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Fase due, ecco il piano delle riaperture, ma non varrà per tutte le Regioni

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L’italia si prepara alla Fase due, in via di definizione il piano delle riaperture in vista dell’allentamento del lockdown del 4 maggio. Ma Piemonte e Lombardia dovranno ancora pazientare

Maggio è vicino e l’Italia si sta preparando alla rinomata Fase due dell’emergenza Coronavirus e alle riaperture delle attività.

Il premier Conte in questi giorni si è riunito con la Task force di esperti, presieduta da Vittorio Colao, e con il Comitato tecnico scientifico per definire il piano delle riaperture del 4 maggio, data in cui è previsto l’allentamento del lockdown.

Si tratta di “un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione”, come l’ha definito il Presidente del Consiglio.

Insomma, una sorta di armistizio che possa incrociare il benessere degli italiani e la necessità di una ripartenza economico-produttiva del Paese dopo quasi due mesi di blocco totale.

Il Governo si sta muovendo su due direttrici principali. Da una parte il rafforzamento dei Covid-hospital, l’introduzione di strumenti tecnologici di controllo del contagio e l’incremento dei test per tenere a bada eventuali focolai. Dall’altra la ridefinizione di modelli organizzativi e lavorativi che possano venire incontro alle esigenze delle associazioni di categoria e allo stesso tempo rimettere in sella il Paese.

Per questo si sta pensando già da ora, a due settimane dalla annunciata fine del lockdown, a definire il piano delle riaperture nella fase due.

Ma quali sono i settori che riapriranno alla fine del lockdown?

Scordatevi di tornare alla vita che avete lasciato prima dell’arrivo del Coronavirus.

La cosiddetta “Fase due”, sarà quella di convivenza con il virus e di attenzione costante nel rispetto delle misure igienico-sanitarie. Tra cui l’obbligo di indossare la mascherina per uscire.

Il covid continuerà a viaggiare con noi ancora per qualche mese e tutti noi dovremo rispettare alcune regole per non incombere nel “contagio di ritorno”, cioè una seconda e più grave ondata.

La ripresa delle attività sarà dunque graduale e non sarà uguale per tutte le Regioni.

Le attività produttive a basso rischio – ripartiranno dal 4 maggio

Tra le attività che ripartiranno il 4 maggio ci sono i settori legati all’automotive, buona parte dell’industria manifatturiera (tessile, pelletterie, mobili) e metallurgica, cave e miniere, edilizia, servizi di supporto alle imprese e commercio all’ingrosso.

Per la ripartenza di questi settori sono previsti turni di lavoro più brevi e scaglionati (possibilmente anche nel fine settimana), per garantire la sicurezza dei lavoratori. In questo modo si eviterà la cosiddetta “ora di punta” al mattino e alla sera e si potrà schivare l’affollamento sui mezzi pubblici. I lavoratori indosseranno i dpi forniti dalle aziende e la loro temperatura corporea verrà misurata all’ingresso.

Sport all’aperto, aree gioco per bambini e parchi – possibile riapertura dal 4 maggio

Mentre le palestre rimarranno chiuse ancora per un po’, il Governo sta considerando di allentare la presa sullo sport all’aperto individuale già dal 4 maggio. Lo stesso per quanto riguarda le aree gioco per bambini e i parchi, ma con regole specifiche di ingresso e distanziamento. Anche gli atleti potranno riprendere gli allenamenti individuali.

Fase due, ecco il piano delle riaperture, ma non varrà per tutte le Regioni (foto: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Bar ristoranti e negozi – non riapriranno prima di metà maggio

La riapertura delle attività commerciali è molto dibattuta. Di sicuro non rientra tra le priorità del 4 maggio, ma le nuove regole di distanziamento dei clienti e ingressi limitati sono in fase di definizione. Misure stringenti toccheranno anche e soprattutto parrucchieri ed estetisti.

I settori esclusi dalle riaperture nella fase due

Tra i settori esclusi dalla riapertura del 4 maggio ci sono le discoteche, i cinema e i teatri, che verosimilmente saranno gli ultimi a riaprire.

I tribunali riprenderanno le loro attività a partire dall’11 maggio, mentre le scuole non riabbracceranno gli studenti prima di settembre. Tuttavia, si sta pensando di organizzare dei campi scuola estivi per aiutare le famiglie.

Alcune novità della Fase due

Orti e stabilimenti balneari

E’ possibile muoversi per andare a curare il proprio orto o terreno (no giardini delle seconde case) se si coltiva per l’autoproduzione. Allo stesso modo i gestori degli stabilimenti balneari potranno accedere ai propri lidi per motivi di vigilanza o manutenzione. Mentre le spiagge rimangono chiuse al pubblico in attesa di nuovi provvedimenti per l’estate.

Trasporti

Quello dei mezzi pubblici rimane uno dei punti chiave per la sicurezza dei cittadini. Tra le misure pensate rientrano: il controllo della temperatura per accedere in metropolitana, riduzione dei posti sui mezzi, distanziamento di sicurezza e ingresso controllato. Per quanto riguarda i taxi, si vuole estendere l’iniziativa partita a Torino dei divisori in plexiglass.

Una Fase due diversa per Piemonte e Lombardia: meno riaperture

La curva del contagio a livello nazionale sta rallentando, è vero, ma non in modo omogeneo in tutte le Regioni d’Italia.

Ci sono aree che contano una bassa percentuale di contagi e decessi come Molise e Basilicata. Anche Puglia, Calabria e Sicilia hanno registrato un progressivo rallentamento del contagio da Covid-19. Per queste aree è prevista una pronta ripresa delle attività, mentre per altre ci sarà un minore allentamento.

Parliamo di Piemonte, Lombardia, parte dell’Emilia Romagna (in particolare le province di Piacenza, Rimini e Ravenna) e delle Marche (provincia di Pesaro), oltre alla zona occidentale del Veneto.


La Fase due in Piemonte secondo Cirio

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