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Nuove disposizioni per il Coronavirus a Torino: chiuse le attività di generi alimentari all’aperto

Mercato Porta Palazzo Torino Coronavirus
Nuove disposizioni per il Coronavirus a Torino: chiuse le attività di generi alimentari all'aperto (fonte foto: torino.corriere.it)
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Nuove disposizioni per il Coronavirus a Torino, sospese momentaneamente le attività alimentari all’aperto

Sono in arrivo le nuove disposizioni per il Coronavirus a Torino in ambito commerciale.

Il Comune ha infatti stabilito la sospensione delle attività di vendita di generi alimentari all’interno dei mercati cittadini all’aperto. Rientrano nella categoria indicata anche le aree mercatali provviste di coperture come tettoie.

Il provvedimento si intende valido a partire dalla giornata di lunedì 23 marzo. Nei giorni a venire Palazzo Civico comunicherà le nuove strategie che saranno proposte per poter far fronte all’emergenza. Misure atte a limitare i contagi e far riprendere nelle condizioni di totale sicurezza per la cittadinanza tutte queste attività. Le soluzioni saranno prese e messe in pratica insieme alla Polizia Municipale e agli addetti ai servizi tecnici della Città.

Nuove disposizioni per il Coronavirus a Torino: chiuse le attività di generi alimentari all’aperto (dalla pagina Facebook di Chiara Appendino)

Le modifiche al piano iniziale

Il piano iniziale della Regione è stato dunque rivisto, con modifiche ancora più intransigenti.

Nelle scorse ore l’amministrazione regionale aveva fatto sapere che l’ordinanza avrebbe disposto l’apertura dei banchi di frutta e verdura e alimentari nei mercati rionali con alcune restrizioni.

Nei punti in cui sono stati segnalati assembramenti (ne sono esempi le code e la clientela presente senza il rispetto delle distanze imposte) la strada indicata era quella delle limitazioni strutturali. Le attività avrebbero potuto proseguire solo nel caso in cui fossero presenti vigili urbani e transenne, la cui operatività avrebbe dovuto essere  garantita dai Comuni di riferimento. In questo modo sarebbe stato più semplice contenere e regolare gli ingressi e gli stazionamenti.

Anche i negozi avrebbero dovuto adottare nuove normative. Al loro interno avrebbe avuto accesso un solo componente per famiglia (nei luoghi pubblici la concentrazione massima di  persone era fissata a due persone). Discorso opposto per gli uffici pubblici e gli studi professionali non essenziali, per i quali è stata richiesta la chiusura totale.

Permangono invece le disposizioni estese ai cantieri, alle slot machine e davanti ai distributori automatici di alimenti e bevande, con il divieto di stazionamento davanti a questi luoghi.

Infine, è stato confermato il divieto totale degli spostamenti verso le seconde case: una tendenza assai diffusa nelle ultime settimane, alla quale bisognava porre un argine.