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Coronavirus, in Piemonte 66 decessi in 24 ore, tra questi due operatori sanitari

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È il giorno più duro in Piemonte da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus: in sole 24 ore 66 decessi e 673 positivi in più. La telefonata di Mattarella a Cirio

Il presidente Alberto Cirio l’aveva detto che non bisognava illudersi. Solo ieri parevano giungere le prime buone notizie di rallentamento dell’epidemia, ma nella serata il conto dei contagiati e dei decessi ha fatto riabbassare la testa. Quella di ieri, martedì 24 marzo, è stata la giornata più dura dall’inizio dell’emergenza Coronavirus in Piemonte. A più di un mese dal primo contagio, il virus avanza e lascia vittime al suo passaggio.

Nelle ultime 24 sono 66 le persone decedute nella nostra regione, che portano il totale a 403. Tra questi anche due operatori sanitari che lavoravano a stretto contatto con i pazienti affetti da Covid19. “È un momento drammatico – ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio – ed è un’altra giornata di grande dolore perché piangiamo tante vittime e tra loro ci sono anche un medico e un radiologo, persone che hanno messo in gioco e donato la propria vita per tutelare quella degli altri”.

La provincia più colpita per numero di decessi, ancora una volta, è Alessandria con 110 vittime, segue Torino (prima per contagi) con 105. Asti ne ha 13, Biella 38, Cuneo 24, Novara 57, Vercelli 22, il Verbano-Cusio-Ossola 27.

Sale anche il numero di pazienti in terapia intensiva: attualmente (dati del 24 marzo ore 19:30) sono 363, +11 rispetto al giorno prima.

La telefonata di Matterella a Cirio

Ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto mostrare la sua vicinanza al popolo piemontese. Ha telefonato ad Alberto Cirio per sincerarsi della sua guarigione e per offrirgli un sostegno in questo momento senza precedenti. “Bisogna restare uniti”, ha detto a Cirio, che ha riverberato il pensiero del Presidente a tutti i piemontesi che stanno combattendo questa emergenza sanitaria.

Ma il sistema sanitario del Piemonte, anche se soffre, non si arrende.

Continua la disperata ricerca di nuove strutture da adibire a ricoveri, dopo le chiese degli ospedali si cercano altri siti dove poter attivare ulteriori posti letto. In attesa dell’apertura dell’Ospedale di Verduno, che dovrebbe avvenire in settimana, si preme sui privati e sulle strutture già esistenti per ospitare terapie intensive e sub-intensive.

Poi c’è la questione personale, strumentazione medica e dispositivi di protezione individuale. Sono arrivate le 1150 maschere ad ossigeno richieste dalla Regione Piemonte, ma i turni di lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari sono ancora massacranti, i tamponi ancora troppo pochi e gli esiti arrivano ancora troppo tardi.


Gli aggiornamenti sulla Situazione Coronavirus in Piemonte

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