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Inail, Piemonte seconda per “Infortuni sul lavoro”: 15mila contagiati e 14 morti per Covid

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L’Inail equipara il contagio da Coronavirus agli infortuni subiti sul posto di lavoro. La panoramica è tragica: i più esposti sono i lavori con costante contatto con il pubblico e il settore socio-sanitario.

L’Inail incorona il Piemonte come seconda regione d’Italia con più infortuni sul lavoro dovuti al Covid-19.

Il triste primato lo detiene ancora una volta la Lombardia , ma la nostra regione non se la passa di certo meglio. Sono 15mila i contagiati e 14 i morti.

A dirlo sono i dati raccolti dall’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, che equipara il contagio da Coronavirus a qualsiasi altro infortunio subito sul posto di lavoro.

In totale in Italia le denunce arrivate all’Inail – tra fine febbraio e il 4 maggio – sono più di 37mila. Di questi, 129 sono deceduti.

La maggior parte provengono dalla zona Nord Ovest (il 34,2% dalla Lombardia, il 14,9% dal Piemonte). Un quarto (25,2%) proviene dal Nord Est, via via a scalare per quanto riguarda Centro (12,5%), Sud (6%) e Isole (2,4%).

Secondo il report, il 71,5% di casi positivi sono donne, mentre il 28,5% sono uomini. Dato che si ribalta se contiamo i decessi.

Il Piemonte è seconda anche per numero di morti bianche. Mentre in Lombardia il 42,9% delle denunce totali si sono rivelate fatali, in Piemonte sono il 9,5%. Segue l’Emilia Romagna con il 8,7% e il Veneto con il 5,6%.

Quattordici le vittime in Piemonte, di cui solo quattro protocolli sono stati chiusi con il risarcimento alle famiglie. Gli altri dovranno ancora seguire ulteriori procedure, vista l’eccezionalità del contesto mai vissuto prima.

L’età media delle vittime è di 59 anni, in linea con la media nazionale.

Quali sono le categorie più a rischio?

Senza dubbio medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutti coloro che lavorano nel comparto medico o nel settore sociale e stanno a stretto contatto con i pazienti infetti. Il 73% delle denunce arriva proprio da questo ambito. Di queste, il 40% dei casi sono poi deceduti.

In secondo luogo, ci sono tutti i lavoratori che hanno contatti con il pubblico: gli addetti al front-office, i cassieri, gli addetti alle vendite, il personale addetto alle pulizie e i soccorritori delle ambulanze.

Il report, tuttavia, non tiene conto di tutte quelle categorie non assicurate, ma ugualmente esposte ad alto rischio. Sono i medici di famiglia, i medici liberi professionisti e i farmacisti.

Inail, Piemonte seconda per “infortuni sul lavoro”: 15mila contagiati e 14 morti per Covid – infografica dell’Inail

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