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La Fase 2 del Coronavirus a Torino si fa al parco: le palestre si spostano nelle aree verdi

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La Fase 2 del Coronavirus è molto attesa dai cittadini di tutta Italia.
Si tratterà di un nuovo capitolo di questa triste vicenda, che vedrà l’introduzione di normative meno stringenti rispetto alle disposizioni attualmente in vigore.

Una serie di provvedimenti che dovrebbero allentare la morsa dei controlli e delle multe e che, di conseguenza, potrebbero consentire un maggior numero di movimenti in libertà.


A Torino da tempo viene lamentata l’eccessiva presenza di persone un giro per strada. La stragrande maggioranza dei cittadini a spasso, però, si dedica all’attività sportiva, per mantenersi in forma e per avere un buon motivo per uscire di casa.


Ora, però, a maggior ragione per i più sportivi, arrivano buone notizie


Le attività sportive all’aperto nei parchi torinesi


Tra le tante novità, infatti, si potrebbe assistere, con molta probabilità, allo spostamento delle palestre nei numerosi parchi delle città.


Una iniziativa che è partita dalla Sindaca del capoluogo piemontese. La prima cittadina ha affermato, in una diretta sui social, come possa essere importante poter uscire e conservare un buono stato di forma e salute. Pertanto, per coniugare questi due aspetti, le palestre cittadine potrebbero essere anche spostate nei parchi della città.


La proposta ha una molteplice valenza. Al di là degli aspetti umani, la Regione punta a dare più respiro a palestre e personal trainer, che avrebbero così maggiori possibilità di guadagno.

Una leva necessaria per far ripartire un settore che, come molti altri, è al palo da due mesi, con conseguenze molto gravi su intere famiglie.


Per tutto ciò, ovviamente, serviranno molti controlli, mascherine e distanze di sicurezza. Proprio per la produzione di mascherine ci si dovrà attrezzare diversamente, per far fronte all’emergenza in maniera efficace, portando avanti contatti interpersonali. 


Il tutto sarà sottoposto a un’attenta analisi e, nel caso, anche a delle revisioni. Come è noto, infatti, l’ultima parola spetta alla 

Regione e al GovernoCentrale, che dovranno stabilire cosa sarà possibile fare e cosa no. In caso di mantenimento delle attuali regole di sicurezza, una simile proposta sarebbe di difficile attuazione nella vita di tutti i giorni.

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