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Effetti Coronavirus sul Piemonte, cassa integrazione per migliaia di dipendenti Carrefour

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Effetti del Coronavirus sul Piemonte, Carrefour mette in cassa integrazione 4mila dipendenti


Gli effetti del Coronavirus sul Piemonte si stanno manifestando su ogni settore.


La diffusione dell’epidemia ha modificato drasticamente le abitudini di tutti. Non solo: si è verificato uno scossone all’economia abbastanza forte, tanto da risultare piuttosto influente su tutti i settori.


Una serie di rapidi e improvvisi cambiamenti, che hanno colto un po’ tutti alla sprovvista. Lo stesso discorso è valido per i supermercati, che ora si trovano in una situazione di stallo.


All’inizio dell’emergenza Coronavirus, infatti, gli store delle grandi catene della GDO si sono trovati ad affrontare situazioni mai viste prima. Scenari quasi apocalittici, con le corse dei cittadini ai supermercati per fare rifornimento di cibo e di beni di prima necessità in grandi quantità.

Un contesto piuttosto delicato, che aveva generato un aumento esponenziale del volume daffare del comparto in questione. In questo modo, però, i negozi hanno avuto bisogno di inserire nuovo personale per far fronte a tutte le richieste del caso.

Effetti Coronavirus sul Piemonte, cassa integrazione per migliaia di dipendenti Carrefour


Ora, con le nuove ordinanze in vigore, i passaggi e gli affollamenti all’interno dei supermercati sono stati notevolmente ridotti, tanto da rimettere in discussione la necessità delle aziende di assumere nuove risorse.


Il calo delle vendite, determinato dalla stabilizzazione della situazione (niente più assalti agli esercizi e prodotti comprati con frequenza ridotta) ha fatto sì che le prime aziende iniziassero ad adottare nuove misure, come il taglio dei lavoratori e la richiesta di sostegno economico attraverso gli ammortizzatori sociali.


L’esempio del Carrefour


A partire da questa settimana, è stata Carrefour a fare da apripista per questa nuova tendenza.
Il gruppo francese ha deciso di approfittare della cassa in deroga contenuta nel decreto Cura Italia, richiedendo la cassa integrazione per  4mila 472 dipendenti.


I lavoratori coinvolti lavorano nelle regioni del Nord Italia, con Piemonte e Lombardia a guidare la graduatoria (1.762 dipendenti la nostra regione e 1.449 per i nostri vicini). Le altre regioni coinvolte sono Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sardegna e Veneto.


La cassa integrazione durerà più di tre mesi e sarà attiva fino al prossimo 31 settimane.
Una decisione dettata, come detto in precedenza, dal calo dei guadagni.

Una conseguenza fisiologica, vista la differenza del volume di clientela e di spese da smaltire. I vertici aziendali si sono dunque accorti che la necessità di personale si sia nettamente ridotta, tanto da riportare alla normalità l’organico all’interno dei negozi.

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