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Apertura confini del Piemonte, Cirio è ottimista: “Tutti i parametri sono nella norma”

1997
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Con le nuove disposizioni sull’obbligo delle mascherina, il governatore del Piemonte è convinto di avere il benestare di Roma sugli spostamenti tra regioni

Sull’apertura dei confini del Piemonte il governatore Alberto Cirio si dice ottimista. Questa mattina si è riunito con l’Unità di Crisi e la task force per l’emergenza guidata da Ferruccio Fazio per fare il riepilogo della situazione.

Nel pomeriggio il report sull’andamento del contagio nella nostra regione raggiungerà la Conferenza Stato-Regioni e si ragionerà sulla questione delle aperture del 3 giugno.

Con il calo dei contagi e dei decessi e l’aumento dei guariti (vedi la mappa del virus in Piemonte), sia Fazio che Cirio si sentono fiduciosi nel presentare la pagella del Piemonte a Roma.

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L’unica voce fuori dal coro arriva dalla Fondazione Gimbe, l’associazione che tutela la ricerca scientifica per la salute dei cittadini.

Apertura dei confini del Piemonte? La Fondazione Gimbe dice no

Secondo la sua analisi, sarebbero tre le aree ancora a rischio quarantena: Lombardia, Piemonte e Liguria.

La percentuale dei tamponi positivi (3,8% in Piemonte, 6% in Lombardia, 5,8% in Liguria) e l’incidenza di nuovi casi per 100mila abitati (63 in Piemonte, 96 in Lombardia, 76 in Liguria) risultano ancora troppo alti rispetto alla media nazionale.

Senza contare la carenza di test diagnostici per individuare i nuovi positivi: in tutto il territorio piemontese se ne fanno solo 1.675 ogni 100mila abitanti. Una cifra irrisoria che se solo si alzasse porterebbe alla luce molti altri casi covid nascosti.

Ma la task force piemontese insiste col dire che la situazione è tranquilla e che si sta facendo tutto il possibile per monitorare l’andamento del virus.

Anche in via precauzionale. La nuova ordinanza di Cirio sull’obbligo delle mascherine (già attiva), infatti, mira non far salire l’asticella dei contagi e punta tutto sul senso di responsabilità dei cittadini.

Se i casi continuano a calare non c’è modo di preoccuparsi di una nuova imminente chiusura, dunque. Ma per dirlo bisogna aspettare lunedì.

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