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Il Piemonte rischia la zona rossa fino al 20 aprile

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L’indice RT scende sotto quota uno, ma i dati del ministero continuano a mostrare uno scenario da zona rossa

Il Piemonte resterà in zona rossa almeno fino al 20 aprile.

Questa è l’inevitabile conseguenza di quanto emerso dal report della settimana scorsa del Ministero della Salute.

L’emergenza sanitaria mostra lievi miglioramenti, ma se la situazione dovesse restare oltre i livelli d’allerta, il cambio di colore non potrà arrivare prima di altre due settimane.

A quel punto sarà passato più di un mese dall’inizio della zona rossa, con la speranza che la campagna vaccinale riesca a proseguire senza problemi.

I numeri di adesso però impongono le restrizioni più dure a un Piemonte che in ogni caso sta registrando diminuzioni sia del numero dei contagi che per dell’indice Rt.

Il Report del Ministero della Salute, che sarà validato evidenzia infatti un Rt del Piemonte in calo, con quello puntuale che scende a 0,96 e quello medio a 0,98, entrambi ben oltre quota 1 fino a sette giorni fa.

Tuttavia non si può dire lo stesso per l’incidenza dei casi.

Tra il 18 e il 25 marzo era 354,7 ogni 100 mila abitanti, dal 25 marzo fino a ieri, 1° aprile si è abbassato a 337,3.

Ma dovrà comunque scendere sotto i 250 perché il Piemonte possa anche solo valutare la possibilità di uscire dalla zona rossa, ed evidentemente l’obiettivo sembra ancora lontano.

Ovviamente le stime considereranno anche la pressione sugli ospedali, che al momento presentano un’occupazione del 59% per le terapie intensive e del 66% per quelle sub-intensive.

Dati comunque allarmanti, di fronte ai quali però gli esperti del Dirmei non ritengono necessaria la messa a disposizione di almeno una parte dei 455 posti letto dell’Ospedale da campo del Valentino, che era stato costruito in fretta e furia in autunno per arginare la seconda ondata.

Sono 2.584 i nuovi casi di positività a fronte di 43mila 334 tamponi eseguiti solo nella giornata di ieri

Il numero dei nuovi positivi rimane sopra quota 2mila ma i segnali di ieri sono un esempio della corsa ai test rapidi effettuati da tanti piemontesi in vista del fine settimana di Pasqua.

Al contempo rimangono stabili anche i ricoveri negli ospedali: nessun nuovo ingresso in terapia intensiva e 3.887 posti letto occupati nei reparti ordinari, mentre sono 28 invece i decessi.

Per evitare nuovi peggioramenti dopo le festività pasquali, la Regione ha quindi preso la decisione di implementare una nuova stretta nel fine settimana.

A partire da domani, fino a Pasquetta, sarà vietato ai non residenti di entrare in Piemonte per raggiungere le seconde case.

Inoltre saranno chiusi i supermercati a Pasqua, a partire dalle 13, e per tutta la giornata di Pasquetta.

La chiusura sarà valida per i grandi punti vendita con superfici superiori ai 1.500 metri quadri nei comuni fino a 10 mila abitanti, e 2.500 metri quadri in quelli con più di 10 mila abitanti.

Ovviamente la stretta riguarderà anche le piccole e media strutture di vendita, la cui superficie è compresa tra 151 e 1.500 metri quadri nei comuni fino a 10 mila abitanti, e con superficie tra 251 e 2.500 metri quadri nei centri con più di 10 mila abitanti.

L’obiettivo è quello di evitare assembramenti nei giorni di festa e garantire alle piccole attività di quartiere il proseguimento delle attività anche nei prossimi giorni.

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