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Coronavirus, si allunga di altri sei mesi lo stato d’emergenza, ma arrivano novità da Conte

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La proposta di prorogare lo stato d’emergenza di altri sei mesi si inserisce nel Decreto Rilancio, il provvedimento del governo per affrontare la crisi socio-economica derivata dal Coronavirus

Altri sei mesi di stato d’emergenza per l’Italia. Questa la proposta della Protezione Civile arrivata sul tavolo del governo, a seguito di un’attenta analisi della situazione contagi.

L’attuale scadenza è fissata per il 31 luglio 2020, ma secondo la previsione degli esperti a quella data non saremo ancora usciti dal contesto emergenziale. Per questo è necessario prorogarlo di altri sei mesi, cioè fino al 31 gennaio 2021.

Alla base della proposta, da inserire nel Decreto Rilancio, ci sarebbe l’analisi della situazione epidemiologica.

Secondo gli ultimi dati rilevati, in Italia il numero di positivi sta calando e i guariti superano i 100mila. Ma, mentre alcune regioni iniziano a segnare zero positivi e zero decessi, altre mantengono i numeri di nuovi positivi sopra il centinaio e quello dei deceduti sopra la decina.

È il caso della Lombardia dove da un giorno all’altro i positivi sono incrementati di 502 unità e i morti sono stati 85. In Piemonte +181 contagiati e +26 decessi in ventiquattro ore.

Numeri che, in realtà, si riferiscono ai contagi di due settimane fa e riguardano ancora la Fase uno dell’emergenza.

E allora quando riusciremo a osservare gli effetti della Fase due e delle riaperture? Secondo gli esperti, si dovrà aspettare il 19 maggio per vedere nuovi movimenti nella curva del contagio, cioè almeno quindici giorni dopo il 4 maggio.

Di qua la necessità di allungare lo stato di emergenza preparandosi ad una nuova ondata.

Le novità del premier Conte

Dopo la lettera delle Regioni al governo, ci potrebbero essere delle novità per quanto riguarda le aperture delle attività commerciali.

Il Premier sta valutando, insieme ai governatori, alcune aperture anticipate: bar ristoranti e parrucchieri potrebbero così rialzare le serrande già il 18 maggio anziché il 1 giugno. Ma questo dipenderà da regione a regione.

Una riaccelerata dovuta anche all’imminenza dell’estate. Su questo tema il presidente del Consiglio prova a sbilanciarsi: “Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. “Anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele – ha poi aggiunto – per date e programmazione attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico”.

Per quanto riguarda le scuole, invece, è sicura una ripresa comune su tutto il territorio nazionali, senza differenziazioni.

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