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Torino, c’è la data per il trasloco al nuovo Grattacielo della Regione: entro la fine del 2022

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Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte, si è detto sicuro che entro il 2022 il trasloco verso il nuovo grattacielo istituzionale di Torino sarà compiuto.

Una vicenda che , malgrado le raccomandazioni, impone di utilizzare il condizionale dopo una serie di ritardi dovuti a negligenze, burocrazie e aule di tribunale.

Già nel 2019, i carabinieri avevano sequestrato 40 piani contenenti piastrelle difettose, e con seri rischi per la salute, come cadute e cedimenti.

Nello stesso anno si aprì anche un’inchiesta giudiziaria, che aveva slittato l’apertura preventivata al 2020. Data ovviamente spostata ancora, e che a inizio 2021 ha visto un’altra beffa per i contribuenti: 2 milioni di euro sono stati spesi per sostituire infissi e vetrate rotte di una struttura mai aperta a uffici e pubblico. Questo incredibile contrattempo ha portato ancora ad uno slittamento dell’apertura, portando la questione a essere paragonabile ad una vera e propria odissea.

Infatti, nel 2002 l’apertura preventiva era fissata nel 2015, ma l’azienda che si aggiudicò la gara d’appalto, la Coopsette dichiarò fallimento nel 2017, quando già i lavori erano pesantemente in ritardo.

La Regione Piemonte aveva fatto ripartire i lavori nel 2017 stesso, stimando la chiusura del cantiere nel 2018, ma alla fine del 2021 lo scheletro da 225 metri dell’edifico è ancora spoglio e desolante.

La Regione Piemonte ha assicurato che il trasloco verso lo spostamento verso il nuovo grattacielo di Torino avverrà entro il 2022: i dettagli

Alberto Cirio, presidente regionale piemontese, presente all’inaugurazione dei lavori di bonifica della struttura rassicura che entro il prossimo anno l’edificio sarà pronto.

Un obiettivo, che come sottolineato dal governatore, impedirebbe uno spreco di denaro pubblico, oltre che apportare migliorie amministrative.

Una struttura che permetterebbe a tutti gli uffici regionali dislocati per Torino di confluire in un solo edificio.

C’è una divergenza sui costi finali dell’opera: la regione ha dichiarato che il costo è poco meno di 237 milioni di euro: comprese le variazioni. L‘Associazione Radicale Adelaide Aglietta invece sostiene che la cifra sia vicinissima ai 336 milioni di euro, praticamente cento in più di quanto annunciato.

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