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Crisi del settore agricolo, quest’estate niente frutta in tavola: 1 frutto su 5 sparirà

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Albicocche, pesche, ciliegie, meloni e limoni. Ma anche zucchine, calvolfiori e spinaci. Questa la lista nera di Coldiretti dei prodotti introvabili. Rincari dei prezzi su tutto il resto

È crisi nel settore agricolo e alimentare e i consumatori se ne sono già accorti. Molti prodotti di stagione non si trovano, mentre altri hanno subito dei forti rincari.

Stiamo parlando di albicocche, pesche, ciliegie, ma anche zucchine, spinaci, finocchi, e molti altri. Che tu vada nei mercati o nei supermercati li trovi a prezzi esorbitanti e tra qualche settimana non li troverai neanche più.

È così che iniziano a palesarsi le conseguenze dell’emergenza Coronavirus: sulle tavole degli italiani. A sottolinearlo è una ricerca condotta da Istat e Coldiretti che ha seguito l’andamento della produzione e vendita dei prodotti alimentari in tempo Covid.

La crisi del settore agricolo e le conseguenze del Coronavirus sulla tavola degli italiani

Sono numerosi i fattori che hanno contribuito alla crisi del settore agricolo e alimentare, già abbattuto dalla situazione climatica in cui riversava già prima dell’epidemia.

Sicuramente le misure di contenimento del virus hanno fortemente rallentato la produzione.

È vero che i mercati alimentari e i supermercati non sono stati toccati, ma la serrata di bar e ristoranti ha tolto una grossa fetta di mercato. E il calo di consumi si è notato eccome.

Senza contare l’impatto che ha avuto la chiusura delle frontiere: migliaia di lavoratori stranieri che ogni anno venivano in italia per lavorare nei campi non hanno potuto varcare il confine e le aziende agricole si sono trovate senza manodopera.

Proprio la carenza di braccianti ha segnato il colpo di grazia al settore. La poca frutta e verdura che viene prodotta rimane nei campi e non raggiungerà mai i bachi di mercati e supermercati.

Le aziende agricole, inoltre, devono fare i conti con la cassa integrazione dei lavoratori rimasti a casa, i fondi promessi dallo Stato che spesso tardano ad arrivare e le spese che, al contrario, sono sempre puntuali.

Un circolo vizioso che può sfociare solo in un modo: carenza di prodotti e rincari per i consumatori.

A farne le spese, dunque, ancora una volta siamo noi.

Istat e Coldiretti lanciano l’allarme: se adesso ci sono rincari, quest’estate sarà ancora peggio

L’andamento è molto chiaro: nelle prossime settimane potrebbe esserci una carenza fino al 30% di frutta e verdura.

Albicocche, pesche, ciliegie, meloni e limoni. Ma anche zucchine, cavolfiori, spinaci e una serie di legumi. Questa la lista nera di Coldiretti di tutti quei prodotti che saranno introvabili e non raggiungeranno più le nostre tavole. Si parla addirittura di 1 frutto su 5.

Ad aumentare, invece, saranno i prezzi di tutto il settore alimentare.

La frutta è lievitata dell’8,4%, la verdura del 5%. Poi c’è il pesce surgelato (+4,2%), il latte (+4,1%) e la pasta (+3,7%). Seguono i salumi, i formaggi e la carne.

Il problema ora riguarda la difesa del Made in Italy, tanto millantata in tempo di quarantena.

La ridotta disponibilità di prodotti nostrani, potrebbe indurre il consumatore a rivolgersi a mercati stranieri.

Ma Coldiretti lancia l’appello: controllate le etichette e preferite le produzioni locali, acquistate direttamente dai produttori o nei mercati specializzati. Solo così potremmo dare il nostro piccolo sostegno all’economia nazionale.


Lockdown e spesa alimentare: come sono cambiate le abitudini di acquisto

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