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Torino: via libera al piano quinquennale per contenere i piccioni

Da Alessandro Maldera

Giugno 13, 2024

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha respinto il ricorso per annullare la delibera del Consiglio Metropolitano di Torino il 15 febbraio 2023. Questo provvedimento, noto come “Piano di contenimento del piccione” (piano contenimento piccione Torino), delinea le misure da adottare nel quinquennio 2024-2029 per arginare la proliferazione incontrollata di questi volatili nel territorio metropolitano.

Le associazioni animaliste ricorrenti, tra cui LAV, OIPA, SOS Gaia, ENPA, PAN Odv, Pro Natura Torino, Ente Nazionale per la Protezione degli Animali Odv e Fondazione per L’Ecospiritualità Odv, avevano presentato cinque motivi di ricorso nel tentativo di bloccare l’attuazione del Piano. Tuttavia, il TAR ha giudicato infondati tutti questi motivi, condannando le associazioni al pagamento delle spese legali.

Esigenze sanitarie e tutela del patrimonio

Uno dei principali motivi di ricorso respinto riguardava la presunta mancanza di presupposti legali per operare un “controllo” sulla fauna selvatica. Il TAR ha ritenuto adeguate le argomentazioni addotte dalla Città Metropolitana di Torino in merito alle esigenze sanitarie e alla tutela del patrimonio storico-artistico cittadino.

Inoltre, il Tribunale ha respinto le obiezioni sulla presunta pericolosità dei mezzi di controllo previsti dal Piano, sottolineando che il loro utilizzo è giustificato dalle esigenze sanitarie. È stato specificato che i cannoncini a gas e i palloni gonfiati con elio potranno essere impiegati esclusivamente in aree rurali, per prevenire danni alle coltivazioni di pieno campo.

Metodi non cruenti inefficaci

Il TAR ha riconosciuto che in passato la Città Metropolitana di Torino ha sperimentato metodi indiretti e non cruenti per il controllo dei piccioni, ma con risultati insoddisfacenti in termini di riduzione della densità di popolazione nel territorio. Questa constatazione ha portato il Tribunale a ritenere rispettati i principi di proporzionalità e gradualità delle azioni intraprese nel nuovo Piano.

Attuazione mirata e Controllata

Secondo la sentenza, non è prevista un’attuazione “a tappeto” del Piano di controllo mediante strumenti attivi di contenimento. Questi ultimi saranno invece utilizzati a seguito di segnalazioni di danneggiamento provenienti dal territorio, garantendo un approccio mirato e controllato.

Tutela di altre specie

Il TAR ha respinto anche le preoccupazioni relative al rischio di soppressione accidentale di altre specie animali a causa dell’utilizzo di reti o gabbie per la cattura in vivo dei piccioni. È stato sottolineato che le gabbie dovranno essere controllate almeno una volta al giorno, al fine di liberare eventuali esemplari di volatili appartenenti ad altre specie catturati involontariamente.

Conformità alle normative Europee

Sono stati inoltre respinti i motivi di ricorso relativi alla presunta non rispondenza dei metodi eutanasici previsti dal Piano con la disciplina europea in materia. Il TAR ha ritenuto che il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato nel 2023 dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica prevede espressamente la necessità che gli operatori demandati alle operazioni di controllo abbiano frequentato specifici corsi di formazione secondo i programmi predisposti dall’ISPRA.

Corsi di formazione per operatori

In linea con queste disposizioni, la Città Metropolitana di Torino ha già avviato l’organizzazione di corsi di formazione per gli agricoltori che intendono impegnarsi nel contenimento dei piccioni. Dopo aver superato con esito positivo un esame finale, i partecipanti saranno autorizzati ad effettuare le azioni previste dal Piano.

Prossimamente, verranno organizzati analoghi corsi di formazione anche per i cittadini in possesso della licenza di caccia e per il personale delle ditte specializzate nel contenimento dei piccioni. Questo garantirà che tutte le operazioni di controllo siano condotte da personale adeguatamente formato e in conformità con le normative vigenti.

Danni alle colture e problemi igienici

Il Piano di contenimento del piccione (piano contenimento piccione Torino) è stato concepito per affrontare i gravi problemi causati dalla proliferazione incontrollata di questi volatili. Nelle zone rurali, i piccioni causano danni notevoli alle colture, mentre in quelle urbane pongono seri problemi igienici e di decoro degli spazi pubblici.

Per far fronte a queste criticità, il Piano prevede l’impiego di gabbie-trappola in ambito urbano, mentre in ambito extraurbano sarà possibile anche il ricorso alla caccia vera e propria, nel rispetto delle normative e delle autorizzazioni previste.

Impatto economico e ambientale

La presenza eccessiva di piccioni in un’area può avere ripercussioni negative non solo sull’igiene e il decoro urbano, ma anche sull’economia locale. I danni alle colture possono tradursi in perdite significative per gli agricoltori, mentre la compromissione del patrimonio storico-artistico può influire negativamente sul turismo e sull’immagine della città.

Inoltre, gli accumuli di guano possono causare danni strutturali agli edifici e rappresentare un rischio per la salute pubblica, poiché possono essere veicolo di patogeni e contribuire alla proliferazione di parassiti.

Equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo urbano

Il Piano di contenimento del piccione (piano contenimento piccione Torino) mira a trovare un equilibrio sostenibile tra la tutela dell’ambiente e lo sviluppo urbano. Pur rispettando la biodiversità e la presenza di queste specie nel loro habitat naturale, è necessario intervenire per prevenire i danni e i rischi causati da una proliferazione eccessiva in aree densamente popolate.

Attraverso un approccio graduale e mirato, il Piano si propone di mantenere la popolazione di piccioni a livelli gestibili, preservando al contempo la salute pubblica, il patrimonio storico-artistico e l’economia locale.

Collaborazione tra Istituzioni e Cittadini

Il successo del Piano di contenimento del piccione (piano contenimento piccione Torino) dipenderà dalla stretta collaborazione tra le istituzioni coinvolte e i cittadini. Sarà fondamentale sensibilizzare la popolazione sull’importanza di adottare comportamenti responsabili, come evitare di alimentare i piccioni in aree urbane e segnalare tempestivamente eventuali situazioni critiche.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende