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Piemonte, via ai test sierologici di nuova generazione anche per i cittadini

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È il test che analizza la risposta immunitaria dell’organismo per scoprire se è già entrato in contatto con il virus. Da oggi i comuni cittadini possono rivolgersi a laboratori privati per effettuarlo

Via libera ai test sierologici di nuova generazione in Piemonte anche per i comuni cittadini.

A comunicarlo è la Regione, dopo che qualche giorno prima ne aveva specificato l’uso solo per il personale sanitario. O meglio, la Regione Piemonte finora ha sempre seguito le disposizioni del Ministero della Salute che aveva avuto da ridire sull’attendibilità dei test che giravano fino a poco fa.

Tuttavia, in questi ultimi giorni sarebbero entrati in produzione altri test sierologici di nuova generazione, questa volta più affidabili, che hanno avuto il benestare del ministero.

Sono quelli che prevedono un prelievo di sangue e l’analisi degli anticorpi. Attraverso la ricerca di immunoglobuline IgM si può osservare il passaggio di Covid-19. Se il numero è elevato, in teoria, vuol dire che il virus è ancora presente nel corpo.

Il punto è che non esiste una tabella di lettura dei numeri e di conseguenza non c’è un’interpretazione univoca che possa accertare l’immunità o meno del soggetto sottoposto a test.

Ma nel frattempo che la ricerca si pronunci, non solo gli ospedali ma anche i datori di lavoro piemontesi, se vorranno e a proprie spese, potranno accertarsi dello stato di salute dei lavatori attraverso i test sierologici.

Così anche i comuni cittadini, che potranno finalmente rivolgersi a laboratori privati autorizzati.

In ogni caso l’approccio standard attivato dal sistema sanitario rimarrà quello del tampone rino-faringeo che si basa sulla ricerca dell’RNA del virus e individua la presenza del covid-19.

Test sierologici in Piemonte: è partito lo screening del personale sanitario

È partita ieri la maratona di test sierologici da effettuare sul personale sanitario degli ospedali e sui medici e pediatri di famiglia.

Secondo quanto specificato dall’assessore Luigi Icardi, si tratta essenzialmente di un’indagine a fine epidemiologico per analizzare la diffusione del virus.

Sarà un prelievo su base volontaria da analizzare nei laboratori selezionati piemontesi e il cui risultato verrà condiviso sulla piattaforma creata dal Csi Piemonte.

Le informazioni raccolte da questo test serviranno a identificare i luoghi e le persone più esposte al contagio e sviluppare strategie mirate di prevenzione, anche in vista di un eventuale vaccino.

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