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Torino, i dirigenti Gtt si tagliano lo stipendio per sostenere gli autisti rimasti a casa

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Emergenza Coronavirus, mancano i passeggeri e più di metà del personale Gtt rimane a casa: i dirigenti Gtt si tagliano lo stipendio per la cassa integrazione di autisti e dipendenti

Arriva l’accordo tra l’azienda dei trasporti torinesi e i sindacati. A seguito dell’emergenza sanitaria verrà istituito un fondo di integrazione salariale a sostegno degli autisti e dei dipendenti che in questo periodo sono costretti alla cassa integrazione.

Sono 2.450 su 4.242 i dipendenti rimasti a casa, il 58%. La causa principale? Il taglio delle corse, la chiusura degli uffici e la forte riduzione dei passeggeri.

“Su tutta la rete i passeggeri sono diminuiti di circa il 90% – dicono da Gtt – e si è avuta una conseguente fortissima riduzione dei ricavi da biglietti e abbonamenti. I problemi economici causati dall’emergenza sanitaria sul trasporto pubblico sono enormi”.

La cassa integrazione non basta ed entra in gioco un fondo solidale interno rabboccato dalle retribuzioni dei manager del gruppo. I dirigenti Gtt, su base volontaria, taglieranno parte del loro stipendio per aiutare autisti e personale in cassa.

I dipendenti potranno accedere al fondo a rotazione, per di più sarà attiva “un’assicurazione Covid”: assistenza medica e, in caso di necessità, una diaria da ricovero che permette di ricevere un rimborso fino a dieci giorni di ricovero ospedaliero.

Ma ad una condizione: che le istituzioni locali e governative garantiscano le risorse future “per mantenere alto il livello del servizio del trasporto pubblico”.

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