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Fase due per fasce d’età, anziani in quarantena anche dopo il 4 maggio

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Si ipotizza una fase due scaglionata per fasce d’età, la spinosa proposta di trattenere gli anziani in quarantena anche dopo il 4 maggio

Sarà una fase due differenziata, quella che incontrerà l’Italia una volta scaduto il lockdown del 4 maggio ed è in fase di disamina la possibilità di lasciare gli anziani ancora in quarantena superata quella data.

In questi giorni il team del premier Conte è al lavoro per definire il piano delle riaperture della fase due. Ma non sarà una ripresa uguale per tutti, nonostante il Governo stia cercando di coordinare le attività delle varie regioni.

Per far ripartire l’Italia bisognerà considerare le singole realtà regionali e l’andamento del contagio nelle diverse zone, anche all’interno della stessa regione. Al sud d’Italia, per esempio, si inizia a pensare di riaprire varie attività, vista la bassa percentuale di contagi e decessi, mentre alcune aree a nord del Paese sono ancora ad alto rischio.

Per questo ci sarà un minore allentamento per il Piemonte e per la Lombardia. Ma anche per parte dell’Emilia, delle Marche e del Veneto.

La fase due per età

Al criterio territoriale, molto probabilmente, verrà affiancato anche un criterio anagrafico.

Si sta valutando una fase due scaglionata per fasce d’età, in modo tale da tenere gli anziani in quarantena anche dopo il 4 maggio. Un’idea molto dibattuta, che tiene in considerazione l’alto rischio di complicanze a cui sono sottoposti gli over 65 nel caso in cui dovessero contrarre il Coronavirus. Molti di loro hanno contratto il covid-19 tramite figli e nipoti asintomatici e ne hanno fatto le spese.

Per questo si pensa a proteggere maggiormente questa generazione, soprattutto coloro che presentano altre patologie. Per loro sarebbero garantiti servizi di assistenza domiciliare e la possibilità di uscire soltanto per fare la spesa con percorsi diversificati.

Una proposta che, tuttavia, non convince. “Si tratta di una misura discriminatoria nei confronti di una parte molto consistente della popolazione – hanno dichiarato i sindacati dei pensionati – che ha già sofferto tanto a causa dell’emergenza”. C’è da considerare il fatto che l’assenza prolungata di attività motoria e sociale può riversarsi negativamente sullo stato psico-fisico delle persone di una certa età.

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