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Coronavirus, crescono i contagi nella provincia di Torino, paura nelle case di riposo

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Crescono i contagi da Coronavirus nei comuni della provincia di Torino. Focolai nelle case di riposo di Trofarello, Nichelino e Brusasco

È difficile fare la conta dei contagi nei comuni della provincia di Torino, gli stessi sindaci ne fanno presente. Altri, per scelta non vogliono rivelare i dati. Ma la tendenza mostra un aumento dei casi in vari comuni e un campanello d’allarme per alcune case di riposo.

Sono stati avviati i tamponi nella Rsa San Matteo di Nichelino, dove si è registrato già un decesso. In città i casi positivi sarebbero più di 80. Numeri che non hanno scoraggiato due cittadini, multati per essere andati a lavare la macchina in pieno periodo di crisi.

Paura anche a Trofarello, nella casa di riposo Trisoglio: altri due ospiti, ricoverati all’Ospedale Santa Croce di Moncalieri, sono deceduti. Il Covid19 ha complicato ulteriormente il loro debole quadro clinico.

La Rsa Biancaneve di Borgaretto, invece, ha accertato la positività di un ospite e un operatore socio sanitario.

A Moncalieri i casi positivi hanno superato il centinaio, così come a Rivoli.

Grandi numeri anche a Carmagnola: il sindaco Ivana Gaveglio comunica la positività di almeno una cinquantina di persone.

Beinasco conta 20 positivi, due in più rispetto a inizio settimana e sale la preoccupazione tra i cittadini. Mentre Piossasco se la vede male con i decessi: 3 vittime nel comune.

Nel Canavese, non ce l’ha fatta l’anziano ospite della casa di riposto di Bosconero ricoverato all’Ospedale di Ciriè. Segnate dal covid19 anche altri ospiti della Rsa gestita dalla parrocchia e lo stesso parroco, don Pierfranco. Venticinque persone in quarantena nel piccolo comune.

Conta sette morti, invece, la Residenza Annunziata di Brusasco, frazione Marcorengo, nel Chivassese. Sono deceduti uno dopo l’altro, ma solo un caso è stato confermato positivo al Coronavirus. Il presidente della cooperativa che gestisce la struttura, Roberto Amateis, ha fatto isolare i 48 ospiti in camere singole. Un infermiere e cinque operatori socio sanitari si trovano attualmente a casa in quarantena. La sindaca Luciana Trombadore ha espresso al sua vicinanza nei confronti delle famiglie delle vittime. “Ringraziamo chi ci ha donato mascherine, guanti, termometri e tutto il necessario per poter far lavorare gli operatori in sicurezza”, ha detto annunciando l’attivazione dei tamponi entro lunedì.

Il numero di contagi negli altri comuni della Provincia di Torino

Incubo nell’hotel di Sauze d’Oulx

A Sauze d’Oulx, sulle valli Olimpiche, da una ventina di giorni sono ci sono dieci persone bloccate dentro un hotel. “Non ci è stata data la possibilità di fare il tampone, quindi non sappiamo chi di noi sia stato contagiato, né possiamo prevedere quando questo incubo finirà”, ha detto Giusi Bruschi, proprietà della struttura ricettiva, intervistata da La Stampa.

L’ultimo weekend prima del DPCM che ha bloccato l’italia, l’hotel ha registrato il tutto esaurito e non è stato possibile distanziare i turisti. Da qui la scelta del personale di autoisolarsi all’interno della struttura da lunedì 9 marzo per la sicurezza dei loro familiari.

Ma pochi giorni dopo il fratello della proprietaria, Bruno, è stato ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale di Susa. Dopo Bruno, anche lo chef ha manifestato alcuni dei sintomi del virus: si trova ora isolato in una camera dell’hotel.

“Qualche giorno fa i volontari del soccorso alpino ci hanno portato i viveri e le mascherine lavabili di cui eravamo rimasti privi – racconta Giusi – ed il sindaco ci chiama ogni giorno, ma è sempre più difficile andare avanti”.

Ancor più difficile sarà in vista delle previsioni meteorologiche: da stasera, infatti, sono previste forti nevicate in Piemonte.

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