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La Chiesa di Santa Maria della Scala a Moncalieri: un viaggio tra Medioevo, gotico e barocco

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 09, 2025

La Chiesa di Santa Maria della Scala a Moncalieri è il principale edificio religioso della città e uno dei complessi più rappresentativi dell’area sud di Torino. Le sue origini medievali, documentate dal 1232, convivono con ampliamenti gotici, interventi barocchi e restauri moderni che ne hanno modellato l’aspetto attuale. Grazie alla posizione elevata su piazza Vittorio Emanuele II, la chiesa domina l’abitato con la sua facciata in cotto e il campanile quattrocentesco. In questa guida trovi storia, trasformazioni, opere d’arte e cosa vedere all’interno

Sintesi dei contenuti importanti

– Origini medievali documentate dal 1232
– Facciata gotica con rosone del 1857 e portale barocco
– Interno a quattro navate con presbiterio settecentesco
– Opere di Milocco, Moncalvo, Molinari e Beaumont
– Campanile e ampliamenti tra Quattrocento e Ottocento

Origini medievali e prime fasi costruttive

La storia della chiesa inizia nel XIII secolo, quando nel nuovo borgo di Moncalieri sorge una piccola cappella dedicata alla Beata Vergine Maria. La sua esistenza è attestata già nel 1232, anno della prima citazione documentaria.

Con l’espansione dell’insediamento, nasce la necessità di costruire una chiesa più grande. Tuttavia, i lavori procedono lentamente a causa della mancanza di risorse economiche. La svolta arriva il 6 maggio 1318, quando il vescovo di Torino Teodisio Revelli dona una somma decisiva che consente di completare l’edificio attorno al 1330.

Cosa vedere a Moncalieri

Moncalieri intreccia storia sabauda, borghi medievali e paesaggi collinari che conservano un fascino unico nell’area torinese. Dal Castello reale ai percorsi del Po, fino ai borghi storici di Testona e Revigliasco, ogni quartiere racconta un frammento della sua identità. Puoi scoprire tutti gli itinerari nella guida completa.

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Le trasformazioni tra Quattrocento e Ottocento

Ampliamenti del XV secolo

Nel Quattrocento la chiesa si arricchisce di due elementi fondamentali:
– il campanile, ancora oggi uno dei simboli dell’edificio
– una navata laterale aggiuntiva, che amplia l’impianto originario

Interventi del XIX secolo

Tra Ottocento e primo Novecento la collegiata subisce modifiche rilevanti, tra cui:
costruzione della cappella del Santissimo Sacramento
aggiornamento di parte della facciata
realizzazione degli affreschi neogotici ad opera di Angelo Moia
apertura della porta laterale su via Principessa Clotilde (1857)
conversione di scuderia e fienile in chiesa parrocchiale (1891)

RestaurI del Novecento

Tra 1960 e 1970 l’intero complesso viene sottoposto a un’ampia ristrutturazione, restituendo uniformità all’insieme.

Esterno: facciata gotica e impianto in cotto

La facciata, realizzata in mattoni a vista, presenta uno schema a salienti scandito da paraste che terminano in pinnacoli ornamentali. Il portale maggiore, di epoca barocca, introduce un corpo frontale movimentato.

Nel 1857 la trifora medievale viene sostituita dall’attuale rosone circolare, che caratterizza la parte centrale della facciata. Le fiancate sono decorate da archetti pensili intrecciati, tipici dell’architettura gotica piemontese.

Interno: quattro navate e un impianto scenografico

L’interno è uno degli elementi più spettacolari della chiesa:
quattro navate di grande ampiezza
– volte a sesto acuto che dilatano lo spazio
– luce diffusa proveniente dai finestroni gotici laterali

Al fondo dell’aula si apre il presbiterio settecentesco, affiancato da tre cappelle laterali.

Opere d’arte conservate nella chiesa

La chiesa custodisce numerosi capolavori, tra cui:

  • Compianto di Cristo morto
    Gruppo scultoreo quattrocentesco in arenaria, tra le opere più note del complesso.
  • Coro ligneo di Antonio Riva (1749)
    Stalli finemente lavorati, perfetta testimonianza della maestria artigiana del Settecento.
  • Ciclo delle storie della Vergine
    Serie di affreschi realizzati da Giovanni Battista Milocco, autore prolifico nelle chiese piemontesi.
  • Madonna col Bambino e Santi
    Dipinto attribuito a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo.
  • Assunzione della Beata Vergine (1766)
    Opera di Sebastiano Molinari in collaborazione con Claudio Francesco Beaumont.
  • Antico altare maggiore
    Realizzato tra il 1760 e il 1780 da Francesco Aprile e Secondo Caselle. Oggi è collocato nella navata destra.

Perché la chiesa è importante per Moncalieri

Grazie alla posizione dominante su piazza Vittorio Emanuele II, la chiesa è un punto di riferimento visivo e storico. Inoltre, l’evoluzione dell’impianto architettonico testimonia secoli di trasformazioni religiose, artistiche e urbane. Oggi rappresenta una delle tappe imprescindibili per chi visita il centro storico di Moncalieri.

FAQ – Quesiti fondamentali

Quando viene citata per la prima volta la Chiesa di Santa Maria della Scala a Moncalieri?

La prima attestazione risale al 1232, quando la primitiva cappella dedicata alla Vergine era già punto di riferimento del borgo nascente.

Chi ha finanziato la costruzione della chiesa medievale?

Il vescovo Teodisio Revelli donò una somma decisiva il 6 maggio 1318, permettendo il completamento dell’edificio entro il 1330.

Qual è l’aspetto più caratteristico dell’interno?

L’impianto a quattro navate con alte volte gotiche, che crea una spazialità ampia e luminosa.

Quali sono le opere più importanti conservate?

Il Compianto quattrocentesco, il coro di Antonio Riva, il ciclo di Milocco e le tele del Moncalvo, Molinari e Beaumont.

Perché la chiesa appare così imponente dall’abitato?

Perché sorge in posizione elevata, alla sommità della piazza, e domina la città con la sua massa in cotto e il campanile quattrocentesco.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende