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Il Coronavirus massacra anche i taxi di Torino: affari calati del 70%

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Il Coronavirus si abbatte anche sui taxi di Torino: affari in del 70% rispetto a un mese fa

Il Coronavirus sta facendo sentire i suoi effetti anche sui taxi di Torino.
Le auto bianche stanno infatti attraversando un periodo di grossa difficoltà, dovuto alla crisi e alla grande diffusione dei veicoli in condivisione (auto e moto su tutti). A pesare sulla situazione c’è ora anche il virus, che sta ulteriormente limitando il giro d’affari degli imprenditori di questo settore.

A rivelarlo è stato Alberto Aimone Cat, il presidente della cooperativa dei taxi torinesi. In un’intervista rilasciata a La Stampa ha reso noti i dettagli di questo dramma a livello economico.

I circa 1600 taxi circolanti per il capoluogo piemontese, nel periodo precedente allo scoppio dell’emergenza, riuscivano ad effettuare anche tra le 10 e le 15 corse giornaliere. Al momento, il volume si è ridotto notevolmente, con un calo fino a 3 o 4 corse quotidiani.

Una simile flessione, tradotta in termini percentuali, rappresenta una perdita del 60/70% del giro d’affari. Un vero e proprio colpo da KO, per un settore che era già molto esposto alle condizioni di difficoltà in cui si trovava il nostro sistema economico. 

I rimedi attuati dai taxi di Torino

Per cercare di contrastare il propagarsi dell’epidemia, i taxi torinesi stanno cercando di attrezzarsi, per la tutela della salute dei conducenti e dei passeggeri.

Sono già partite le richieste delle mascherine al Comune di Torino, che dovrà procurare le protezioni in grande quantità per i tassisti. Tra essi, infatti, vi sono stati alcuni casi di contatto con clienti positivi al Coronavirus. Pertanto si è optato per il contenimento della diffusione del virus attraverso il riposo a casa e con modifiche ai veicoli. Questi ultimi sono stati muniti di separatori di diverso materiale (come il cellophane e la plastica), allo scopo di rendere più sicuro il trasporto.

Una situazione piuttosto preoccupante, arricchita da un altro scenario: la presenza, durante la notte, di numerosi spacciatori, che continuano a popolare le vie e i parchi della città. Una città già resa spettrale dalla quarantena, che diventa ancora meno sicura per coloro che, per ore, rimangono ad aspettare una chiamata nel proprio parcheggio.

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