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Via libera a negozi bar e ristoranti il 18 maggio, esclusi Piemonte e Lombardia

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Le due regioni con più contagi dovranno aspettare il primo giugno per vedere riaperti negozi, bar, ristoranti, estetisti e parrucchieri

Via libera a negozi bar e ristoranti lunedì 18 maggio. Questo il responso dato dal Ministero della Salute, analizzando i dati del contagio in Italia.

Ma ci sono due grandi escluse: il Piemonte e la Lombardia, che insieme compongono la metà dei nuovi contagi di tutto lo Stivale.

In queste due regioni, nella top three delle aree più colpite dal Coronavirus, serve più prudenza e prognosi riservata. E secondo Roberto Speranza non ci sono ancora le condizioni idonee per riaprire.

Anche se ancora non è detta l’ultima parola, quella del Premier per intenderci.

Entro il fine settimana Giuseppe Conte entrerà nuovamente nelle case degli italiani per spiegare il nuovo Dpcm con le istruzioni per il secondo step della Fase due. Quello che riguarda la riapertura di bar, ristoranti e attività commerciali.

Mentre sicuramente stabilimenti balneari, palestre e campionato di calcio dovranno aspettare il primo giugno per ripartire.

Le Regioni partono in quarta: negozi bar e ristoranti riaprono il 18 maggio con o senza protocollo di sicurezza

Nel frattempo le Regioni continuano a scalpitare per una maggiore autonomia nelle scelte, ma il governo tira dritto e si consulta con la task force per decidere i prossimi passi da fare.

Il comitato di esperti si è riunito ieri per tirar giu un protocollo per la sicurezza dei clienti da mandare all’Inail. L’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, che ha appena pubblicato un report sui contagi sul posto di lavoro, dovrà visionare tale protocollo. Per poi renderlo pubblico a favore dei gestori dei locali che dovranno rialzare la saracinesca.

Una volta messo a punto il protocollo, si potrà dare il via a negozi, bar e ristoranti dal 18 maggio. Ma ci sono Regioni, come la Puglia, pronte a riaprire anche senza protocollo.

Le nuove regole per la riapertura dei locali

Tra le linee guida fornite dal Cts prevale ancora una volta la distanza di sicurezza.

Per quanto riguarda i ristoranti, ci dovrà essere un distanziamento tra i tavoli di almeno due metri. Meglio se all’aperto, anche perché l’aria condizionata non sarà ammessa.

Se a tavola si siedono persone già conviventi non ci sono problemi, in caso contrario il gestore del locale dovrà garantire la distanza interpersonale di almeno due metri, magari utilizzando divisori in plexiglass.

In cucina guanti e mascherina e distanziamento tra colleghi.

Per quanto concerne i bar si potrà consumare anche al bancone, ma mantenendo il distanziamento di un metro, servendosi di apposita segnaletica a terra.

Le nuove regole per la riapertura dei negozi

Nelle attività sotto i 25 metri quadri si potrà entrare uno per volta, mentre per i negozi più grandi la capienza massima andrà in base alla superficie (rispettando sempre la proporzione 1 cliente = 25 mq). Se possibile, la porta di entrata dovrà essere diversa da quella di uscita. In caso contrario dovrà essere l’esercente a gestire i flussi.

Ogni esercizio dovrà dotarsi di gel detergente all’entrata e si dovrà rispettare l’obbligo della mascherina. Obbligo esteso anche ai guanti per i negozi di scarpe e abbigliamento.

Le nuove regole per gli hotel

In hotel saranno chiusi gli spazi comuni e i pasti a buffet.

Si manterrà l’obbligo della mascherina in tutti gli ambienti e in ascensore si potrà andare uno per volta.

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