Home Articoli HP Torino, per la Metro 2 la Sindaca cambia idea e cerca fondi...

Torino, per la Metro 2 la Sindaca cambia idea e cerca fondi dai privati

Metro 2 Torino
Torino, per la Metro 2 la Sindaca cambia idea e cerca fondi dai privati (fonte foto: torinonews24.it)
Tempo di lettura: 2 minuti

I soldi dello Stato per realizzare la metro 2 di Torino non bastano, il Comune cambia rotta e chiede fondi ai privati: il piano per rilanciare l’economia abbattuta dal Coronavirus

La città di Torino riparte in contropiede e anticipa le mosse del Governo. A quanto pare nelle prossime settimane verrà emesso un nuovo decreto per rilanciare l’economia del Paese una volta superata la crisi Coronavirus. Al vaglio la ripartenza delle grandi opere di infrastruttura su modello del ponte Morandi di Genova.

Tra le opere in lista non manca la Metro 2 di Torino, ormai da qualche anno tra i pensieri della Sindaca Chiara Appendino.

Se inizialmente si pensava ad un progetto totalmente pubblico, ora si vuole concedere l’immissione dei privati. Un nuovo cambio di rotta da parte dell’amministrazione che ha girato il timone più e più volte in questi ultimi mesi.

Il punto è che la Metro 2 di Torino costa 5 miliardi e i soldi dello Stato attualmente disponibili sono 828 milioni suddivisi in 12 anni. Non bastano per realizzare nemmeno un lotto dell’opera. Da qui la necessità di inglobare i privati per il 40% nella costruzione e nella gestione dell’infrastruttura.

Un grande progetto che prevede 32 chilometri di tragitto intervallato da 28 stazioni da Nord (Pescarito) a Sud (Orbassano) che vedrà l’unione di pubblico e privato.

Per fare ciò l’amministrazione comunale chiederà una modifica del codice degli appalti, per arrivare ad avere il contributo del 60% da parte dello Stato (al momento fermo al 49%). Nel caso in cui entrerà in vigore il modello Morandi, la sindaca di Torino otterrebbe il ruolo di commissario straordinario per la realizzazione della Metro 2 e i tempi per assegnare gli appalti si ridurrebbero in modo significativo.

Una volta superata l’emergenza Coronavirus, “la Città avrà assoluta necessità di imprimere un’accelerazione alle infrastrutture”, dicono da Palazzo Civico. Ma in Sala Rossa emergono i primi dubbi.

“Restano tanti nodi – commenta Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd – la scelta di quale lotto far partire, quale tecnologia usare, quale il ruolo di Gtt e di InfraTo e quali modifiche al piano regolatore”.

Secondo quanto annunciato pubblicamente, la giunta sarebbe intenzionata a partire con la tratta Rebaudengo-Porta Nuova. Anche se la scelta più logica – secondo le stime sui passeggeri – sarebbe la tratta a sud verso Anselmetti. Di lì passerebbero gli utenti per il Politecnico, per lo Stadio del Toro e Mirafiori.

Troppi ancora i punti da chiarire immersi in un’incognita ancora più grande: la fine dell’emergenza Coronavirus.