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La settimana cruciale del Piemonte, Cirio incrocia le dita per il 4 maggio

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La giunta si riunisce per fare il punto sul Piemonte, ecco gli aggiornamenti e piani per la ripartenza. Cirio: “Guardiamo con speranza alla data del 4 maggio”. Ma ancora nulla è certo

Ieri, nel pieno dei festeggiamenti per il 25 aprile, si è riunita la giunta di Alberto Cirio in piazza Castello a Torino. Presidente e assessori tutti con la mascherina a fare il punto della situazione in Piemonte.

Il primo a dare i dati dell’andamento epidemiologico nella nostra regione è stato l’assessore alla sanità regionale Luigi Icardi. Dai grafici presentati dagli epidemiologi piemontesi è evidente la curva in discesa. Tolto il 60% relativo alle Rsa che ormai costituiscono fatto a sé. Diminuisce sia il numero di positivi (attualmente 24.549) che di deceduti (2803).

Numeri che arrivano proprio nel momento in cui il Piemonte supera l’Emilia Romagna e si piazza seconda tra le regioni d’Italia più colpite dal Coronavirus.

“Il valore assoluto dei nuovi contagi ogni giorno è ancora importante, – ha commentato il presidente Cirio – ma registriamo un calo di chi inizia ad ammalarsi e una costante riduzione dei ricoverati in terapia intensiva, passati dai 456 di quindici giorni fa agli attuali 250″.

Allo stesso tempo la Regione deve guardare avanti e pensare alla ripartenza.

La prossima settimana sarà presentato un disegno di legge, denominato RipartiPiemonte, con cui la Regione stanzia 800 milioni di euro (recuperati da risorse certificate da rimodulare) per far ripartire l’economia.

Nel caso in cui venisse approvato dal Consiglio regionale, potrà essere attivo entro la metà di maggio e permetterà a chi ne ha bisogno di accedere al fondo. Da tale fondo, 55 milioni (di cui 18 di provenienza nazionale) sarebbero destinati al personale sanitario.

“Guardiamo con speranza alla data del 4 maggio, – ha aggiunto Cirio – che dovrà essere confermata perché le regole e i tempi li dettano l’emergenza sanitaria. Ecco perché questa settimana sarà cruciale per il Piemonte”.

Se tutto andrà bene, dunque, anche la regione ai piedi delle Alpi potrà ripartire una volta sciolto il lockdown italiano.


Piemonte, tamponi e mascherine home made, la Regione punta alla ripartenza in autonomia

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