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Coronavirus, in Piemonte superati i 3 mila casi, ma arrivano i primi guariti

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I casi di persone positive al Coronavirus in Piemonte sono più di 3 mila e non accennano a diminuire, si rischia il sovraffollamento negli ospedali

I numeri rilevati dall’Unità di Crisi confermano il nostro più grande timore: il contagio nella nostra regione continua ad espandersi e anche velocemente. Solo nelle ultime 24 ore c’è stato un incremento del 25% di casi che ha portato il numero di positivi in Piemonte a superare quota 3 mila.

Sono finite in terapia intensiva 263 persone, quaranta più di ieri. Cifre che fanno accelerare i lavori per il nuovo ospedale di Verduno, che dovrebbe essere pronto tra due giorni. 44 medici e 55 infermieri hanno già risposto al bando della Regione per il reclutamento di nuovo personale.

Nel frattempo gli altri presidi si stanno attrezzando per ospitare più pazienti possibile. Si pensa alle chiese degli ospedali, a partire da quelle del Martini e del San Giovanni Bosco, abbastanza capienti per contenere qualche letto di degenza ordinaria una volta tolti gli inginocchiatoi e le panche. All’Amedeo di Savoia, invece, si sta pensando di dimettere i pazienti positivi ma non in pericolo di vita per fare posto a chi è in condizioni gravi e necessita soccorso.

Chiudono i Pronto Soccorso per recuperare personale

Un’altra emergenza riguarda la carenza di personale sanitario nei reparti Covid. Nell’attesa di nuove assunzioni, ieri sera, l’Unità di crisi ha deciso di chiudere i pronto soccorso di Venaria, Lanzo, Giaveno, Nizza, Borgosesia, Bra e Ceva. Il personale dei piccoli ospedali verrà in questo modo ripartito nei grandi ospedali con numerosi casi di Coronavirus che necessitano assistenza.

Chi ce l’ha fatta e chi non ce l’ha fatta

Se il numero di casi positivi al Coronavirus in Piemonte sale vertiginosamente, il dato dei decessi rimane più o meno costant. 17 persone hanno perso la vita ieri, portando il totale dei deceduti, risultati positivi al Covid19, a 183 in tutto il Piemonte.

Sale, anche se poco a poco, il numero di guariti. Mercoledì 18 marzo l’Unità di Crisi ha annunciato i primi tre pazienti guariti dal Covid19. Sono due uomini di Torino (uno di 42 anni e l’altro di 61 anni), che erano ricoverati nell’ospedale di Cuneo, e una donna astigiana di 78 anni ricoverata nell’ospedale di Asti.

È di ieri sera invece la notizia di altri cinque pazienti guariti. Altri due uomini di Torino (uno di 37 e l’altro di 55 anni), due donne dell’Astigiano (di 87 e 76 anni) e un uomo del Cuneese di 44 anni.

Tutte le persone dichiarate guarite hanno riscontrato esito negativo nei due test consecutivi eseguiti a distanza di 24 ore. Ora stanno bene e possono tornare a casa.

La questione tamponi

In Piemonte i laboratori fanno a gara con il contagio e per il momento sono decisamente in svantaggio. I numeri parlano di richieste di 500 tamponi al giorno solo negli ultimi tre giorni, e gli ospedali si stanno ancora attrezzando con i dispositivi per le analisi. All’Amedeo di Savoia e alle Molinette di Torino, per esempio, lamentavano la carenza di reagenti per poter effettuare le analisi e chiedevano un rallentamento dei tamponi.

In serata l’assessore alla Sanità Luigi Icardi rassicura tutti annunciando la fornitura di nuovi test. “Sono ripartiti i test in tutti i laboratori – ha detto davanti alle telecamere del tg3 – Ad Alessandria è stato installato un macchinario sperimentale della Roche in grado di fare mille tamponi al giorno. Tutto sta funzionando”.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 9.424, di cui 5.812 risultati negativi. Ancora troppo pochi se rapportati a regioni come Emilia Romagna (5.214 casi positivi e 18.344 tamponi), Veneto (3.484 casi e 44.658 tamponi) o Lazio (823 casi e 11.145 tamponi). C’è chi chiede tamponi a tappeto per intercettare in modo più celere i casi positivi al Coronavirus in Piemonte e frenare la pandemia.


La situazione Coronavirus in Piemonte – aggiornata

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