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Piemonte, la nuova ordinanza non soddisfa Cirio che chiede aiuto al governo

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Alberto Cirio commenta la nuova ordinanza del ministro Speranza, chiede un’ulteriore stretta su mercati e supermercati e un aiuto concreto da parte del governo: “La situazione è drammatica”

È un duro sfogo quello che esce dal video-messaggio di ieri sera di Alberto Cirio ai suoi concittadini. A pochi minuti dall’emanazione della nuova ordinanza del governo, firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, il governatore del Piemonte annuncia nuove strette per contenere il contagio da Coronavirus. Un contagio che scorre inesorabile su tutti il territorio pedemontano e che nelle ultime 24 ore ha portato altri 44 decessi nella nostra regione. Un nuovo triste record.

“È un bene che ci siano misure unificate per tutto il territorio nazionale, ma il provvedimento recepisce solo parte delle nostre istanze – è il commento del presidente del Piemonte sulla nuova ordinanza – non si fa cenno, tra l’altro, agli assembramenti davanti ai distributori automatici di cibi e bevande, né si parla dei mercati e delle modalità per evitare assembramenti negli esercizi commerciali, soprattutto la domenica”.

Misure da adottare con una certa urgenza alla luce degli ultimi dati forniti dall’Unità di Crisi Regionale. Per questo fine settimana ci si aspettava un rallentamento della curva epidemiologica, ma così non è. Anzi.

La situazione è drammatica – afferma Cirio – i posti per la terapia intensiva, che con il nostro potenziamento sono stati quasi raddoppiati, sono pressoché esauriti, le attrezzature e il materiale medico non arriva, il personale ospedaliero è stremato malgrado i rinforzi. Comprendiamo che la situazione sia difficile in tutto il Paese, ma il nostro caso insieme a quello della Lombardia non lascia più neanche un minuto da perdere”.

Lo dicono i numeri: stando agli ultimi aggiornamenti (20 marzo ore 19:30) sono 3.576 i contagiati in Piemonte, 559 in più rispetto al giorno prima, e di queste 249 si trovano in terapia intensiva. La provincia di Torino risulta quella più colpita: 230 nuovi contagi in un solo giorno, che portano il totale dei positivi a 1.590.

E poi mancano i dispositivi medici, di vitale importanza per i pazienti affetti da Covid19, come i ventilatori e i caschi cpap. Di questi ultimi, l’Unità di crisi ne aveva ordinati 5 mila per la regione ma non si sa dove siano finiti. Del caso ora si sta occupando l’ex magistrato Antonio Rinaudo.

“Col Veneto siamo tra le Regioni che hanno fatto lo sforzo più grande. – continua Cirio – Ma non basta. Abbiamo bisogno di aiuto, materiali, uomini. I nostri approvvigionamenti sono bloccati alle frontiere. Il Governo ha parlato di una task force di 300 medici, noi chiediamo subito che una parte venga mandata in Piemonte. Nel distribuire gli aiuti Roma deve tener conto delle proiezioni regionali di sviluppo del contagio”.

Proiezioni per nulla rosee: in meno di tre giorni i casi potrebbero raddoppiare e si arriverebbe come niente a quota 7mila positivi. E, come se non bastasse, potrebbero esaurirsi i posti in terapia intensiva.

Di qui l’appello a Conte: “Chiediamo di aprire per il Piemonte una via di priorità d’urgenza”.

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