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Il Piemonte manda indietro medici e infermieri proposti da Roma, scoppia la polemica

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Al centro della diatriba uno scambio di mail tra Mario Raviolo, responsabile dell’emergenza regionale e la Protezione Civile Nazionale: il Piemonte avrebbe rinunciato ai rinforzi di Roma

Il Piemonte manda indietro medici e infermieri proposti da Roma e ora si ritrova senza rinforzi: la polemica emersa da La Repubblica.

Ma facciamo un passo indietro per capire cosa è successo.

È mercoledì e la Protezione Civile Nazionale si riunisce in conferenza stampa. Borrelli annuncia che sono in partenza 71 persone tra medici e infermieri da mandare alle Regioni per supportare il carico dell’emergenza sanitaria. Ma tra quelle citate manca il Piemonte. Per essere la seconda regione italiana più colpita dal Coronavirus, si tratta di una scelta parecchio bizzarra.

Ecco che in data odierna arriva quella che plausibilmente sembra essere la risposta al dilemma. Spulciando tra le mail, esce una conversazione tra Mario Raviolo, responsabile del 118 ed ex-coordinatore dell’Unità di Crisi prima dell’insediamento di Vincenzo Coccolo, e la Protezione Civile Nazionale.

Nella comunicazione, datata sabato 11 aprile, Raviolo avrebbe di fatto rinunciato al personale sanitario offerto da Roma. La motivazione? Il Piemonte è autosufficiente e la “fase ospedaliera è in lieve remissione”, per cui non sono necessari ulteriori rinforzi.

Una risposta che sembra non tenere conto delle richieste dei vari direttori degli ospedali piemontesi di medici e infermieri con esperienza. Tanto meno del bisogno di Verduno di nuovo personale, vedendo andare via i medici con contratto già scaduto.

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Il Piemonte manda indietro medici e infermieri proposti da Roma, scoppia la polemica (fonte foto: dire.it)

Per di più, Raviolo avrebbe dato via libera al rientro del personale già inviato. Non si sa se si riferisce agli infermieri rimasti in quarantena a Torino o ai medici arrivati nel capoluogo piemonte insieme al ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia.

A questo punto l’Unità di Crisi cerca di mettere le toppe al malinteso nato tra Piemonte e Roma a causa della corrispondenza elettronica. Chiede scusa alla Protezione Civile e richiede nuovamente il personale sanitario, ma invano.

A quanto pare, la seconda regione più colpita dal Coronavirus dovrà, ancora per un po’, vedersela da sola.

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