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Coronavirus: Taxi trasportano malati dimessi dagli ospedali?

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Coronavirus e taxi che portano a casa malati appena dimessi senza particolari protezioni. È la denuncia delle Associazioni sindacali degli operatori Taxi.

Lo scorso 25 Marzo, è stata trasmessa una comunicazione alle strutture sanitarie su come gestire le dimissioni dei malati coronavirus.

Quest’ultimi devono raggiungere le loro abitazioni con i mezzi delle strutture ospedaliere. Se ci sono i presupposti con mezzi propri ed è fatto assoluto divieto di usare mezzi pubblici.

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Oltre agli aspetti burocratici, sono ancora più drammatici gli aspetti relativi alla salute dei guidatori dei taxi e dei passeggeri. Infatti il Coronavirus ha creato una psicosi da contagio travolgendo tutto il settore. 

Un servizio che vive una doppia criticità. Da un lato quella economica, per la forte contrazione delle corse e dall’altra quella relativa alla sicurezza dei tassisti  e delle loro famiglie. 

Un settore già in crisi

Le auto bianche erano già in crisi con l’introduzione e la diffusione sempre più ampia di mezzi utilizzabili in affitto. I taxi stanno subendo delle conseguenze di dimensioni enormi che si stanno abbattendo sul settore a seguito dell’esplodere dell’emergenza Coronavirus.

I taxi sono fermi per ore nei posteggi e le strade sono semideserte. Il calo si attesta intorno al 70% con conseguente riduzione anche dei lavoratori dipendenti.

I taxi torinesi hanno cercato di attuare subito azioni per limitare il contagio:

  • uso di mascherine conformate e guanti in lattice
  • abitacolo con separatore tra conducente e passeggero

Il calo del settore è dovuto anche al blocco del turismo e degli affari, volani economici di tutti i tassisti d’Italia. Infatti l’uso dei taxi non è solo un uso privato. La maggior parte degli introiti avvengono con il settore turismo e commercio.

Fermi quindi i taxi che lavorano in particolare con il mondo del business. Le aziende hanno limitato notevolmente gli spostamenti dei loro dirigenti e tecnici.

Rimandati anche gli appuntamenti con la clientela soprattutto estera, perciò niente taxi da e per gli aeroporti, hotel, ristoranti. 

Si può prendere il taxi?

Come sappiamo il servizio taxi è attivo inteso come tutti i mezzi pubblici utilizzabili: tram, autobus treni e metropolitane. Resta comunque la regola che possono essere presi solo per motivi di salute, lavoro, necessità e assoluta urgenza, come stabilito dal Governo.

Anche sul taxi è indispensabile – oltre che obbligatorio – attenersi alle regole stabilite per la prevenzione da coronavirus. Indossare la mascherina, mantenere la distanza di sicurezza dal tassista e sono ammessi al massimo due passeggeri. Quindi:.

  • sono ammessi sul taxi al massimo due passeggeri
  • vietato sedersi di fianco al tassista
  • conducente e passeggeri devono indossare la mascherina di protezione
  • se possibile evitare i contanti e sostenere i pagamenti tramite Pos o App di prenotazione taxi

Se ci sono due passeggeri, questi devono sedersi sui sedili posteriori, ciascuno vicino al finestrino. Lasciare il posto nel mezzo libero, in modo da garantire la distanza di sicurezza. Il consiglio delle Autorità è di prendere il taxi uno alla volta quando è possibile. Mantenere i finestrini aperti in modo da favorire il ricircolo dell’aria.

Per cui possono prendere i taxi le persone che devono spostarsi per motivi di salute, lavoro, necessità e assoluta urgenza, motivazioni da dichiarare nel modulo di autocertificazione.

Attenzione a non eludere i divieti. Anche i taxi, come tutte le altre vetture, possono essere fermati da Polizia e Carabinieri e sottoposti ai controlli. I trasgressori rischiano fino a 3000 euro di multa.

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