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In Piemonte il Coronavirus va veloce, quasi 500 casi in più in poche ore

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Coronavirus, siamo arrivati a quasi 3500 casi positivi in Piemonte, il contagio va veloce e colpisce tutte le province, 26 decessi registrati nella notte: è il numero più alto

Dagli ultimi dati comunicati dall’Unità di Crisi (20 marzo ore 13:30) i casi positivi al Coronavirus in Piemonte sono 3461. Si tratta di 444 persone in più rispetto all’ultima rilevazione effettuata nella serata di ieri, giovedì 19 marzo.

La notte è stata fatale per 26 pazienti ricoverati, il numero più alto di deceduti in un breve periodo di tempo registrato finora. Portano a 209 la cifra di decessi totali nel nostro territorio.

La questione tamponi in Piemonte

Ma la questione cruciale rimane quella legata ai tamponi. Dei 10mila test analizzati finora (troppo pochi per alcuni), 6.263 hanno dato risultato negativo.

Punto focale delle analisi rimane il laboratorio dell’Amedeo di Savoia di Torino, dove vengono analizzati 700 tamponi al giorno. Ma il ritmo di analisi ha bisogno di una netta accelerata se vuole stare dietro alla velocità del contagio.

La procedura tradizionale prevede un tempo di 4 ore e 30 a provetta. A questa si stanno aggiungendo sistemi sempre più automatizzati per velocizzare le analisi. È partita, tra l’altro, la sperimentazione di un nuovo macchinario che tra 10-15 giorni dovrebbe ridurre i tempi su grandi set di tamponi. Così come sono già operativi dei robot per test rapidi, dove vengono studiati 8 tamponi per volta.

Nel frattempo si attende l’allargamento della rete di laboratori annunciato dall’Unità di Crisi. Verranno messi a disposizione del Covid19 i laboratori dell’Istituto di Candiolo e quelli dei presidi privati. L’aumento dei tamponi riguarderà in primis il personale sanitario – come specificato dal presidente della Regione Alberto Cirio – e poi i soggetti sintomatici.

Cirio, di fatto, si dice convinto a voler seguire le linee-guida dell’Istituto Superiore di Sanità che dichiara inutili e fuorvianti i test effettuati sulle persone asintomatiche. Un pensiero che va in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane. E, oltre tutto, non condiviso dal professor Giovanni Perri dell’Amedeo di Savoia, tanto meno dal dottor Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici di Torino, che richiedono tamponi per i soggetti asintomatici venuti a contatto con i positivi.

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