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Nuovi ritardi nei lavori del Grattacielo della Regione Piemonte

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Per terminarlo si arriverà a fine 2021 ma l’apertura dovrà attendere almeno un anno di collaudi e traslochi

Dopo 10 anni dall’inizio dei lavori e 3 mandati presidenziali, il Grattacielo della Regione Piemonte rimane ancora incompiuto e ormai i ritardi si accumulano uno sull’altro.

I canteri del “nuovo” palazzo di Torino quindi si vanno ad aggiungere alle tante opere in costruzione nel capoluogo piemontese che come comune denominatore hanno tempi di attesa e ritardi decennali.

Basterebbe anche solo menzionare la nuova tratta della metro Lingotto – Bengasi.

Ma il Grattacielo della Regione occupa ormai un posto fisso nello skyline di Torino e nonostante le luci non siano ancora accese, i lavori di costruzione continuano a tardare.

Nuovi ritardi nei lavori del Grattacielo della Regione Piemonte

Secondo le previsioni, l’opera doveva dirsi conclusa questa estate con il successivo trasloco del personale nel 2022 insieme ai collaudi.

Tuttavia, la tabella di marcia anche questa volta non venne rispettata.

I lavori richiederanno altri 6 mesi, mentre i vari traslochi e accertamenti strutturali avranno luogo l’anno prossimo fino al 2023.

Progettato nel 2001, il disegno del Grattacielo fu opera di Massimiliano Fuksas

La necessità di riunire tutti gli edifici della Regione Piemonte sparsi per Torino, portò la Giunta dell’ex presidente Enzo Ghigo a indire un concorso per un nuovo edificio unico dove ospitare l’ente regionale.

Dal concorso ne uscì vincitore il celebre architetto che nel 2001 presentò il disegno di un nuovo grattacielo di 100 metri da realizzarsi nell’area di Materferro.

Con il nuovo mandato di Mercedes Bresso alla presidenza della Regione nel 2005, il progetto ebbe un cambio di posizione.

Al tempo si decise di spostare il Grattacielo nella zona di Nizza Millefonti, in modo da riqualificare il quartiere attorno al Lingotto e ai vecchi impianti della FIAT Avio.

Ma a distanza di pochi anni l’enorme parallelepipedo avrebbe stravolto per sempre il panorama torinese.

Una variante del 2006 al vecchio Piano Regolatore della Divisione Urbanistica del Comune di Torino aveva infatti limitato solo al centro storico, l’obbligo di costruire edifici che non fossero più alti della Mole Antonelliana.

Per questa ragione quindi Fuksas nel 2007 non ci pensò due volte a presentare un grattacielo alto il doppio.

Parliamo di un Palazzo di 200 metri che supera in altezza la Mole di circa 23 metri.

Nuovi ritardi nei lavori del Grattacielo della Regione Piemonte

I lavori di costruzione del Grattacielo della Regione Piemonte iniziarono ufficialmente nel 2011

A prendersene l’incarico fu il presidente della Lega Roberto Cota che, pur non convinto dei costi dell’opera, diede inizio ai cantieri durante il secondo anno del suo mandato.

I problemi arrivarono dopo poco più di anno.

Nel 2021 infatti la Giunta regionale presentò alla Corte dei Conti un esposto sull’operato della presidenza Bresso, riguardo l’affidamento della progettazione della sede.

La Giunta leghista ritenne i costi di realizzazione troppo alti e così partirono poi le indagini della Guardia di Finanza.

Nei cinque anni del mandato di Chiamparino invece, il buon proseguimento dei lavori di costruzione fece pensare alla possibilità di cominciare già il trasloco dei dipendenti in modo da dare il via ai risparmi per gli affitti.

Ma fu un nulla di fatto e con la fine della presidenza del Partito Democratico la nuova sede della Regione Piemonte rimase ancora un miraggio.

Al giorno d’oggi il presidente Alberto Cirio e l’assessore al Patrimonio Andrea Torzano continuano a faticare per portare a termine i lavori di costruzione.

Una situazione peggiorata nel 2020 per colpa della Pandemia da Covid-19 ma che già da un paio d’anni ormai si porta dietro proroghe, fallimenti e continue inchieste che ne ritardano la concretizzazione.

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