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Sfratto dalle palestre scolastiche: a rischio società e associazioni sportive

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Con la trasformazione in aule per la didattica mancheranno gli spazi per le attività di amatori e agonisti

Lo sfratto dalle palestre scolastiche di società e associazioni sportive sembra essere l’unica soluzione in quanto le scuole necessitano di nuove aule.

Gli istituti scolastici torinesi, come quelli di tutta Italia, stanno vivendo un periodo di radicali trasformazioni. Le direttive di sicurezza sono chiare, almeno per quanto riguarda il distanziamento. Settembre è dietro l’angolo e l’avvicinarsi del rientro a scuola rende necessario adottare in poco tempo misure risolutive.

Le aule degli istituti non basteranno più e serviranno nuovi spazi per le lezioni. Le palestre scolastiche e gli spazi decentrati verranno così adibiti per la didattica ma le associazioni e società sportive che li adoperavano in orario extra scolastico saranno messe alla porta.

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A Torino sono circa 315 le realtà interessate. Si tratta di 30 mila sportivi, tra professionisti e dilettanti, per un totale di 4 mila ore di attività settimanali nelle palestre degli istituti del capoluogo piemontese.

Non si tratta solo un problema di spazi, ma anche e soprattutto di tempistiche. La programmazione è infatti fondamentale per le associazioni del territorio. Da un lato, il rischio è quello di una ricaduta sull’offerta sportiva che andrebbe a condizionare lo stile di vita di amatori e agonisti. Dall’altro, la notevole riduzione dei posti di lavoro.

banchi in palestra
Sfratto dalle palestre scolastiche: a rischio società e associazioni sportive

Sfratto dalle palestre torinesi: mancano soluzioni alternative

Mancano soluzioni alternative al problema. Le società che utilizzano questi spazi non potranno permettersi di affittare sale private mantenendo i costi attuali. Ad esempio, la Polisportiva Gandhi che conta quasi 800 iscritti, sarebbe costretta a fermarsi: non sarebbe più possibile offrire lo stesso servizio a prezzo popolare dovendo pagare un nuovo spazio.

Lo stesso vale per le attività agonistiche come quelle della scherma Ramon-Fonst che operava in un locale in concessione in strada Mirafiori. Con queste incognite sul futuro è impossibile aprire le iscrizioni per il prossimo anno. Inoltre, si rischia di intaccare la forma fisica degli atleti che resteranno troppo tempo a riposo.

Il Comune di Torino sta cercando di adottare misure che rispondano alle esigenze della didattica e a quelle sportive ma il margine d’azione è ridotto. Stando ai numeri forniti dall’amministrazione, se effettivamente lo sfratto dalle palestre dovesse verificarsi, circa la metà degli impianti del settore pubblico dovrebbe essere lasciata libera. E niente più attività per le associazioni sportive torinesi. 

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