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Bar e ristoranti di Torino sono in sofferenza causa smart working.

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Bar e ristoranti di Torino continuano a soffrire: i clienti sono pochi e gli incassi ancora meno.

Uno dei settori maggiormente toccati dalla crisi dovuta alla pandemia e all’emergenza sanitaria è quello dei bar e ristoranti. 

C’è chi si è organizzato nelle settimane precedenti. Puntando ad esempio sul porta a porta, chi con l’e-commerce ma i numeri sono stati impietosi.

Tutto questo per il coronavirus.

Ma c’è un altro effetto secondario: bar e ristoranti di Torino segnalano un 70% di clienti in meno a causa dello smart working.

Cosa sta succedendo

In pratica succede che i bar e ristoranti di Torino prima hanno affrontato la chiusura obbligatoria, poi l’adeguamento alle nuove misure di sicurezza.

Adesso devono far fronte ad un decisivo calo di numero di clienti.

Le cause? Pare essere lo smart working.

Da quando hanno riaperto i bar e i ristoranti calcolano un 70% in meno di fatturato.

Mancano, infatti, gli impiegati che lavorano negli uffici in centro a Torino. Non fanno più colazione, non pranzano più fuori perché lavorano da casa.

Se a questo aggiungiamo anche che mancano le scuole e i turisti è facile capire la drammatica situazione in cui versano i bar e i ristoranti di Torino.

Se si pensa che dal mese di agosto prossimo sarà possibile licenziare, la situazione, ovviamente, diventerà gigantesca.

E sono sufficienti i numeri sulla città di Torino, con le 7800 attività e i 21 mila occupati. Posti di lavoro fortemente a rischio se dovesse perdurare ancora la situazione.

Purtroppo, quello della somministrazione è il settore che – per evidenti ragioni – ha chiuso per primo e riaperto per ultimo.

Inoltre quando hanno riaperto non lo hanno potuto fare a pieno regime, situazione che probabilmente non sarà modificata per un lungo periodo.

Solo la chiusura obbligata del lockdown, è stato stimato che abbia comportato la perdita di circa un terzo del fatturato annuo

A fronte di un netto calo delle entrate, però, gli esercenti sottolineano che i costi e le uscite sono rimate invariate. 

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