Ai lati, invece, si alternano esagonali e quadrate in cromie più robuste.
Il presbiterio è rialzato e separato da una balaustra in marmo, con una pavimentazione a lastre bianche e rosse in disegno geometrico.
Dal punto di vista strutturale, inoltre, sono presenti catene metalliche in corrispondenza degli arconi: un segnale chiaro di rinforzo e controllo delle spinte.
Sotto il pavimento: fondazioni dell’XI secolo e cripte rese visibili
Qui arriva la parte più “da Mole24”: sotto la chiesa, durante lavori di scavo e consolidamento (fine XX secolo), sono emersi i basamenti della chiesa primitiva e sei cripte con tombe di famiglia.
I basamenti delle colonne sono databili all’XI secolo e sono stati riconosciuti in due allineamenti completi (un terzo potrebbe essere stato distrutto per far spazio alle tombe). È stata trovata anche la soglia dell’edificio originario, leggermente spostata ma con lo stesso orientamento.
Le tombe sono state ripulite e rese visibili attraverso oblò; in una cripta risultano ancora presenti due casse funebri, una in legno e una in piombo. Tuttavia la cronaca recente segnala anche episodi di furti: negli anni sono stati asportati quadri e candelabri.
FAQ – Guida veloce su storia, campanile e sotterranei
È a Luserna Alta, in piazza Parrocchiale 19, al centro della piazza del borgo
È citata almeno dal 1153 come filiale del priorato legato alla Prevostura di Vezzolano, e risulta confermata nel sistema anche nel 1182
Perché nel 1559 viene distrutta la chiesa di San Giovanni di Perno, e quindi la cura d’anime si sposta a San Giacomo
Ha una base con caratteri romanici (pietra, archetti pensili, feritoie/monofore) e un rialzo del 1774 che aggiunge due livelli più recenti e il nuovo vano campane
Durante scavi e consolidamenti in epoca recente sono stati messi in evidenza basamenti dell’XI secolo, una soglia dell’edificio originario e cripte con tombe di famiglia rese visibili tramite oblò

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



