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Dal 3 giugno via libera anche per il Piemonte, Cirio non ha dubbi: “I dati sono positivi”

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Il governo dice sì agli spostamenti tra regioni a partire dal 3 giugno. Incluse Lombardia, Piemonte e Liguria, anche se, fino all’ultima firma di Conte, devono tenere le dita incrociate

Dal 3 giugno via libera agli spostamenti anche dal Piemonte. Questa è l’inclinazione che si può evincere dall’ultima riunione tra il premier Conte, i capi delegazione e il ministro della Salute Roberto Speranza che ha illustrato i dati regionali.

Per il momento nessuna situazione critica e tutti promossi (non senza qualche 6 politico). Ma Roma vuole aspettare ancora i numeri da qui al 2 giugno per metterci la firma.

“In alcune Regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo – ha detto il ministro Roberto Speranza all’Ansa – In altre il numero di casi è molto limitato”.

Nel complesso dunque il quadro è omogeneo e si può procedere con la riapertura delle frontiere. Sarà comunque necessario rispettare le norme di comportamento adottate già all’interno del territorio regionale: distanziamento, dispositivi di protezione e sanificazione degli ambienti.

Dal 3 giugno ci si può spostare dal Piemonte

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, è il primo che confida nelle riaperture del 3 giugno. Se in un primo momento si temeva uno slittamento dello sblocco, ora invece si inizia a guardare il bicchiere mezzo pieno.

La nostra regione, a quanto pare, rientra in tutti e 21 i parametri delineati dal ministero della Salute.

21 parametri per le riaperture
Tabella del Correre della Sera, 13 maggio 2020

Il numero di contagiati, quello dei decessi, quello dei ricoveri e quello del ricorso alla terapia intensiva è in calo. In aumento è invece la percentuale di guariti dal covid-19 (sono 17.594 in tutto il Piemonte).

Buona la capacità di monitorare i casi sintomatici (isolati in 3 giorni). Il valore Rt (la trasmissibilità del virus) è a 0,5 (cioè tende a esaurirsi, anziché a propagarsi) e il livello di rischio è basso.

Anche se resta alta l’incidenza (cioè i nuovi casi diagnosticati ogni 100mila abitanti) pari a 12. Contando che si attesta a 16 in Lombardia, mentre nelle altre realtà italiane si aggira intorno al 5.

Un altro punto da migliorare sarebbe quello delle tempistiche per effettuare i tamponi: il sistema piemontese fa ancora fatica a tenere testa al processo diagnostico.

La situazione attuale in Piemonte

Dall’ultimo report dell’Unità di Crisi sono stati registrati due decessi nella giornata di venerdì 29 maggio. Quelli accertati ieri anche se avvenuti precedentemente sono 13. Il totale arriva a 3.851 vittime positive al covid-19.

  • 643 ad Alessandria,
  • 233 ad Asti,
  • 203 a Biella,
  • 370 a Cuneo,
  • 332 a Novara,
  • 1695 a Torino,
  • 212 a Vercelli,
  • 125 nel Verbano-Cusio-Ossola,
  • oltre a 38 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

I nuovi casi positivi sono 56, di cui 14 nelle Rsa. Portano a 30.501 il totale di piemontesi contagiati.

I ricoveri in terapia intensiva sono 61 (-3 rispetto a al giorno prima), quelli ordinari 1.029 (-29). I positivi in isolamento domiciliare sono invece 4.568.

I tamponi eseguiti sono 309.497, di cui 171.546 risultati negativi.

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