Via Sacchi Torino: portici, storia e trasformazioni della via che parte da Porta Nuova

Da Alessandro Maldera
Novembre 06, 2025

Via Sacchi è una storica via porticata di Torino, affacciata sul lato ovest della stazione di Porta Nuova. Inizia da corso Vittorio Emanuele II e fiinsce in corso Sommerlllier: è lunga circa un chilometro e rappresenta uno dei corridoi urbani più eleganti e identitari della città. Oggi conserva fascino e potenziale, ma convive con criticità legate al degrado urbano e al calo di attrattività commerciale.
Scheda sintetica della via
- Zona: Circoscrizione 1, tra corso Vittorio Emanuele II e corso Sommeiller
- Estensione: circa 1 km di portici consecutivi
- Tipologia: asse urbano ottocentesco, con edifici liberty, eclettici e razionalisti
- Fragilità: desertificazione commerciale, degrado sul lato est
- Prospettive: riqualificazione urbana, rilancio culturale e nuove attività
Le origini ottocentesche di via Sacchi
Via Sacchi prende forma nella seconda metà del XIX secolo, con il “Piano Fuori Porta Nuova” del 1851, ideato da Carlo Promis. Questo progetto doveva integrare urbanisticamente la nuova stazione ferroviaria con i quartieri in espansione verso sud, seguendo il tracciato della vecchia strada per Stupinigi.
Nel 1852 la via viene intitolata a Paolo Sacchi, un artigliere che, pochi anni prima, aveva evitato una potenziale tragedia spegnendo un incendio vicino alla polveriera di Borgo Dora.
Architettura dei portici e morfologia della via
Il lato ovest di via Sacchi è interamente porticato e suddiviso in nove isolati, costruiti tra il 1860 e gli anni Dieci del Novecento. Ogni tratto ha un carattere architettonico distinto, ma insieme compongono una passeggiata continua, coperta e storicamente commerciale.
- I primi isolati (1-3) conservano volte a botte e lampade ottocentesche
- I successivi (4-6) sono segnati da facciate liberty e dettagli in ferro battuto
- Gli ultimi isolati (7-9) ospitano botteghe storiche, vetrine d’epoca e locali culturali
Il lato opposto della via, verso la ferrovia, è invece frammentato, con edifici spesso dismessi, magazzini FS e spazi poco valorizzati.
Architettura e luoghi di rilievo
- Portici: alti 7 metri, con colonne in pietra e intradossi voltati o piani
- Stili architettonici: Liberty (Fenoglio), Eclettico (Bonelli), tardo Ottocento
- Luoghi simbolo: Pasticceria Pfatisch, ex Cinema Alexandra, sede ASL, Dopolavoro Ferroviario
Un cuore borghese tra botteghe, cultura e personaggi
Dalla Belle Époque al dopoguerra, via Sacchi fu un punto di riferimento della borghesia torinese: sede di librerie, sale cinematografiche, caffè, pasticcerie e negozi di qualità. Qui hanno vissuto o lavorato figure di spicco della cultura italiana:
- Norberto Bobbio, nella casa al n. 66
- Primo Levi, Cesare Pavese, Luigi Einaudi, tra San Secondo e Crocetta
- Fillia (Luigi Colombo), artista futurista ed editore
Negli anni successivi molte attività hanno chiuso o si sono spostate altrove, lasciando intere vetrine vuote e portici meno animati.

Via Sacchi e il fantasma dell’uomo con l’impermeabile
Via Sacchi a Torino è anche teatro di una delle storie più misteriose della città, sospesa tra cronaca, suggestione e ricordo della guerra. Una vicenda che ha attraversato decenni, lasciando un segno nei portici della via.
Nel 1942, un giovane barista stava chiudendo il suo locale sotto i portici di via Sacchi. La via era deserta. Solo una figura si distingueva, immobile: un uomo con un impermeabile scuro, fermo sotto una colonna, lo sguardo fisso e distante.
L’apparizione non fu isolata. La figura tornò più volte, sempre nello stesso punto. Il barista, scosso, raccontò tutto ad alcuni conoscenti. E da lì emerse un dettaglio inquietante: al civico 26 di via Sacchi, durante un bombardamento, un uomo era stato ucciso mentre cercava riparo.
L’associazione tra la vittima e la misteriosa figura fu immediata. Una medium venne consultata nel quartiere e, per un periodo, le apparizioni cessarono.
Ma nel 1944, dopo un attentato della Resistenza in un hotel frequentato da ufficiali tedeschi, un cameriere vide di nuovo quell’uomo. Era identico: impermeabile grigio, sguardo assente, sempre nello stesso punto.
Negli anni successivi, si verificarono due suicidi inspiegabili proprio in quel tratto di via Sacchi. Uno dei due coinvolse un alto funzionario della prefettura.
Decadenza urbana e nuove possibilità
Negli ultimi decenni, via Sacchi ha perso parte della sua vitalità. Le cause sono molteplici:
- Diminuzione del commercio di qualità
- Scarso coordinamento nell’arredo urbano
- Ridotta integrazione tra mobilità pubblica e ciclabilità
Tuttavia, l’asse resta centrale per la mobilità torinese: collega stazione, metro, tram, autobus extraurbani, bike sharing e parcheggi interrati. I portici restano un’opportunità da ripensare, valorizzare e vivere in modo nuovo.
- Snodi principali: Porta Nuova, metropolitana, rete GTT, bus extraurbani e taxi
- Piste ciclabili: presenti ma frammentate e poco integrate con i portici
- Problemi attuali: traffico intenso, sottopassi in degrado, calo di pedonalità
Via Sacchi oggi: identità sospesa, potenziale ancora vivo
Nonostante il declino, via Sacchi conserva un’identità forte. Le vetrine liberty, i portici ampi, i dettagli storici sono ancora lì, visibili e riconoscibili. Ma serve un progetto coerente per restituire alla via la funzione che aveva un tempo: luogo di incontro, commercio e cultura.
Alcune azioni possibili:
- Recuperare le botteghe storiche e riqualificare le vetrine
- Organizzare eventi culturali sotto i portici
- Migliorare l’illuminazione e la segnaletica
- Integrare la mobilità pedonale e ciclabile con quella pubblica
Come scrisse Gian Luca Favetto, i portici “sono gli alberi delle città”. Quelli di via Sacchi aspettano solo di rifiorire.
Dove si trova via Sacchi?
Via Sacchi si trova nel centro di Torino, lungo il lato ovest della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Collega corso Vittorio Emanuele II con corso Sommeiller e fa parte del sistema dei portici storici cittadini.
FAQ – Domande frequenti su via Sacchi Torino
Si trova nel centro città, sul lato ovest della stazione di Porta Nuova, tra corso Vittorio Emanuele II e corso Sommeiller.
Perché il lato est è occupato dai binari e dagli edifici di servizio della stazione. Il lato ovest era invece destinato alla nuova espansione urbana residenziale.
Le botteghe storiche come Pfatisch, l’ex cinema Alexandra, il Dopolavoro Ferroviario e i portici ottocenteschi con colonne e decorazioni liberty.
Il primo tratto è ben mantenuto. Altri segmenti, soprattutto verso sud, presentano ancora segni di degrado urbano e spazi sfitti.
Riqualificare gli spazi pubblici, rilanciare le attività culturali e integrare meglio la mobilità. Via Sacchi può tornare a essere un polo attrattivo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



