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Stellantis assume 700 dipendenti, ma solo due a Torino

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Stellantis assume nuovi dipendenti, a Torino e in tutta Italia, ma soprattutto all’estero.

Il colosso dell’automotive, nato dalla fusione tra FCA e PSA, si appresta a portare avanti una nuova campagna di assunzioni. Saranno inserite 700 nuove risorse umane, che prenderanno servizio all’interno di stabilimenti e degli uffici del neonato gruppo.

Nonostante la notizia della nuova assunzione di altri dipendenti sia un fattore positivo, se si va a fondo nella questione ci si accorge che, in realtà, ci sono delle falle abbastanza spiacevoli per il nostro Paese e, in particolare, per la nostra città.

Delle centinaia di proposte di impiego di Stellantis, appena una decina sono rivolte all’Italia. Sono tutte distribuite tra Torino e Modena e riguardano le posizioni di:
– CRM Loyalty & Membership Specialist;
– Product Support – Technical Help Desk Specialist (Cat.Prot. l.68/99);
– Professionisti appartenenti alle Categorie Protette;
– Tirocinante – Categorie Protette (l.68/99);
– Connectivity – Service Planner;
– Field Quality Diagnostic Specialist – E/E Components & SW;
– Quality Specialist – Infotainment, Connectivity & ADAS;
– Quality Manager – e-Pwt Application 400v;
– Quality Manager – Engine Systems, HVAC & Gasoline Engines;
– HV Battery Modules – Design Release Engineer.

La questione delle assunzioni di Stellantis a Torino e all’estero

Si tratta di offerte rivolte principalmente a candidati specializzati, di cui il nostro territorio dispone ampiamente. Bisogna però anche sottolineare come il grosso gli annunci di lavoro sia rivolto alla Francia.

Un dettaglio non da poco, se si pensa che oltre 470 delle offerte sono state assegnate ai vicini d’Oltralpe. nello specifico, a beneficiare di questa infornata sarà il sito di Poissy, quartier generale di Peugeot e punto cardine di PSA.

Un particolare che storcere il naso e che alimenta le teorie di chi non ha visto di buon occhio questa unione. Teorie che parlano di maggior priorità riservata alla Francia in questa fusione. Sebbene si tratti di appena 700 assunzioni su 400mila dipendenti, è anche vero che i numeri sono troppo sbilanciati a favore dei transalpini.A gravare ulteriormente su questa situazione sono le offerte in sé, che riguardano principalmente posizioni di ingegneri, esperti in batterie e componentistica e batterie, profili esperti in cybernetica, marketing e logistica. Insomma, l’ossatura di ciò che il settore si sta preparando a diventare.

I timori sul futuro

Tutte le figure richieste nel presente e nell’immediato futuro nell’automotive sembrano così destinate alla Francia, o comunque fuori dai confini italiani. Un vero paradosso, se si pensa che Torino, con il Politecnico e con altre eccellenze, avrebbe strumenti e talenti per partecipare attivamente ed essere uno dei centri di spicco di Stellantis. Se invece la tendenza sarà questa, il timore dei torinesi e degli altri siti italiani è quello di essere degradati ad aree periferiche del gruppo.

Altre offerte di lavoro sono state pubblicate per la Germania, per l’India, per la Cina e per il Giappone. Tutte aree strategiche per Stellantis, dove anche FCA  aveva investito nel recente passato con nuovi stabilimenti. Il tutto, però, mentre vengono tagliate le linee di produzione della 500 elettrica, vista la crisi economica e l’avvio al rilento delle richieste e delle vendite. Senza contare le mobilitazioni dei sindacati e dei dipendenti di Melfi, Mirafiori e altri stabilimenti per i rinnovi dei contratti e i tagli ai servizi. Una serie di questioni spinose, che Stellantis dovrà essere in grado di affrontare equamente per non generare sospetti e malumori.

(Foto tratta da www.clubalfa.it)

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