Corso Racconigi Torino: origini, mercato, fabbriche e la nuova vita del viale

Da Alessandro Maldera
Novembre 10, 2025

Corso Racconigi nasce agli inizi del ’900 come boulevard: carreggiata larga, marciapiedi ampi e banchina centrale alberata. Non arriva alla cittadina di Racconigi, ma ne richiama l’asse storico, legando la Torino in espansione alle campagne. Poi, con Lancia e FIP, si consolida il carattere operaio: case popolari, mercato, vita di strada. Oggi, dopo le riconversioni, il corso resta popolare e multietnico, con servizi e una socialità che non si è mai spenta.
Storia e trasformazioni dell’aera mercatale
Nascita: anni ’30 • Estensione: corso Vittorio → piazza Robilant • Reputazione: “più lungo d’Europa” (mito cittadino, non primato certificato)
Coperto: ristrutturato primi 2000, crisi gestionale, chiusura nel 2017 (iter conclusivo nel 2018)
Oggi: l’all’aperto resta la vera piazza del rione
Nascita e impianto urbano: un boulevard “alla torinese”
All’inizio del XX secolo la città disegna assi moderni per sostenere crescita e traffico. Corso Racconigi viene tracciato con sezione ampia, marciapiedi generosi e spartitraffico alberato, in dialogo con i boulevard europei. Sebbene il nome rimandi a Racconigi, il tracciato non raggiunge il comune cuneese: è piuttosto una direzione storica che, tra corso Vittorio Emanuele II e piazza Robilant, diventa anche il tratto del mercato.
Il motore operaio: Lancia, FIP e la “città delle fabbriche”
Con la stagione industriale, il viale diventa spina dorsale produttiva.
- Lancia: dal 1911 trasferisce qui la produzione, trasformando Borgo San Paolo in un polo automotive. Per decenni, lo stabilimento e l’indotto segnano turni, orari e traffici del quartiere. Oggi, parti dell’ex complesso ospitano servizi circoscrizionali, simbolo della riconversione civile.
- FIP – Fabbrica Italiana Pianoforti (civico 51, 1917): l’impianto progettato dall’ing. Enrico Bonicelli diventa presto un landmark dell’archeologia industriale. Negli anni ’20 qui lavorano quasi 1.000 operai per circa 3.000 pianoforti l’anno, alimentando una comunità operaia coesa.
- – Ansaldo, Lux, Nazzaro, Ruotificio Italiano e altre realtà completano il quadro: Borgo San Paolo e Cenisia si configurano come vera “città delle fabbriche”.
Edilizia sociale: il quinto quartiere IACP
In parallelo, serve casa a migliaia di addetti. Nasce il quinto quartiere IACP (impostato dal 1910) con impianti a cortile e accenti liberty: alloggi semplici, cortili verdi, servizi di prossimità. In questo modo, la solidarietà rurale viene tradotta in relazioni di vicinato dentro una città che corre.
Il mercato: la “piazza lunga” del rione (mito vs dato)
Negli anni ’30 prende forma il mercato di corso Racconigi. Durante il boom non è solo approvvigionamento: è incontro, chiacchiere, scambio di notizie. Per abitudine i residenti lo chiamano “il più lungo d’Europa”, ma il primato non è reale: l’espressione nasce dalla notevole estensione del tratto tra corso Vittorio Emanuele II e piazza Robilant. Oggi, per scala, il mercato è secondo solo a Porta Palazzo nel panorama torinese.
Il capitolo del coperto (primi 2000 → 2017)
All’inizio dei Duemila apre il Mercato Coperto “Racconigi 51” (ristrutturazione 2003). Tuttavia, tra gestione difficile e calo di attrattività, l’esperienza si chiude nel 2017; alcuni passaggi amministrativi si trascinano al 2018. Nel frattempo, il mercato all’aperto resta baricentro commerciale e identitario del viale.
Dalla deindustrializzazione alla rigenerazione
Dagli anni ’80 molte fabbriche si svuotano o sono demolite. Eppure, il quartiere non resta sospeso: spazi verdi, presìdi culturali e progetti di housing sociale riempiono i vuoti. In particolare, l’ex Lancia viene rifunzionalizzato per servizi pubblici (anagrafe circoscrizionale), mentre altri compendi ex produttivi vengono rammendati con funzioni di quartiere.
Vita quotidiana oggi: reti di prossimità e connessioni
Oggi Corso Racconigi è popolare e multietnico. Da un lato, il mercato all’aperto custodisce memoria e lavoro; dall’altro, famiglie, negozi di prossimità e associazioni animano una socialità continua. Sul fronte mobilità, il viale è servito da tram e bus di asse e dalla M1, fermata “Racconigi” (linea Fermi–Bengasi), che collega rapidamente ai poli centrali.
Corso Racconigi – Torino
Corso Racconigi è uno degli assi storici e commerciali di Torino, esteso da Corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Robilant. Il suo celebre mercato rionale, tra i più frequentati della città, anima quotidianamente il quartiere di San Paolo. Con una lunghezza di oltre un chilometro, rappresenta un punto d’incontro tra botteghe storiche, edifici novecenteschi e vita di quartiere.
FAQ – Corso Racconigi: risposte rapide
Prende forma negli anni ’30 e diventa presto un riferimento per l’approvvigionamento e per la socialità del quartiere, soprattutto durante la fase di massimo sviluppo industriale.
La definizione appartiene alla tradizione locale: la notevole estensione lungo il corso spiega il mito, ma il primato è simbolico e non certificato.
Aperto nei primi anni 2000, non ha mai raggiunto la stessa vitalità della strada; dopo difficoltà economiche, ha chiuso nel 2017. Il mercato all’aperto continua invece a funzionare.
Molti spazi sono stati rigenerati: l’ex Lancia ospita servizi anagrafici circoscrizionali; altrove sono nati spazi verdi, servizi culturali e progetti sociali.
Perché condensa un secolo di trasformazioni: urbanistica moderna, industrializzazione, case popolari, mercato rionale e riconversioni che raccontano il passaggio dalla città-fabbrica alla città dei servizi

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


