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Torino, c’è chi dovrà pagare per avere le mascherine (gratuite) promesse dalla Regione

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Il Comune di Torino affida agli amministratori di condomini la distribuzione delle mascherine, ma le spese di consegna ricadranno nelle tasche dei cittadini

A Torino si dovranno pagare le mascherine (gratuite) promesse dalla Regione Piemonte. Sembra paradossale, ma una spiegazione c’è eccome.

Il Capoluogo piemontese, per la vastità del suo territorio, ha infatti affidato agli amministratori di condominio la distribuzione delle mascherine messe a disposizione dal governo regionale.

Consegnarle alle farmacie sarebbe stato impossibile per le lunghe code se si sarebbero create. Così è toccato agli amministratori prendersi l’onere dell’erogazione appartamento per appartamento.

Il problema è ci sono studi professionali che gestiscono più di 1000 alloggi alla volta e non possono proseguire autonomamente alla consegna dei dpi. Per la distribuzione devono avvalersi necessariamente di corrieri e servizi di consegna che hanno dei costi.

Così alcuni amministratori hanno deciso di addossarsi le spese, mentre altri dovranno rivalersi sui condomini. Ci sono aziende che chiedono anche 20 centesimi a mascherina, secondo quanto riportato da Alac (Associazione Liberi Amministratori Condominiali).

Senza contare i problemi di censimento degli effettivi abitanti negli stabili in poco tempo e con poco personale a disposizione. Insomma, non sarà facile né per i professionisti distribuire i dpi né per i cittadini riceverli.

Intanto l’assessore alla Protezione Civile, Alberto Unia, rassicura tutti. Secondo gli accordi presi, la distribuzione delle mascherine a Torino e in tutto il Piemonte dovrà avvenire a titolo gratuito. Se poi ci sono problemi, “lo possiamo fare noi grazie ai volontari”, ha detto.

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