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Il Piemonte in Fase due, ma non si sa se reggerà a lungo. Ora è tutto nelle mani dei cittadini

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In Piemonte il contagio rallenta meno rispetto alle altre regioni, l’epidemia è in ritardo di una settimana e con l’allentamento si teme la ricaduta

Il Piemonte oggi è entrato ufficialmente in Fase due, ma i numeri del contagio sono ancora da Fase uno.

Nonostante la riduzione di nuovi positivi e il calo dei decessi, la percentuale dell’andamento dell’epidemia è ancora alta (+0,92%). Cifra che porta il Piemonte ad essere la regione più a rischio di Italia, contando che la Lombardia sta salendo a colpi di 0,68%, l’Emilia Romagna a 0,64% e il Veneto a 0,52%.

Per di più, la nostra regione incide per il 13% sui casi totali nazionali.

A dare una spiegazione del fenomeno è la stessa Task force per l’emergenza presieduta dal dottor Ferruccio Fazio. Secondo l’ex ministro della Salute, la curva epidemiologica in Piemonte è in ritardo di sette giorni rispetto alle altre realtà.

Questo spiegherebbe l’asincronia con le altre regioni che si sono fiondate con più sicurezza nella fase della ripartenza.

A pesare è soprattutto l’alto numero di case di riposo sparse sul territorio piemontese, centri di focolai che hanno aggravato la situazione sanitaria in regione.

Poi c’è il caso Torino. Seconda provincia più colpita d’Italia dopo Milano. L’andamento del contagio è ancora sopra l’1% (1,40 per essere precisi), collezionando 13.790 casi. Motivo per cui il governatore del Piemonte ha dato il via libera al take away dappertutto tranne che nel capoluogo.

In ogni caso la Task force piemontese dovrà monitorare con cura l’andamento del contagio in regione, non solo per farne rapporto al governo, come disposto dal dpcm. Ma anche per frenare in tempo le riaperture della fase due in caso di eventuale ricaduta.

La fase due in Piemonte

Da oggi sono ripartite tre imprese su quattro nella nostra regione. 80Mila esercizi, invece, rimangono chiusi: tutti i bar, ristoranti e i negozi che devono rimanere serrati ancora per un po’.

Ritornano in servizio tutti i mezzi pubblici, pur con nuove norme di comportamento per i passeggeri. Non senza polemiche e diffide da parte dei sindacati che denunciano la mancata sicurezza dei conducenti.

Ritornano le auto e il traffico nelle strade principali e ritornano i runner al Valentino.

Ritornano persino le voci e i rumori di Porta Palazzo, chiuso per qualche settimana per poter riorganizzare gli accessi al mercato più grande della città. Solo banchi di alimentari e tutti distanziati.

Ora è tutto nelle mani dei cittadini.

Basta una distrazione o un comportamento sbagliato a far impennare nuovamente la curva e a far ricadere il Piemonte negli abissi della Fase uno. Tutto di nuovo chiuso e punto a capo.

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