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Arrivano in Piemonte nuovi medici per il Coronavirus: 21 volontari per combattere il virus

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In Piemonte nuovi medici per il Coronavirus: i volontari in arrivo da Cuba

Arrivano in Piemonte nuovi medici per il Coronavirus.

In queste settimane di forte emergenza per tutto il Paese, in particolar modo per il Nord Italia, occorrono soluzioni straordinarie per poter far fronte alle difficoltà.

Il virus, che sta coinvolgendo con conseguenze più o meno gravi tutte le regioni, deve essere combattuto con l’aiuto di tutte le risorse disponibili. Così, oltre alle disposizioni del Governo centrale sull’apertura di un bando per reperire infermieri e medici volontari, arrivano i rinforzi anche dall’estero.

Infatti, nella giornata di lunedì 13 aprile sbarcano a Caselle i professionisti provenienti da Cuba. Un dono giunto dopo le richieste di aiuto da parte del Piemonte, con l’appello che è stato immediatamente accolto. All’ombra della Mole ci saranno dunque dottori, epidemiologi, anestesisti, rianimatori e infermieri, che prenderanno parte a questa sfida. Una battaglia da combattere in prima linea, alla quale i 21 medici e i 16 infermieri della Brigada Henry Reeve hanno risposto “presente”.

L’arrivo in città degli altri medici e l’esperienza delle Ogr

Gli operatori provenienti da Cuba saranno attivi presso le OGR fino a che l’emergenza non sarà rientrata.

La struttura che ospitava le Officine Grandi Riparazioni si è resa disponibile per accogliere ben 100 posti in terapia subintensiva. I posti sono anche utilizzati per le degenze.

Si tratta di uno dei primi casi di strutture non originariamente adibite a uso sanitario ad essere utilizzate per questo genere di circostanze.

Le OGR di Torino si sono dunque trasformate in uno dei primi presidi cittadini non ospedalieri contro il Coronavirus. Con questa novità, i posti letto in terapia intensiva in Piemonte sono saliti a quota 570, tenendo conto anche di quelli dell’ospedale di Verduno.

La presenza di questo nuovo rinforzo si rivela dunque fondamentale, perché serve lo sforzo di tutti per fare fronte a questa emergenza senza precedenti. Il lavoro di medici, infermieri e addetti è stato finora impeccabile, ma occorre l’impiego di qualsiasi risorsa a disposizione per contenere la diffusione del virus.

L’arrivo dei professionisti stranieri si aggiunge alle misure partite da Roma. Dal Governo è stato avviato, nelle scorse settimane, uno smistamento di tutti i coraggiosi e disponibili che hanno risposto alla ricerca lanciata. A Torino sono già arrivati, all’inizio di questo mese, gli addetti assegnati alle strutture ospedaliere locali tra coloro che attendono un posto (avendone i requisiti) e chi invece non è più in servizio (dopo aver maturato il diritto al pensionamento).

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