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Fase due a tentoni, prima si riaprono le fabbriche, più avanti negozi, ristoranti e bar

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Colao e i suoi stanno definendo la “Fase due” dell’Italia: prima si riaprono le fabbriche. Negozi, ristoranti e bar rimarranno chiusi almeno fino al 18 maggio

Su un punto non ci sono dubbi: prima si riaprono le fabbriche, poi si vedrà. Sarà una “Fase due” a tentoni quella che si presta a vivere l’Italia. Prima di spingersi oltre bisognerà analizzare le conseguenze della parziale riapertura sull’andamento dell’epidemia.

Attualmente i dati a disposizione della Protezione civile indicano una certa stabilità. Ogni giorno ci sono sempre meno casi, anche se si tratta di una frenata quasi impercettibile. Ma soprattutto calano i decessi: tra ieri e oggi (lunedì 20 aprile) sono 443 in più, mentre sabato erano 482. Meno ricoverati in terapia intensiva e sempre più guariti. Numeri che ci fanno ben sperare ma che, come sempre, dobbiamo prendere con la pinze.

Anche per questo la Task force di Conte non ha ceduto alle pressioni di alcune regioni a riaprire le fabbriche già il 27 aprile. Servono altri 7 giorni per definire il piano di sicurezza dei lavoratori in modo preciso e puntuale.

E poi deve ancora attivarsi la famosa app in grado di tracciare i contagiati. Insieme alla tecnologia, si manderanno in campo altri medici e infermieri per rinforzare le Asl che, secondo i piani della Fase due, avranno un ruolo centrale nella rilevazione dei casi positivi sul territorio. Sicuramente un’iniziativa utile ad alleggerire il carico degli ospedali che hanno affrontato da soli la fase clou dell’emergenza.

Finisce il lockdown e riaprono le fabbriche

Il settore industriale sarà il primo a riavviare il motore all’allentamento del lockdown previsto per il 4 maggio.

Alcuni protocolli, firmati da imprese e sindacati, sono già pronti e prevedono la riorganizzazione della filiera produttiva tenendo conto del distanziamento tra gli operai. E, ovviamente, mascherina obbligatoria. Le mense e i reparti non indispensabili rimarranno chiusi e, dove possibile, si continuerà con lo smart working.

È prevista poi una diversa distribuzione dei turni di lavoro per evitare il traffico tra le 7 e le 8, e quello delle 18 al rientro a casa.

Persino i mezzi pubblici dovranno essere ripensati: entrata e uscita diversificata, posti alternati e limitati, utilizzo di strumenti conta-persone o controllori a bordo per verificare il distanziamento. La metropolitana potrebbe invece rivedere il sistema dei tornelli per non incappare in assembramenti e verrà misurata la temperatura corporea all’ingresso.

Negozi, ristoranti e bar non riapriranno prima del 18 maggio

Una volta riaperti gli stabilimenti industriali, si dovrà monitorare con cura l’andamento della curva del contagio.

Solo allora il premier si potrà sbilanciare a riaprire negozi, bar e ristoranti, che in ogni caso avranno bisogno di un protocollo ad hoc per garantire la sicurezza e la salute di lavoratori e clienti.

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