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Storia aviazione Torino: dalle origini ai primi voli civili

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Da Alessandro Maldera

Giugno 25, 2025

La storia dell’aviazione a Torino inizia ufficialmente il 27 giugno 1908, quando Léon Delagrange, pioniere francese del volo, decolla da piazza d’Armi, nell’attuale zona Crocetta. Il volo durò 250 metri a 4-5 metri d’altezza con un biplano Voisin a motore Antoinette da 50 cavalli. Fu il primo volo in Piemonte di un mezzo più pesante dell’aria.

Durante i successivi voli, Delagrange fece salire a bordo Thérèse Peltier, prima donna al mondo a volare su un aereo, e Carlo Montù, deputato e primo italiano a volare in assoluto.

Prima ancora: i voli a Roma e Milano

Delagrange giunse in Italia su invito dell’Associazione Pro Torino, ma per motivi di protocollo si optò per una prima dimostrazione a Roma (Centocelle) il 24 maggio 1908, alla presenza dei Savoia. Poi si spostò a Milano e infine a Torino, dove lasciò il segno.

La nascita dell’Aero Club Torino

Nel luglio 1908 nacque l’Associazione Promotrice Italiana di Aviazione, guidata da Montù e Cesare Gatti Goria. Questa realtà, destinata a diventare l’Aero Club Torino, fu il primo ente italiano a promuovere corsi di pilotaggio, collaudi, e gare aviatorie.

Il primo volo di un aereo italiano: Mario Faccioli

Il 13 gennaio 1909, presso Mirafiori, il triplano progettato da Aristide Faccioli e pilotato dal figlio Mario compì il primo volo di un aereo italiano. Sebbene si concluse con un incidente, segnò l’inizio ufficiale dell’aeronautica nazionale.

I successivi modelli (Faccioli 2, 3 e 4) furono testati a Venaria Reale e il 15 ottobre 1910, Mario ottenne il primo brevetto nazionale di volo.

Torino capitale dell’innovazione aeronautica

Tra il 1909 e il 1911, Torino divenne una vera capitale del volo, con progetti di ingegneri e autodidatti:

  • Bruno Foco, che costruì un biplano;
  • Luigi Martino, con il suo “biplano quadricellare”;
  • Roberto Bortolotti, che fece volare un prototipo in piazza d’Armi;
  • E molte officine torinesi come Fabry, Maffei, Damiani, Asteria.

L’aeroporto di Mirafiori

Nel novembre 1910 fu organizzata una settimana aviatoria all’Ippodromo di Mirafiori, con esibizioni spettacolari che richiamarono migliaia di spettatori e misero in luce il potenziale del volo in Italia. L’eco dell’evento fu tale da spingere le autorità a realizzare uno scalo permanente: l’aeroporto di Mirafiori, inaugurato nel giugno 1911 in occasione dei 50 anni dell’Unità d’Italia, che divenne sede del Battaglione Aviatori, della Direzione Tecnica Aviazione Militare (DTAM) e di intense attività di sperimentazione fino alla sua dismissione nel 1951.

Nel corso degli anni, vi transitarono piloti, progettisti e tecnici protagonisti della nascita dell’aeronautica militare italiana. Ancora oggi, l’area di Mirafiori conserva una memoria storica profonda legata al volo e all’industria aeronautica.

I primi aeroporti piemontesi

Cameri

Costruito nel 1909 su iniziativa del francese Clovis Thouvenot, fu poi potenziato nel 1913 da Giuseppe Gabardini, che vi fondò una scuola di volo tra le più avanzate d’Europa. Dopo il distacco da Mirafiori, anche Aristide e Mario Faccioli si stabilirono qui per proseguire i loro esperimenti aeronautici.

Venaria Reale

Dal 1912 ospitò la scuola militare del neonato Battaglione Aviatori, con monoplani Bristol e i primi corsi ufficiali per piloti dell’esercito. Il sito è oggi attivo come base del 34º Gruppo Squadroni AVES “Toro”, dedicato agli elicotteri da ricognizione e trasporto.

San Carlo Canavese

Spesso confuso con i vicini San Francesco al Campo e San Maurizio, fu attrezzato dal Battaglione Aviatori per i corsi su Farman 12. Qui nacque nel 1913 la prima squadriglia sperimentale per il trasporto aereo militare, un’innovazione unica per l’epoca.

L’Aeroporto di Torino-Aeritalia

Ufficialmente inaugurato nel 1916 su iniziativa dell’ingegnere Ottorino Pomilio, che trasformò l’area tra Torino e Collegno in uno dei più importanti poli aeronautici italiani dell’epoca. Il primo volo nell’aeroporto di Torino-Aeritalia fu quello di collaudo del velivolo militare SP.2, progettato e costruito negli stabilimenti Pomilio di corso Francia. L’apertura del campo coincise con l’ingresso di Torino nell’era moderna del volo, grazie a un’infrastruttura all’avanguardia e a una produzione aeronautica in grado di competere con le grandi potenze europee. Da quel momento, Aeritalia divenne il cuore pulsante dell’aviazione militare, industriale e postale italiana, contribuendo a definire il ruolo strategico della città nei decenni successivi.

Cerrina di Bruino

Inaugurato nel 1959 da Aldo Cerrina, fu un vivace aeroporto privato con scuola di volo, ristorante e gare aeree nazionali e internazionali. Dopo la tragica scomparsa del figlio Sergio Cerrina, comandante Alitalia, l’attività cessò definitivamente nel 1978.

Il primo volo postale italiano partì da Torino nel 1917

Il 22 maggio 1917, in piena Prima Guerra Mondiale, decollò da Torino-Aeritalia il primo volo postale italiano diretto a Roma. A bordo del biplano Pomilio PC1, il tenente Mario de Bernardi trasportò 200 chili di posta e 100 copie de La Stampa, completando il tragitto in 4 ore nonostante maltempo e mancanza di strumenti radio. A celebrare l’impresa fu emesso anche il primo francobollo aereo italiano, una sovrastampa speciale venduta solo a Torino e Roma. L’iniziativa, seguita da oltre 850 missioni nello stesso anno, rivoluzionò la comunicazione nazionale e consacrò Torino come culla dell’aeroposta italiana.

Il primo francobollo aereo della storia italiana nacque a Torino

Nel maggio 1917, pochi giorni prima del primo volo postale italiano da Torino a Roma, fu emesso a Torino il primo francobollo per la posta aerea italiana, uno dei primissimi al mondo. Stampato in 200.000 esemplari e venduto solo a Torino e Roma, divenne subito un oggetto raro: simbolo tangibile di innovazione, velocità e progresso in piena Prima Guerra Mondiale. Ancora oggi, il “Espresso Postale Aereo” è considerato un autentico cimelio, cercato da collezionisti di tutto il mondo.

Una rivoluzione nei cieli italiani

Nel 1917, mentre l’Italia era ancora coinvolta nella Prima Guerra Mondiale, si registrarono oltre 850 voli postali, un numero sorprendente per l’epoca, che segnò il consolidamento dell’aeroposta come servizio strategico per lo Stato e l’esercito. Torino, con la sua industria aeronautica avanzata e l’aeroporto di Aeritalia, si confermò epicentro operativo e simbolico di questa nuova era di comunicazione veloce, che avvicinava città e persone come mai prima.

Il primo volo passeggeri italiano: da Torino a Trieste (1926)

Il primo volo passeggeri italiano partì da Torino il 1° aprile 1926, inaugurando la tratta Torino–Trieste con piccoli idrovolanti CANT 10 che decollavano dal fiume Po davanti al parco Valentino. Il servizio, gestito dalla SISA, fu attivo per dieci anni, con oltre 570 voli e 1600 passeggeri trasportati, diventando un simbolo dell’aviazione civile nascente. Oggi, una lapide commemorativa presso il Ponte Umberto I ricorda quell’impresa, confermando ancora una volta il ruolo di Torino come capitale pioniera del volo in Italia.

Caselle, lo scalo civile che ha sostituito Mirafiori

L’Aeroporto di Torino-Caselle, inaugurato il 30 luglio 1953, è da decenni lo scalo di riferimento per la città di Torino e per tutto il Piemonte. Nato su un ex aeroporto militare danneggiato durante la guerra, fu inizialmente denominato “Città di Torino”. Il primo volo passeggeri partì il 5 agosto 1953 verso Roma, operato da Alitalia. Negli anni, lo scalo è stato progressivamente potenziato: ristrutturazioni nel 1990, interventi olimpici nel 2005, fino all’apertura dell’hub Ryanair nel 2021, che ha segnato un nuovo capitolo per il traffico aereo torinese. Oggi, l’Aeroporto Internazionale Sandro Pertini è un punto strategico per i collegamenti nazionali ed europei, superando nel 2024 i 4 milioni di passeggeri annui.

Storia aviazione Torino nell’immaginario aeronautico italiano

Tra 1908 e 1930, Torino fu il cuore pulsante dell’aviazione italiana, teatro dei primi voli sperimentali, della nascita delle prime scuole di volo e dello sviluppo dell’industria aeronautica nazionale. La città seppe unire visioni futuriste, capacità ingegneristica e spirito pionieristico, diventando un simbolo dell’Italia che sognava e costruiva il proprio futuro con le ali.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende