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Cani randagi a Torino: gli effetti del lockdown anche su di loro

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Animali sopravvissuti grazie al volontariato


Cani randagi a Torino in pericolo dopo la chiusura totale.
La pandemia ha messo a dura prova gli uomini ma anche gli animali. Gli amici a quattro zampe che vivono nelle nostre case non hanno certo avuto vita difficile. Probabilmente, avranno anche apprezzato qualche passeggiata in più in compagnia dei loro padroni. Ma lo stesso non si può dire dei randagi che rischiano ogni giorno di morire di fame.


Cani e gatti senza casa, sopravvivono grazie all’aiuto delle persone di buon cuore che passando lasciano loro una ciotolina d’acqua o qualcosa da mangiare. Spesso è fondamentale l’operato delle associazioni di volontariato che con costanza si prodigano per la causa.


Durante il lockdown, con bar e ristoranti chiusi e le persone costrette a casa, la sopravvivenza per i randagi di tutto il Piemonte non è stata semplice. Lo raccontano proprio le associazioni come Rispetto per tutti gli animali che nei mesi scorsi è stata di vitale importanza per questi animali.


Senza l’intervento dei volontari, moltissimi cani e gatti randagi non ce l’avrrebbero fatta. Solo in Piemonte, la onlus guidata da Giancarlo De Salvo ha radunato 50 volontari per aiutare gli animali in difficoltà nella regione.
Sono state utilizzate le scorte di cibo poichè le raccolte alimentari risultavano bloccate. Importante anche il sostegno dato da realtà come Arcaplanet e l’Isola dei tesori che hanno contribuito per quanto possibile alla soluzione, seppur non definitiva, del problema.


Cani randagi a Torino, nessun aiuto dalle istituzioni


Cani randagi a Torino, ma anche colonie feline, sopravvissute esclusivamente grazie all’intervento dei volontari.


Nessun aiuto da parte delle istituzioni che hanno voltato le spalle alla situazione critica in tutto il Piemonte. Qualche ragazzo è stato addirittura multato dai vigili mentre portava il cibo agli animali.
Ovviamente si è data precedenza agli interventi per aiutare le famiglie con difficoltà economiche. E anche in quel caso, il volontariato è stato un’ancora di salvezza per il paese.


Se oggi gli animali senza casa sono ancora in vita è merito delle onlus e di chi non si è dimenticato di loro neanche durante una pandemia.


Ilaria Di Pinto

(Foto tratta da www.nonsprecare.it)

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