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Covid Piemonte: zona rossa vicina, possibile lockdown da domani

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La Regione discute con il governo sui tempi, ma Cirio avverte: chiuderanno scuole e negozi, nessuno escluso

A un anno di distanza dal primo lockdown, l’aria che tira nel marzo 2021 sembra sempre la stessa.

Ormai è certo, il Piemonte andrà in zona rossa. Ma adesso bisognerà chiarire quando di preciso e soprattutto con quali restrizioni.

Per il momento manca ancora un accordo tra Stato e Regione.

Nella riunione di ieri pomeriggio, dove al centro del tavolo c’erano sia il piano vaccinale che le misure di contenimento, non sono stati ancora sciolti i dubbi su quando i piemontese si ritroveranno in lockdown.

Al momento, non c’è ancora conferma se da domani oppure da lunedì.

In quanto parte dell’esecutivo spinge per mantenere l’inizio della zona rossa al primo giorno della settimana, mentre altri invece vorrebbero già anticiparlo da questo weekend.

Ciò nonostante, si cercherà di fare maggiore chiarezza questa mattina in Conferenza Stato-Regioni.

Ovviamente i numeri parlano chiaro, l’ultimo report settimanale del Ministero della Salute indica un Rt di 1,41, superiore al valore 1,25 che determina il passaggio automatico in zona rossa.

L’incidenza invece adesso segna 279 casi ogni 100 mila abitanti, il tutto mentre aumentano i focolai e le percentuali di tamponi positivi.

Supera il valore di soglia anche il numero dei posti letto in terapia intensiva: 36% in crescita a differenza del 29% della scorsa settimana, un netto sforamento del limite del 30%.

Così come per i letti ordinari: 42% in crescita rispetto al 37% di una settimana fa e oltre la soglia del 40%.

Covid Piemonte zona rossa vicina, possibile lockdown da domani

Con la zona rossa in arrivo, chiuderanno tutte le attività commerciali non essenziali

I cambiamenti più rilevanti riguarderanno soprattutto i negozi e le scuole.

Ma quando partirà definitivamente le zona rossa per il Piemonte, dovranno abbassare le serrande tutte le attività commerciali ed eccezione di quelle considerate essenziali, come farmacie e alimentari, negozi di informatica, elettronica, biancheria intima e abbigliamento per bambini.

Da questa decisione purtroppo, non saranno esclusi nemmeno i parrucchieri e i centri estetici.

Così come anche tutte le scuole della Regione, che vedranno sospese le lezioni in presenza per ogni ordine e grado, senza nessuna eccezione.

Se chiudono le scuole, per forza di cose chiuderanno anche i servizi educativi per l’infanzia, dai micronidi agli asili nido, che fino adesso erano rimasti aperti nei comuni “arancioni”.

Malgrado le promesse che erano state fatte dal nuovo governo, i cittadini piemontesi sapranno di nuovo ‘all’ultimo minuto’ quando arriverà il passaggio in zona rossa.

Un’eventualità che, secondo il Presidente Cirio, non può essere tollerata, soprattutto dal momento in cui migliaia di famiglie necessitano di organizzarsi.

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