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La mappa del virus in Piemonte: aumentano i guariti, ma pochi tamponi per i casi sospetti

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Calano i decessi e aumentano i guariti, l’andamento dell’epidemia sembra essere sotto controllo, ma si lavora poco di prevenzione. È caos test sierologici

Il virus in Piemonte non fa più le vittime di un mese fa. Una buona notizia che si aggiunge a quella del calo dei pazienti in terapia intensiva.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Unità di Crisi, nella giornata di giovedì si è verificato un solo decesso per covid-19. Mentre dai tabulati risultano 10 persone decedute certificate nella giornata di ieri che risalgono ai giorni precedenti.

In totale sono 3.838 i piemontesi affetti da covid e deceduti dall’inizio dell’epidemia ad oggi.

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I ricoveri in terapia intensiva attualmente sono (solo) 64, quattro in meno rispetto al giorno prima. Le persone ricoverati in altri reparti sono 1.058, sessanta in meno. Mentre i positivi in isolamento domiciliare sono 4.950.

Tutti dati che dovrebbero fornire dei punti in più al Piemonte per la pagella finale di domenica, quando si deciderà se aprire le frontiere regionali oppure no.

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Il virus in Piemonte: i nuovi contagi e i nuovi guariti

Un altro dato positivo riguarda il numero di guariti dal virus in Piemonte. Sono 593 in più rispetto alla rilevazione precedente arrivando così a 17.072 in totale. Altri 3.463 sono in via guarigione, cioè risultati negativi al primo tampone e che aspettano i risultati del secondo.

L’unico elemento in bilico rimane il numero di nuovi contagi, ancora troppo elevato rispetto alle altre regioni d’Italia (eccetto la Lombardia, dove il virus si propaga ancora più velocemente).

Sono 58 i positivi rilevati tra mercoledì e giovedì, di cui 19 provengono delle RSA.

In totale sono 30.445, così suddivisi su base provinciale:

  • Alessandria: 3.895
  • Asti: 1.806
  • Biella: 1.032
  • Cuneo: 2.759
  • Novara: 2.679
  • Torino: 15.527
  • Vercelli: 1.294
  • Verbano-Cusio-Ossola: 1.109
  • 253 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi

Il problema dei test sierologici e dei tamponi in Piemonte

Il problema in Piemonte rimane la carenza dei tamponi e dei test per scovare i positivi celati. Ieri ne sono stati eseguiti 5mila, di cui la metà servivano a certificare la guarigione dei malati. Mentre l’altra metà è andata a testare i sospetti positivi. Troppo pochi per prevenire l’accensione di nuovi focolai.

Sul fronte sierologici la questione è ancor più caotica. Chi si rivolge ai centri privati per effettuare il test e risulta positivo, dovrebbe fare richiesta al medico curante di un tampone per verificare l’attività o l’inattività del virus. Nel frattempo dovrebbe rimanere in quarantena finché non ha i risultati… ma qui le attese si fanno eterne.


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